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Meloni in Parlamento: “L’Italia non entra in guerra”. E attacca Pd e M5s: “Strabici su bombe Usa”. Conte: “Quello che le manca sono coraggio e schiena dritta”. Schlein: “La premier posi la clava, dica già da ora di no all’uso delle basi”

La presidente del Consiglio in Parlamento ammette che l'attacco di Usa e Israele è fuori dal diritto internazionale e condanna la "strage delle bambine" nella scuola iraniana chiedendo che "si accertino le responsabilità". Fratoianni: "Fa gli show ma non dice da che parte sta, è succube del presidente Usa"
Meloni in Parlamento: “L’Italia non entra in guerra”. E attacca Pd e M5s: “Strabici su bombe Usa”. Conte: “Quello che le manca sono coraggio e schiena dritta”. Schlein: “La premier posi la clava, dica già da ora di no all’uso delle basi”
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“Sono contenta di essere diversa da voi”: Meloni contro Pd e M5s. Le opposizioni: “E’ succube di Trump” – La giornata in Parlamento

Gli inviti alla coesione nazionale e le proposte di “tavolo con le opposizioni a Palazzo Chigi” sono durati il tempo di un’idea. Avanzati al mattino al Senato, sono subito scaduti nel pomeriggio alla Camera. A Montecitorio la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha deciso che il tempo della collaborazione istituzionale, vera o presunta, ipotizzato tra l’altro 12 giorni dopo il primo raid di Usa e Israele in Iran, era già scaduto. La giornata si conclude con una invidiabile soddisfazione per la premier: “Sono contenta di essere diversa da voi”, dice alle opposizioni del campo progressista, inteso come Pd, M5s e Verdi-Sinistra, additate per aver fatto “propaganda a buon mercato” sulla crisi internazionale e sugli effetti collaterali, compresi i rincari dei prezzi che dovrebbero essere in effetti una delle preoccupazioni del governo che invece ha fatto saltare qualsiasi decisione sul decreto Bollette. 

La reazione della premier è dovuta al gelo del centrosinistra alla mano tesa di Palazzo Chigi: è arrivata un po’ tardi, dicono. Per Giuseppe Conte, per esempio, rischiava di essere solo “una sfilata a Palazzo Chigi, una presa in giro”. “Ci ha messo 12 giorni e il suo appello è durato un paio d’ore, poi è tornata in lei. Presidente Meloni, posi la clava, l’Italia non merita la lotta nel fango”, l’affondo di Elly Schlein.

Al di là dei cappellini in stile Maga sfoggiati dai senatori M5s, la prima mezza giornata in Parlamento registra scintille al minimo. Al dodicesimo giorno di conflitto la premier tiene un discorso in cui ogni frase è calibrata. Definisce quello di Usa e Israele un “intervento unilaterale fuori dal perimetro del diritto internazionale” ma “non possiamo permetterci l’Iran con l’arma nucleare“. È una guerra in cui l’Italia non è coinvolta e in cui “non vogliamo entrare“. Fondata su “decisioni altrui” di cui il governo “non è complice”. “Trump rischia di essere la sua kriptonite – nota Enrico Borghi, di Italia Viva – è scattata l’operazione mitigazione”. A Nicola Fratoianni, di Avs, comunque non basta: “Il governo italiano è succube dell’amministrazione Trump”. “Non è all’altezza della gravità di questa crisi”, dicono dal Pd.

Nella seconda replica, alla Camera, i toni si alzano. Meloni si dichiara “non una fervida sostenitrice della democrazia esportata con le bombe” ma attacca lo “strabismo” del Pd: “Dice viva gli americani che liberano l’Europa dal nazifascismo ma non quelli che liberano dalla dittatura altri popoli”. Ogni mediazione è saltata. “Non volete accogliere l’appello – conferma -. Avrete le vostre ragioni ma non trinceratevi dietro questioni che non stanno in piedi”. Poi aggiunge: “A qualcuno è dispiaciuto che la condanna del governo sia stata chiara e ferma”. “Certo che siamo diversi – controbatte Conte – lei è così priva di scrupoli da paragonare l’attacco di un drone americano per reazione a un attacco all’ambasciata Usa a Baghdad al silenzio complice per il genocidio di ventimila bambini palestinesi“. Secondo l’ex premier a Meloni “mancano coraggio e schiena dritta perché è soffocata, sopraffatta dalla subalternità a Trump”.

