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Attacco all’Iran, Meloni: “L’Italia non vuole entrare nel conflitto. Usa-Israele fuori dal diritto internazionale”. M5s con cappellini stile Maga: “No alla guerra”

La presidente del Consiglio parla per 45 minuti al Senato alla vigilia del Consiglio europeo: ""Pronti a tassare chi specula sulla benzina. Usa e Israele". E condanna la "strage delle bambine" nella scuola iraniana chiedendo che "si accertino le responsabilità"
Attacco all’Iran, Meloni: “L’Italia non vuole entrare nel conflitto. Usa-Israele fuori dal diritto internazionale”. M5s con cappellini stile Maga: “No alla guerra”
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“Intervento Usa e Israele contro Iran fuori da diritto internazionale”

“È in questo contesto di crisi del sistema internazionale nel quale le minacce diventano sempre più spaventose e si moltiplicano gli interventi unilaterali condotti fuori dal perimetro del diritto internazionale che dobbiamo collocare anche l’intervento americano e israeliano contro il regime iraniano”. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni al Senato.

  • 16:08

    Meloni è arrivata alla Camera

    La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è arrivata alla Camera dove a breve comincerà la discussione generale sulle comunicazioni rese dalla premier in vista del Consiglio europeo del 19 e 20 marzo nonché sugli sviluppi della crisi in Medio Oriente. Dopo l’intervento di questa mattina in Senato, Meloni era tornata a palazzo Chigi per partecipare alla alla riunione dei capi di Stato e di governo del G7 sulla crisi in Medio Oriente.

  • 16:07

    Schlein, Conte, Fratoianni e Magi interverranno nelle dichiarazioni di voto

    I leader delle opposizioni Elly Schlein (Pd), Giuseppe Conte (M5S), Nicola Fratoianni (Avs) e Riccardo Magi (Più Europa) interverranno in dichiarazione di voto alla Camera sulle comunicazioni di Giorgia Meloni in vista del Consiglio europeo del 19 e 20 marzo nonché sugli sviluppi della crisi in Medio Oriente dopo le repliche della premier. Iscritti poi per Iv Roberto Giachetti e la presidente di Azione Elena Bonetti. Per la maggioranza interverranno Maurizio Lupi (Nm), Cristina Rossello (FI), Stefano Candiani (Lega) e Augusta Montaruli (FdI).

  • 14:50

    Vannacci: “Futuro nazionale voterà no a risoluzione maggioranza”

    Futuro Nazionale si smarca dal centrodestra. “Il mio partito – dice all’AdnKronos Roberto Vannacci, al termine delle comunicazioni in Senato della premier Giorgia Meloni su Iran e Ucraina- dice no alla risoluzione del centrodestra” perché “è incredibile prevedere ancora un sostegno economico per Zelensky quando, a causa di questa guerra in Medio Oriente, si sta abbattendo una catastrofe economica sugli Italiani”. Il generale, in attesa delle comunicazioni di Meloni alla Camera, dove ci sono tre deputati vannacciani dice: “Basta denari sottratti ai nostri interessi primari e basta soldi a chi li spende per cessi d’oro, ville e yacht di lusso e serate con prostitute”. Vannacci sottolinea come a questo punto a Kiev arrivino troppe risorse “visto che invia ordigni bellici in Medio Oriente invece di usarli per difendere la propria terra”. Poi rivolto al governo chiede di cessare con “una strategia di sostegno incondizionato che in 4 anni non ha assicurato risultati e non ha ripristinato l’integrità territoriale ucraina”. Bisogna finirla con “risorse infinite per un paese non appartenete all’Unione Europea quando per Cipro , paese della Ue invaso per metà dai turchi dal 1974, Bruxelles non ha mosso un dito, non ha fatto scattare alcun Rearm Europe e non ha spedito ordigni bellici ai ciprioti per liberarsi dall’invasore”.

  • 14:49

    Meloni alla Camera alle 16

    Dopo il Senato, si aprirà a partire dalle 16 alla Camera dei deputati la discussione generale sulle comunicazioni della presidente del Consiglio Meloni sulla guerra in Iran.

