Il mondo FQ

Pausa dei raid Usa in Iran, media: “Israele si aspettava un attacco importante”. Si accende lo scontro tra Houthi e sauditi

Trump: “Non credo Teheran sia ancora pronto, ma sono disposto ad ascoltare”. Araghchi: "Nessuna tregua se non verranno soddisfatte nostre richieste su Hormuz”
Pausa dei raid Usa in Iran, media: “Israele si aspettava un attacco importante”. Si accende lo scontro tra Houthi e sauditi
Icona dei commenti Commenti
  • 19:48

    Pausa nei raid in Iran ma si accende lo scontro tra Houthi e sauditi

    Per la prima volta dopo quasi due settimane consecutive di raid statunitensi sull’Iran e di contrattacchi della Repubblica islamica sulle basi Usa nel Golfo la notte è trascorsa tranquilla nei cieli del Medio Oriente. Un segnale, forse, che il lavoro dei mediatori per far ripartire i negoziati sta funzionando visto che anche Donald Trump ammette che il dialogo è ripartito “sul serio” e, in attesa di incontrare martedì Benjamin Netanyahu, prende tempo su una ripresa dei bombardamenti su larga scala. Si accende però un altro fronte di storici nemici, quello tra i ribelli Houthi e l’Arabia Saudita con il rischio di far ripiombare lo Yemen nella guerra civile.

    I miliziani alleati dell’Iran hanno annunciato, in risposta al fatto che ieri Riad aveva colpito obiettivi degli Houthi nello Yemen, di aver lanciato nella notte raffiche di missili e droni contro gli impianti petroliferi Aramco dell’Arabia Saudita a Jizan e Yanbu. Un video diffuso sui social media mostra nuvole scure che si alzano sopra una raffineria di proprietà di Aramco dopo che una batteria terra-aria gestita da personale greco in Arabia Saudita ha annunciato di aver abbattuto due missili balistici e, successivamente, un drone lanciato dallo Yemen. Yanbu è il principale porto petrolifero dell’Arabia Saudita sul Mar Rosso, dove vengono caricati milioni di barili al giorno, ed è diventato la principale via di esportazione del petrolio saudita, aggirando lo Stretto di Hormuz, che è stato bloccato dall’Iran. Jizan, situata sul Mar Rosso vicino al confine con lo Yemen, ospita una raffineria con una capacità di 400.000 barili al giorno. Facile dunque capire come l’intensificarsi dello scontro tra Houthi e sauditi possa avere ripercussioni economiche mondiali facendo ulteriormente schizzare il prezzo del barile.

    Per tenere a bada i ribelli, l’aviazione del governo yemenita, riconosciuto a livello internazionale e sostenuto dall’Arabia Saudita, ha effettuato attacchi aerei contro siti di lancio di missili e droni dei ribelli e depositi di armi nelle province di Marib e al-Jawf, secondo quanto riferito da funzionari yemeniti a Reuters che rivelano che entrambe le parti coinvolte nella guerra civile yemenita stanno mobilitando le forze lungo il fronte. L’Arabia Saudita guida da oltre un decennio una coalizione araba che combatte contro gli Houthi, da quando i combattenti allineati con l’Iran hanno conquistato la capitale yemenita Sanaa e vaste aree del territorio nel nord e nell’ovest del Paese, compresa la costa del Mar Rosso. Gli attacchi incrociati degli ultimi giorni mettono a rischio la tregua, siglata nel 2022 sotto l’egida dell’Onu che mise fine alla guerra civile yemenita, durante la quale centinaia di migliaia di persone sono morte a causa dei combattimenti e della carestia.

