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Attacco all’Iran, la premier Giorgia Meloni oggi in Aula per le comunicazioni

Attacco all’Iran, la premier Giorgia Meloni oggi in Aula per le comunicazioni
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  • 09:47

    “Non prendiamo parte all’intervento di Usa e Israele”

    Quello di Usa e Israele in Iran è “un intervento a cui l’Italia non prende parte e non intende prendere parte”. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni al Senato.

  • 09:46

    “Coesione per affrontare crisi, governo non si sottrae a confronto”

    “Io mi auguro sinceramente” che la crisi in corso “possa essere affrontata anche con uno spirito costruttivo e di coesione, sottraendo la discussione a una polarizzazione politica che banalizzando non aiuta nessuno a ragionare con profondità. Qui non c’è un governo che si sottrae al confronto parlamentare”. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni al Senato.

  • 09:45

    Meloni: “Il governo non è complice di decisioni altrui”

    “Qui non c’è un governo complice di decisioni altrui, né tantomeno isolato in Europa, né colpevole di conseguenze economiche che la crisi può avere su cittadini e imprese. Tutte cose che ho sentito dire in questi giorni e che non fanno giustizia dell’impegno portato avanti in questo delicato quadrante della geopolitica e che abbiamo intensificato in questi giorni”. Parola di Giorgia Meloni.

  • 09:44

    Meloni: “Crisi più complesse degli ultimi decenni, serve serietà”

    Voglio “relazionare al parlamento e relazionarmi con le forze politiche su come affrontare la crisi in Medio Oriente, una crisi tra le più complesse degli ultimi decenni che impone di agire con serietà”. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni al Senato, nelle comunicazioni in vista del Consiglio Ue e sulla crisi in Medio Oriente.

  • 09:43

    Schlein: “Meloni chiarisca su natura attacchi e uso delle basi”

    In Parlamento “Meloni chiarisca, chiami le cose con il proprio nome, questi attacchi violano il diritto internazionale, vorremmo una posizione chiara. Secondo, vogliamo sentire che il governo esclude in maniera categorica l’utilizzo delle basi, sarebbe contro costituzione”. Lo ha detto Elly Schlein a Omnibus.

  • 09:41

    Meloni arrivata in Senato per le comunicazioni

    La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è arrivata al Senato per rendere le comunicazioni in vista del Consiglio europeo del 19 e 20 marzo nonché sugli sviluppi della crisi in Medio Oriente. Al suo arrivo la premier è stata accolta dal presidente di Palazzo Madama, Ignazio La Russa.

  • 09:41

    Schlein: “MI aspetto che chiami le cose con il proprio nome”

    Quello che “mi attendo oggi da Giorgia Meloni è che chiarisca e chiami le cose con il proprio nome: nessuno ha saputo dire che questa guerra viola il diritto internazionale” e che così facendo “prevale la legge del più forte”. Lo ha detto la segretaria del Pd, Elly Schlein, a Omnibus, su La7. Come detto da Sanchez non si risponde all’illegalità con l’illegalità”, ha aggiunto spiegando poi che “la seconda cosa che vorremmo sentire oggi e un no alluso delle basi in Italia. Sarebbe contro la nostra costituzione – ha spiegato – che all’art.11 dice che l’Italia ripudia la guerra”.

  • 08:19

    La premier e gli equilibri politici tra Trump, Europa e Medio Oriente

    Giorgia Meloni si presenta alle Camere cercando di mantenere l’equilibrio tra il rapporto con Donald Trump e quello con i leader europei, mentre la politica italiana appare in confusione sulla guerra in Medio Oriente, come dimostra il continuo cambiamento e moltiplicarsi delle risoluzioni tra maggioranza e opposizione (Leggi l’articolo di Wanda Marra e Giacomo Salvini)

  • 08:16

    La premier Meloni oggi davanti a Senato e Camera

    L’Italia è in campo per una de-escalation nella crisi in Medio Oriente e per il ritorno della diplomazia. È questo, in buona sostanza, il messaggio che la presidente del Consiglio Giorgia Meloni si prepara a mettere al centro delle comunicazioni di oggi davanti a Senato e Camera, in vista del Consiglio europeo del 19 e 20 marzo, in uno scenario internazionale sempre più teso, segnato dalla crisi con l’Iran e dalle ripercussioni economiche della chiusura dello Stretto di Hormuz decisa da Teheran.

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