  • 14:44

    Il Senato approva la risoluzione del centrodestra

    L’Aula del Senato ha approvato con 102 voti a favore, 66 contrari e 1 astenuto la risoluzione di maggioranza sulle comunicazioni della premier Giorgia Meloni. Il documento punta, tra le altre cose, a “condannare il ruolo destabilizzante dell’Iran in tutta la regione, esprimendo il suo pieno sostegno al popolo iraniano nella sua lotta per la libertà”. Un altro impegno è “ribadire l’importanza di salvaguardare l’integrità e la sicurezza delle frontiere terrestri, aeree e marittime dell’Unione europea, e ad assicurare che esse siano efficacemente protette”. La maggioranza punta a “sostenere e valorizzare, in tutte le sedi europee e internazionali, il ruolo fondamentale delle operazioni marittime difensive Aspides e Atalanta” e “a farsi promotore, in raccordo con le istituzioni europee e gli Stati membri, di un eventuale adattamento e rafforzamento di tali missioni, qualora la situazione sul terreno lo richiedesse”. Precluse o ritenute parzialmente assorbite le altre risoluzioni di opposizione. Negli impegni della risoluzione di maggioranza c’è quello di “lavorare con i principali partner europei, internazionali e regionali alla creazione delle condizioni necessarie per un ritorno della diplomazia per risolvere la crisi in Medio Oriente”. Ancora: “Sostenere, anche attraverso iniziative coordinate nell’ambito dell’Unione europea e in cooperazione tra gli Stati membri, i partner della regione del Golfo colpiti dagli inaccettabili attacchi portati dal regime iraniano, prevedendo, qualora tali aggressioni dovessero proseguire, anche forme aggiuntive di assistenza in materia di difesa“. Spazio anche al Medio Oriente e all’Ucraina. Il centrodestra chiede al governo di continuare “a seguire i lavori del Board of Peace da osservatori, contribuendo alla piena attuazione del cessate il fuoco a Gaza e al sostegno all’Autorità Palestinese”. Si punta a “garantire ogni progresso diplomatico per il raggiungimento della pace in Ucraina, in continuo coordinamento con l’Unione Europea, gli Stati Uniti, la Nato e i partner del G7″, a “fornire il necessario sostegno multidimensionale al Paese e alla popolazione ucraina” e a “mantenere la pressione europea nei confronti della Russia“. In Ue serve, “monitorare i lavori della Commissione europea per la definizione della nuova Strategia di Sicurezza, assicurando il pieno coinvolgimento degli Stati membri e garantendo la piena complementarità con la Nato, evitando duplicazioni con i compiti di difesa collettiva previsti dal Trattato del Nord Atlantico”. E “contribuire attivamente a promuovere una maggiore responsabilità dei Paesi europei nell’assicurare la sicurezza europea, intensificando gli investimenti e la prontezza nel settore della difesa”, si legge nel documento. Che si pone come obiettivo anche quello di “affrontare con urgenza assieme alla Commissione europea la definizione di interventi per ridurre immediatamente i prezzi dell’energia, a partire dalla possibilità di una sospensione provvisoria dell’applicazione del sistema Ets”.

  • 14:42

    Senatori M5s con cappellini stile Maga: “No alla guerra”

    Il M5s regala simbolicamente cappellini rossi in stile Maga – ma con la scritta “No alla guerra” – alla premier Giorgia Meloni, per ironizzare sulla sintonia della leader con il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. È successo nell’aula del Senato al termine della dichiarazione di voto del capogruppo del M5s, Luca Pirondini che ha accennato al regalo alla premier. E subito dopo, i senatori del suo gruppo hanno sventolato i cappellini.

  • 14:36

    Conte a Meloni: “Il tavolo è oggi in Parlamento”

    “Valuteremo”. Così il leader del M5s Giuseppe Conte commenta le parole della premier Giorgia Meloni che si è detta “disponibile a un tavolo con le opposizioni a Palazzo Chigi”. “Andiamo a far cosa? Chiariamoci, perché, ripeto, il confronto qui oggi è il confronto più trasparente e cristallino che ci sia. Qui dobbiamo conoscere le informazioni – ha aggiunto Conte parlando con i giornalisti in transatlantico in Senato -. Possiamo ritrovarci sicuramente adesso a un tavolo a Palazzo Chigi per affrontare questa stagione insieme, confrontandoci con le opposizioni. Ma il tavolo già c’è oggi in Parlamento. Noi portiamo proposte concrete. C’è la disponibilità a rivedere il Patto di stabilità? Le accise le vogliamo tagliare? Questo è il tavolo, già c’è. Se poi dobbiamo fare le sfilate a Palazzo Ghigi e dobbiamo essere presi in giro come su salario minimo e tante altre cose…”.

  • 13:36

    Da Governo No a risoluzioni opposizioni, ma punti comuni con Iv-Az-+E e Pd

    Sono cinque le risoluzioni (quattro dei vari gruppi di opposizione e una sottoscritta dalla maggioranza) presentate al Senato dopo le comunicazioni della premier Giorgia Meloni sulla situazione internazionale. Il governo ha accolto quella del centrodestra e ha dato parere contrario sulle altre precisando che ci sono “alcuni punti” di accordo “in modo prevalente” con la risoluzione dei gruppi di Italia viva, Azione, Più Europa, e parzialmente con la risoluzione del Pd. Punti che – ha spiegato il ministro Tommaso Foti intervenendo in Aula – “trovano già accoglimento al di la della dizione letterale nella risoluzione di maggioranza”.

  • 13:27

    Meloni: “Per proroga di Unifil bisognerebbe rivedere regole”

    Su Unifil ci sono delle “perplessità: da una parte, riteniamo che nell’attuale contesto la missione rimanga importante ma sapete che le regole di ingaggio che ha avuto in questi anni non sarebbero sufficienti ad affrontare la crisi attuale. Il dibattito deve essere di questo genere: io sono più che favorevole e ho segnalato quello che non condividevo dell’iniziativa degli Usa rispetto a Unifil, ma se volessimo prorogare la missione dovremmo rivedere le regole. Ma è un tema su cui non abbiamo trovato grande convergenze”. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni al Senato, nella replica alla discussione generale sulle comunicazioni in vista del Consiglio Ue e sulla crisi in Medio Oriente.

  • 13:25

    Meloni al Pd: “Richieste su basi si valutano quando arrivano”

    “Sulle basi” americane in Italia “mi si chiede risposta chiara. Se la richiesta arrivasse oggi non avrei difficoltà a dare una risposta. Ma queste risposte si valutano nel momento e nel contesto in cui arrivano. Sarebbe poco serio dare oggi una risposta su uno scenario che domani potrebbe essere molto diverso”. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni al Senato, in sede di replica dopo la discussione sulle sue comunicazioni in vista del Consiglio Ue e sulla crisi in Medio Oriente, rispondendo al senatore del Pd Alessandro Alfieri.

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