Agli atti delle comunicazioni resta la “prudenza estrema” rivendicata dalla premier davanti a uno scenario che “costringe a scegliere tra cattive opzioni”. La sua priorità è riportare la crisi dentro canali diplomatici. Al G7 propone “un confronto con il Consiglio di cooperazione del Golfo”. L’Iran, nota, deve fermare gli “attacchi ingiustificati” ai Paesi limitrofi. Quelli di Israele e Usa per “neutralizzare la capacità bellica iraniana”, invece, devono “preservare l’incolumità dei civili”. Meloni condanna la strage di bambine nella scuola colpita a Minab e i civili uccisi in Libano, incluso il parroco di Qlayaa. Spiega di aver espresso a Benjamin Netanyahu “la contrarietà a qualunque escalation”, e che Israele deve “garantire la sicurezza dei soldati Unifil in Libano”, precisando che per prorogare la missione “dovremmo rivedere le regole di ingaggio”.

Plaude allo svincolo dell’Aie di 400 milioni di barili di petrolio, una “mitigazione immediata” all’impennata dei prezzi dei carburanti”. “Siamo pronti ad aumentare le tasse a chi specula sui carburanti” (sarebbe da chiarire come), e sulle accise mobili il governo si è preso tempo (una settimana) per valutare “se l’aumento dei prezzi diventerà stabile”, chiarisce Meloni, protagonista di uno scontro con Matteo Renzi: lui l’accusa di aver “aumentato le accise”, lei dice di averle “solo allineate”. Al Consiglio Ue la premier chiederà la sospensione degli Ets sul termoelettrico (che però non c’entra con l’aumento dei costi dell’energia).

Il coordinamento con i partner per aiutare i Paesi del Golfo e difendere Cipro si estende al delicato dossier dello Stretto di Hormuz. Il governo è cauto sullo schieramento di navi italiane: troppo alti i rischi di essere coinvolti direttamente nel conflitto. “C’è un dibattito in corso” su quali “strumenti” utilizzare “per difendere la libertà di navigazione”, spiega Meloni, promettendo sulle proposte un confronto con il Parlamento. Lo stesso, ribadisce, vale per eventuali richieste degli Usa su utilizzi delle basi militari al di là di fuori degli accordi bilaterali. Al Pd che la incalza ad anticipare la sua risposta, Meloni replica che “sarebbe poco serio” farlo ora, “lo scenario domani potrebbe essere molto diverso”. “Dica che non daremo supporto agli attacchi illegali – ribatte Schlein -: il contesto può cambiare, il diritto internazionale no”.

Momenti chiave

    • 10:02

      “Nessuna richiesta per basi Usa, in caso decide il Parlamento”

      “Le basi concesse agli Usa dipendendo da accordi che sono sempre stati aggiornati da governi di ogni colore: nel caso in cui dovesse giungere la richiesta spetterebbe sempre al governo” prendere una decisione “ma ribadisco la decisione in quel caso” sarebbe affidata “al Parlamento. Ribadisco anche allo stesso modo che a oggi non è pervenuta alcuna richiesta”. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni.

    • 10:01

      “Accertare responsabili della strage delle bambine in Iran”

      La premier Giorgia Meloni al Senato, nelle comunicazioni in vista del Consiglio Ue e sulla crisi in Medio Oriente, ha ricordato la “strage delle bambine nel Sud dell’Iran” chiedendo che “si accertino le responsabilità”. “Va preservata l’incolumità dei civili e dei bambini“, ha detto Meloni.

