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Dopo il ko al referendum la destra accelera sulla legge elettorale: via all’iter alla Camera. Crosetto insiste: “Ok il voto, ma i magistrati siano imparziali”

La riforma del sistema di voto in discussione dal 31 marzo. Boccia (Pd): "La maggioranza si fermi". Conte: "Nelle urne la sconfitta di Meloni"
Dopo il ko al referendum la destra accelera sulla legge elettorale: via all’iter alla Camera. Crosetto insiste: “Ok il voto, ma i magistrati siano imparziali”
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Nordio: “La riforma bocciata al referendum porta il mio nome e me ne assumo la responsabilità politica”

“Questa è una riforma che porta il mio nome e me ne assumo quindi la responsabilità politica. Se vi sono stati dei difetti di comunicazione o impostazione sono stati anche i miei”. Così i ministro della Giustizia Carlo Nordio a Sky Tg24 in merito al risultato del referendum.

  • 09:06

    Cantone: “Ha pesato la credibilità di chi ha sostenuto il No, come Gratteri”

    Questo non è solo il tempo della festa, “ma della ragione, è stata una grande manifestazione di democrazia”. Lo dice Raffaele Cantone, già alla guida dell’Anac, l’Autorità anticorruzione, quindi procuratore a Perugia, in una intervista a Repubblica. “Ha votato un numero altissimo di persone, anche più che alle elezioni regionali o politiche. Questo dimostra quanto gli italiani siano ancora profondamente attaccati alla Costituzione. E c’è un altro dato che mi ha colpito molto: i giovani sotto i trent’anni hanno votato in maggioranza, oltre il 60%. Non era affatto scontato per una Carta nata nel 1946. E invece anche le nuove generazioni dimostrano un legame forte. Sicuramente hanno pesato le figure simbolo. Penso, per esempio, a Nicola Gratteri: un magistrato che non è mai stato identificato con le correnti, sempre percepito come indipendente. Il suo schieramento così netto ha rappresentato un segnale forte. E non è un caso, secondo me, che in Campania e in Calabria si siano registrati risultati molto netti. La credibilità di tutte le persone che hanno sostenuto il No ha contato”.
    “A un certo punto molte persone si sono rese conto che quelle modifiche non erano indispensabili per introdurre la separazione delle carriere. Io conosco persone favorevoli a quel principio che però dicevano: questa non è la riforma giusta. Non voglio entrare in polemiche politiche, ma è evidente che molti hanno avuto l’impressione che fosse una riforma in qualche modo punitiva per la magistratura – continua – E durante la campagna elettorale si sono sentite argomentazioni che non avevano nulla a che fare con il merito della riforma, come i riferimenti a vicende personali o giudiziarie. Tutto questo ha inciso. I cittadini hanno dimostrato interesse per la giustizia, con una partecipazione altissima. Questo non può essere sprecato. Nessuno deve pensare che vada tutto bene o che si possa mantenere lo status quo. Il sistema giudiziario non sempre riesce a dare le risposte. Questa partecipazione dimostra quanto per loro sia importante una giustizia che funzioni. E quindi serve un’assunzione di responsabilità ancora maggiore, da parte della magistratura ma anche delle istituzioni”.
    “La magistratura deve evitare ogni chiusura autoreferenziale e capire che questo risultato non significa che tutto vada bene – avverte Cantone – La politica, invece, deve riprendere il tema della riforma della giustizia, mettendo al centro le vere priorità: efficienza, tempi dei processi, personale. Non possiamo continuare ad avere uffici con organici invecchiati e insufficienti. E poi l’informatizzazione. Credo che le riforme costituzionali dovrebbero essere il più possibile condivise. Su temi così delicati, anche tecnici, sarebbe stato auspicabile un accordo ampio. Se il Parlamento avesse approvato la riforma con una maggioranza larga, il referendum non ci sarebbe stato”.

  • 09:02
  • 08:56

    Bignami (FdI): “Vittoria del No? Per il governo non cambia nulla”

    “Noi avevamo detto sin dall’inizio che non era un voto politico. Renzi invece nel 2016 chiamò gli elettori a votare per la sua riforma, affermando che se non fosse passata si sarebbe dimesso. Aveva trasformato il referendum in un plebiscito pro o contro Renzi. Noi no. Abbiamo chiarito che il referendum non avrebbe coinvolto il governo e quindi per noi non cambia nulla rispetto al prosieguo dell’azione del governo”. Così Galeazzo Bignami, capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, in un’intervista a Il Giornale. La necessità di una riflessione sulla sconfitta al referendum “è evidente – aggiunge Bignami – innanzitutto dobbiamo chiederci quale sia il motivo per il quale non siamo riusciti a spiegare fino in fondo perché questa riforma era giusta”.

  • 08:48

    Ministro Zangrillo: “Referendum? Il No un voto emotivo come sul nucleare: poi molti si sono pentiti”

    “E stato un voto emotivo, mi ricorda il referendum sul nucleare che fu giocato tutto sul terrore. Poi anni dopo molti si sono pentiti della scelta di bloccarlo alle urne, ma quando si gioca sul tema dell’emotività spesso si va a finire così. Eppure io credo che siamo andati bene durante la campagna referendaria”. Così il ministro della Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo, intervistato da Il Giornale, commenta il risultato del referendum sulla riforma della giustizia. Secondo Zangrillo “quelli del No hanno veicolato un messaggio chiaro ma del tutto strumentalizzato: se votate Sì attaccate la Costituzione. Ecco, forse dovevamo essere più diretti”.

