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Pausa dei raid Usa in Iran, media: “Israele si aspettava un attacco importante”. Si accende lo scontro tra Houthi e sauditi

Trump: “Non credo Teheran sia ancora pronto, ma sono disposto ad ascoltare”. Araghchi: "Nessuna tregua se non verranno soddisfatte nostre richieste su Hormuz”
Pausa dei raid Usa in Iran, media: “Israele si aspettava un attacco importante”. Si accende lo scontro tra Houthi e sauditi
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  • 11:45

    Sistema di difesa greco ha intercettato missili in Arabia Saudita

    Un sistema di difesa aerea greco in Arabia Saudita ha intercettato due missili balistici lanciati dallo Yemen. Lo riporta il sito di Haaretz citando fonti della sicurezza di Atene alla Reuters. Obiettivo dei missili lanciati dallo Yemen erano le raffinerie di petrolio di Yanbu, spiegano le fonti.

  • 11:44

    Crosetto: “Navi italiane restano nel Mar Rosso”

    “Bisogna evitare che si rafforzi la tattica del caos perseguita dai pasdaran”. Per questo, afferma il ministro della Difesa Guido Crosetto in un’intervista a Repubblica, le navi italiane continueranno a pattugliare lo stretto di Bab el Mandeb, nonostante gli attacchi degli Houthi. “Aspides non è nata come una gita sociale: abbiamo accettato di fare parte di una missione che serve proprio per proteggere i traffici marittimi da cui dipende una parte importante della nostra economia. Siamo andati nel Mar Rosso quando la minaccia Houthi era rilevante, che poi, per mesi, si è fermata. Ora è in atto il tentativo iraniano di aggiungere, a Hormuz, anche lo stretto di Bab el Mandeb per scatenare il caos più grande possibile. A maggior ragione la nostra flotta e gli assetti alleati, che sono lì per quello scopo, non possono andarsene, al momento. Dobbiamo evitare che si blocchi anche lo stretto di Bab el Mandeb: aumenterebbero esponenzialmente i problemi economici che affrontiamo. Il miglior modo per farlo è restare lì e continuare il dialogo con tutti i paesi del Golfo”, ha spiegato, aggiungendo che il dialogo va tenuto “anche con gli Houthi, ove necessario: bisogna evitare che si rafforzi la tattica del caos perseguita dai pasdaran”. Le regole di ingaggio della missione Aspides “restano le stesse, è una missione che nasce già con una natura difensiva da possibili attacchi”.

  • 11:43

    Trump: “Iran non ancora pronto ma sono disposto ad ascoltare”

    Gli iraniani “ci stanno parlando proprio ora: vorrebbero tanto trovare un accordo. Non credo che siano pronti e non credo sia ancora il momento giusto, ma sono disposto ad ascoltare: tuttavia, non possono avere armi nucleari”. Lo ha detto Donald Trump, parlando dell’Iran durante il suo discorso alla cena dei corrispondenti della Casa Bianca. “Non vogliamo vedere Washington, o una qualsiasi delle nostre città, o Israele, o più in generale il Medio Oriente, distrutti da un’arma nucleare perché conosco la loro potenza. Quindi il punto fondamentale è questo: non permetteremo che si dotino di armi nucleari. E le userebbero”.

  • 11:41

    Media: “Missili dallo Yemen verso l’Arabia Saudita”

    Degli incendi sono scoppiati a Jizan, in Arabia Saudita, a causa di attacchi missilistici e con droni yemeniti. Lo hanno scritto nella notte i media iraniani. Secondo l’agenzia Fars i media arabi hanno riferito che una delle infrastrutture vitali dell’Arabia Saudita, a Jizan, è stata colpita da un attacco missilistico proveniente dallo Yemen. I media iraniani danno inoltre conto di violente esplosioni nella città portuale di Yanbu, sempre in Arabia Saudita. La direzione della protezione civile dell’Arabia Saudita ha emesso un allarme per un potenziale pericolo nel governatorato di Yanbu, per poi revocarlo qualche tempo dopo.

  • 11:40

    Araghchi: “Nessuna tregua se non soddisfatte richieste su Hormuz”

    Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato che Teheran non si piegherà mai alle prepotenze degli Stati Uniti né risponderà al linguaggio della forza, delle pressioni e delle minacce. “L’Iran – ha detto ancora – non accetterà un cessate il fuoco finché non saranno soddisfatte le sue richieste riguardo allo Stretto di Hormuz. Il problema non è la mancanza di mediatori: Pakistan e Qatar continuano a trasmettere messaggi, ma l’approccio degli Stati Uniti deve essere corretto”. Lo riportano i media iraniani, dando conto delle dichiarazioni del funzionario di Teheran in occasione della riunione dei ministri degli Esteri dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (Sco) in Kirghizistan. “L’Iran ha dimostrato di non voler cedere alle prepotenze degli Stati Uniti e di non rispondere in alcun caso al linguaggio della forza, delle pressioni e delle minacce”, ha sottolineato. “Proteggere il popolo iraniano e tutelare gli interessi dell’Iran nello Stretto di Hormuz sono tra i nostri principi. Finché non verranno realizzati gli obiettivi e le legittime rivendicazioni del popolo iraniano, naturalmente continueremo sulla nostra strada”, ha sottolineato. “Non temiamo le minacce, né cederemo alle pressioni, e non tolleriamo il linguaggio minaccioso”, ha affermato. Araghchi ha incontrato il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov, e in quella occasione, come riporta una nota diffusa dalla stampa iraniana, apprezzando la posizione dei principi della Russia nel condannare fermamente l’aggressione militare di Usa e Israele contro l’Iran, ha affermato che l’attuale insicurezza nello Stretto di Hormuz è una conseguenza diretta della slealtà e dei crimini commessi dagli Stati Uniti contro l’Iran.

  • 11:38

    Esercito Usa: “Spari contro petroliera che voleva forzare il blocco a Hormuz”

    Le forze armate Usa hanno aperto il fuoco e neutralizzato una petroliera, mentre tentava di eludere il blocco americano nello Stretto di Hormuz imposto ai porti iraniani. Lo riferiscono i media americani, secondo cui l’equipaggio aveva tentato di forzare “il blocco almeno quattro volte in precedenza”, in base al Comando centrale militare degli Usa (Centcom). La nave, pertanto, “non è più diretta verso l’Iran”.

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