    La speranza è che la diplomazia, e i calcoli economici, prevalgano sulla ‘modalità vendettà che anima nelle ultime settimane Donald Trump. “L’Iran non può possedere un’arma nucleare“, ha ribadito ieri alle cena dei corrispondenti il presidente Usa smorzando però i toni bellicosi. “Ci stiamo parlando proprio ora. Vorrebbero tanto raggiungere un accordo. Non credo che siano pronti ma sono disposto ad ascoltare”, ha concesso mentre martedì si prepara ad accogliere nello studio ovale l’amico e alleato Netanyahu, che fa buon viso a cattivo gioco al cessate il fuoco. Ynet rivela che Israele si aspettava un massiccio attacco Usa contro l’Iran nella notte salvo poi capire che il tycoon aveva preferito concedere altro tempo ai negoziati. E a Washington è in arrivo anche Volodymyr Zelensky che, nella guerra contro Mosca, ha incrociato anche il conflitto mediorientale: “Abbiamo colpito nel Mar Caspio navi utilizzate per il trasporto di materiale bellico destinato all’Iran, nonché una nave da guerra”, ha annunciato il leader ucraino.

  • 19:36

    Media: Israele si aspettava un attacco Usa contro l’Iran

    Israele si era preparato a un importante attacco statunitense contro l’Iran nella notte tra venerdì e sabato, ma in seguito i funzionari hanno concluso che Donald Trump aveva deciso di rinviare l’azione e dare a Teheran più tempo per fare concessioni: lo scrive l’israeliano Ynet. Secondo alcune fonti, Qatar e Oman avrebbero fatto pressioni sull’Iran affinché ammorbidisse la sua posizione e scongiurasse quella che sembrava essere un’imminente operazione americana su vasta scala. I funzionari israeliani hanno considerato la pausa come una tregua temporanea piuttosto che un cambiamento di prospettiva più ampio, affermando che le possibilità di un accordo duraturo tra Stati Uniti e Iran rimanevano scarse.

  • 16:02

    Houthi: “Colpiti impianti petroliferi sauditi”

    I ribelli Houthi dello Yemen affermano di aver lanciato missili e droni contro l’Arabia Saudita in risposta agli attacchi di Riad sulla strategica città di Hodeida, sul Mar Rosso. Il generale di brigata Yahya Saree, portavoce militare dei ribelli sostenuti dall’Iran, ha dichiarato in una comunicazione pre-registrato che il gruppo ha colpito le strutture di Aramco, la più grande compagnia petrolifera al mondo, nelle città di Yanbu e Jizan, sul Mar Rosso. Gli attacchi degli Houthi sono giunti in risposta ai raid aerei sauditi avvenuti nelle prime ore di sabato su Hodeida e sull’isola di Kamaran, al largo della costa occidentale dello Yemen, entrambe controllate dagli Houthi. Non ci sono stati commenti da parte dell’Arabia Saudita. La protezione civile del Regno ha dichiarato che un allarme è scattato più volte nelle prime ore di sabato a Yanbu e Jizan.

  • 16:00

    Iran: “Pasdaran respingono 4 navi a Hormuz”

    La Marina delle Guardie rivoluzionarie iraniane ha costretto quattro navi a cambiare rotta e tornare indietro nello Stretto di Hormuz. Secondo quanto riporta l’emittente statale iraniana Irib, le forze navali del Corpo delle guardie rivoluzionarie islamiche (Irgc) hanno aperto il fuoco contro quattro imbarcazioni nelle ultime 24 ore per costringerle a fermarsi e cambiare rotta mentre tentavano di attraversare una “rotta illegale e pericolosa” nella parte meridionale dello Stretto di Hormuz.

  • 13:14

    Iran: “Non c’è soluzione militare tra Houthi e sauditi”

    Non esiste una soluzione militare al conflitto tra l’Arabia Saudita e i ribelli Houthi in Yemen. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi in un’intervista pubblicata dal quotidiano statale Iran Daily, auspicando il “dialogo” tra i sauditi e i ribelli yemeniti. “Riteniamo che non esista una soluzione militare alla questione dello Yemen, di Bab al-Mandeb e di altre questioni regionali”, ha dichiarato Araghchi. La situazione in Yemen “non può essere attribuita all’Iran” e gli incidenti che si verificano nella zona dello Stretto di Bab al-Mandeb “affondano le loro radici in vecchie controversie e questioni tra Yemen, Arabia Saudita e i paesi della regione”, ha aggiunto.