  • 08:37

    Anm Palermo: “Esito voto referendum ci richiama a senso responsabilità”

    “Il risultato del referendum è il frutto di una partecipazione ampia e consapevole, che ci richiama tutti a un rinnovato senso di responsabilità verso le istituzioni repubblicane. Il voto espresso in Sicilia – e in modo particolare nel distretto di Palermo – è stato molto importante. Questa terra conosce il valore della memoria dei tanti che hanno sacrificato la vita per la Giustizia”. Lo scrive in una nota la giunta esecutiva dell’Associazione nazionale magistrati di Palermo commentando l’esito del voto referendario.
    “Desideriamo ringraziare tutti coloro che si sono mobilitati e confrontati e, in particolare, i tanti giovani che ci danno speranza per il futuro. – prosegue – Un sentito ringraziamento va anche ai Comitati per il No, che si sono spesi per difendere i principi costituzionali, e ai colleghi che in questi mesi sono stati oggetto di attacchi solo per aver fatto il proprio dovere”. “L’afflusso massiccio ai seggi – conclude la nota – ci ricorda che la democrazia vive quando le persone decidono di farsene carico. Siamo consapevoli che la relazione con il corpo sociale è una ricchezza da custodire: l’ascolto, il dialogo e la presenza sui temi della giustizia continueranno a guidare il nostro impegno. La partecipazione vince. La Costituzione vive”.

  • 08:26

    Nordio: “Non mi dimetto. Ora i giudici limiteranno l’iniziativa politica e parlamentare, a partire dai migranti”

    “Non la considero una sconfitta personale – spiega – era una riforma in cui credevo e in cui penso di aver messo tutto l’impegno possibile. Ero certo che avremmo vinto. Mi inchino al popolo sovrano. Ma non penso a dimettermi. Ho ancora molte cose da fare, anche se alcune riforme si fermeranno”. Così il ministro della Giustizia Carlo Nordio, in un’intervista al Corriere della Sera dopo la vittoria del no al referendum sulla riforma della giustizia. “Penso ci sia stata una difficoltà di comunicazione – aggiunge – su un tema complesso. Noi abbiamo provato a spiegare con parole semplici, ma non siamo riusciti a fugare la paura che venisse ‘scassata la Costituzionè”. Alla domanda se condivide quanto sostenuto dal sottosegretario Fazzolari, secondo cui ora l’azione delle toghe sarà più invasiva, Nordio risponde: “Sì, nel senso che limiterà l’iniziativa politico-parlamentare in alcuni ambiti a cominciare dall’immigrazione”. Adesso, prosegue il ministro, “dobbiamo dedicarci all’efficientamento della giustizia: ai concorsi da bandire per completare la pianta organica dei magistrati e alla stabilizzazione del personale del Pnrr. Prendendola con filosofia diciamo che la sconfitta ci fa risparmiare molto tempo che avremmo dovuto dedicare ai decreti attuativi per fare tutto questo”.

  • 08:24

    Schlein: “Maggioranza alternativa c’è già in Italia”

    Il voto al referendum sulla riforma della giustizia “dice che nel Paese c’è già una maggioranza alternativa e noi forze progressiste abbiamo la responsabilità di organizzare questa speranza. Una responsabilità che sentiamo tutti”. Così la segretaria del Pd Elly Schlein, in un’intervista a Repubblica. “Le oltre 14 milioni di persone che hanno votato no, 5 milioni in più di quelle che avevano scelto Pd, M5s e Avs alle Europee – aggiunge – dimostrano che esiste una maggioranza diversa da quella in carica e noi vogliamo costruire una proposta che sia all’altezza delle loro aspettative, dei loro problemi e anche delle loro priorità costituzionali: salute, lavoro, casa, scuola”

  • 08:22

    Spallitta, avvocata per il No: “Volontà di cambiamento rispetto al governo, Carta non si tocca”

    “La Costituzione non si tocca. Sono felice per questo risultato. Ancora una volta il popolo italiano dimostra di conoscere il valore, l’importanza e la bellezza della nostra Carta Costituzionale. In tutta Italia, e a Palermo in particolare, gli avvocati, la società civile e i magistrati hanno svolto un lavoro straordinario, uniti dal comune sentimento dei valori antifascisti, a tutela dei principi di uguaglianza e di libertà così pericolosamente messi a rischio dalla riforma”. Così Nadia Spallitta, avvocato cassazionista in prima linea sul fronte del ‘Nò insieme al Comitato degli avvocati commenta il risultato del referendum costituzionale sulla riforma della giustizia.
    “Ritengo che l’energia e la forza dimostrati in questa occasione da tanti cittadini – aggiunge – rappresentino una volontà di cambiamento rispetto all’attuale classe politica di governo e auspico che le forze politiche di area progressista sappiano farne tesoro”.

  • 08:20

    Referendum, il dato definitivo: vince il No con 53,74% dei voti, Sì al 46,26%

    Al referendum costituzionale sulla riforma della giustizia ha vinto il No. A scrutinio concluso, il No si è attestato al 53,74% con 14.461.375 voti, mentre il Sì si è fermato al 46,26% con 12.448.216 voti. È quanto riportato dalla piattaforma Eligendo del Viminale. Mancano i voti della sezione 127 del comune di Sassari (Ss) su cui sono in corso delle verifiche, gli atti sono stati inviati all’Ufficio centrale per il completamento delle operazioni. Il dato definitivo del voto degli italiani all’estero vede prevalere il Sì, che si attesta al 56,34% con 803.632 preferenze mentre il No è al 43,66% con 622.652 voti. A livello complessivo (Italia+estero) il No totalizza il 53,23% e il Sì il 46,77%. gib/ccl

  • 08:19

    Referendum, dati definitivi del votyo dall’estero: Sì al 56,34%, No al 43,66%

    Sezioni pervenute dall’Italia: 2207 su 2207. Gli aventi diritto al voto sono di 5.478.839. Hanno votato 1.563.377, il 28,53%: Sì al 56,34%, No al 43,66%.