    • 10:00

      “Bene se Italia compatta ma no all’unanimismo peloso”

      “Qui c’è il governo italiano chiamato a affrontare uno dei tornanti più complessi e preferimmo non farlo da soli: è sempre auspicabile una nazione come la nostra sappia compattarsi”. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni al Senato, nelle comunicazioni in vista del Consiglio Ue e sulla crisi in Medio Oriente. unanimismo peloso “Uno scenario come questo impone a tutte le classi dirigenti lucidità e capacità di adattare le proprie decisioni. E’ possibile e io l’ho fatto quando da unica leader di opposizione non esitai” durante l’attacco a Kiev. “Si può fare senza rinunciare a nulla della propria identità politica mi auguro lo spirito possa essere accolto perchè l’Italia possa parlare con una sola voce”. Ma – ha aggiunto – nel caso in cui “questo appello” non fosse accolto “rassicuro” i cittadini: “il governo affronta la crisi con autorevolezza serietà e abnegazione come sempre abbiamo fatto”.

    • 09:51

      “Non possiamo permetterci l’Iran con arma nucleare e missili”

      “Non possiamo permetterci un regime degli ayatollah in possesso dell’arma nucleare, unita a una capacità missilistica che potrebbe presto essere in grado di colpire direttamente l’Italia e l’Europa ancora di più”. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni al Senato.

    • 09:50

      “Evidente crisi del diritto internazionale, svolta l’invasione dell’Ucraina”

      “Siamo di fronte ad una evidente crisi del diritto internazionale e al venir meno di un ordine mondiale condiviso”. Questo ha un “punto di svolta ben previso: l’anomalia della invasione di una nazione vicina da parte di un membro permanente del consiglio di sicurezza dell’Onu, proprio di quell’organismo che del diritto internazionale dovrebbe essere il primo garante. La destabilizzazione globale che ne è derivate ha avuto le sue ripercussioni anche in Medio Oriente”. Parola di Giorgia Meloni al Senato.

    • 09:49

      “Intervento Usa e Israele contro Iran fuori da diritto internazionale”

      “È in questo contesto di crisi del sistema internazionale nel quale le minacce diventano sempre più spaventose e si moltiplicano gli interventi unilaterali condotti fuori dal perimetro del diritto internazionale che dobbiamo collocare anche l’intervento americano e israeliano contro il regime iraniano”. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni al Senato.

    • 09:47

      “Non prendiamo parte all’intervento di Usa e Israele”

      Quello di Usa e Israele in Iran è “un intervento a cui l’Italia non prende parte e non intende prendere parte”. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni al Senato.

    • 09:46

      “Coesione per affrontare crisi, governo non si sottrae a confronto”

      “Io mi auguro sinceramente” che la crisi in corso “possa essere affrontata anche con uno spirito costruttivo e di coesione, sottraendo la discussione a una polarizzazione politica che banalizzando non aiuta nessuno a ragionare con profondità. Qui non c’è un governo che si sottrae al confronto parlamentare”. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni al Senato.

    • 09:45

      Meloni: “Il governo non è complice di decisioni altrui”

      “Qui non c’è un governo complice di decisioni altrui, né tantomeno isolato in Europa, né colpevole di conseguenze economiche che la crisi può avere su cittadini e imprese. Tutte cose che ho sentito dire in questi giorni e che non fanno giustizia dell’impegno portato avanti in questo delicato quadrante della geopolitica e che abbiamo intensificato in questi giorni”. Parola di Giorgia Meloni.

    • 09:44

      Meloni: “Crisi più complesse degli ultimi decenni, serve serietà”

      Voglio “relazionare al parlamento e relazionarmi con le forze politiche su come affrontare la crisi in Medio Oriente, una crisi tra le più complesse degli ultimi decenni che impone di agire con serietà”. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni al Senato, nelle comunicazioni in vista del Consiglio Ue e sulla crisi in Medio Oriente.

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