  • 13:12

    Zelensky: “Abbiamo colpito nel Mar Caspio navi dirette in Iran”

    In un attacco ucraino “a lungo raggio sono state colpite nel Mar Caspio navi utilizzate per il trasporto di materiale bellico destinato all’Iran, nonché una nave da guerra“: lo afferma in un breve post su X il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, che elenca altri obiettivi russi colpiti nelle ultime ore dalle “sanzioni a lungo raggio” ucraine.

  • 13:11

    Iran: “Trascorsa una notte tranquilla”

    Il portavoce del ministero della Salute iraniano, Hossein Kermanpour, ha pubblicato un messaggio su X, affermando che “l’Iran ha trascorso una notte tranquilla“, senza segnalazioni di attacchi. Il Comando Centrale degli Stati Uniti non ha risposto immediatamente a una richiesta di commento. Tuttavia, a differenza delle 13 notti precedenti, non ha segnalato nuovi attacchi. Le sirene d’allarme sono risuonate più volte nelle prime ore di sabato nelle province saudite di Yanbu e Jizan, che ospitano importanti infrastrutture petrolifere sul Mar Rosso, secondo la Protezione Civile saudita. Anche il Bahrein ha lanciato allarmi missilistici nelle prime ore di sabato, ma non sono state segnalate vittime.

  • 11:48

    Ministro cinese vede Araghchi: auspica ripresa negoziati

    Il ministro degli Esteri cinese, Wang Yi, ha incontrato il suo omologo iraniano, Abbas Araghchi, in Kirghizistan, a margine del Consiglio dei ministri degli Esteri dell’Organizzazione per la cooperazione di Shanghai (Sco) nella città turistica di Cholpon-Ata. Wang ha auspicato la ripresa dei negoziati e l’attuazione di un memorandum d’intesa volto ad allentare le tensioni in Medio Oriente e nella regione del Golfo, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa statale cinese Xinhua. Wang si riferiva all’accordo preliminare finalizzato a porre fine alla guerra, attualmente in stallo a causa della ripresa delle ostilità tra le parti per il controllo dello Stretto di Hormuz.

  • 11:47

    Prima notte in due settimane senza attacchi in Iran

    È stata la prima notte senza attacchi nella guerra tra Usa e Iran da due settimane a questa parte. Lo sottolinea Cnn, spiegando che il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) ieri non ha annunciato nuove azioni militari contro l’Iran, dopo aver lanciato attacchi quotidiani contro il Paese per quasi due settimane. Fino a questa mattina, i media statali iraniani a loro volta non hanno segnalato attacchi o esplosioni nel Paese durante la notte.

  • 11:46

    Houthi rivendicano attacco contro l’Arabia Saudita

    Gli Houthi, sostenuti dall’Iran, hanno rivendicato un attacco missilistico contro l’Arabia Saudita, dopo che Riad ha lanciato attacchi contro obiettivi legati al gruppo militante ieri. Nelle prime ore della mattinata, gli Houthi hanno riferito su Telegram che un “attacco missilistico yemenita” ha causato incendi nella città saudita di Jizan. Le autorità saudite hanno diramato un allarme di emergenza per la provincia. Il gruppo aveva promesso ritorsioni dopo che l’Arabia Saudita aveva lanciato attacchi aerei contro obiettivi Houthi nella città portuale yemenita di Hodeida e in un’isola vicina di Kamaran ieri. Lo riporta Al Jazeera.

DEMOCRAZIA DEVIATA

di Alessandro Di Battista 17.00€ Acquista