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Colloqui Usa-Iran, Vance: “Trump vuole un cessate il fuoco completo”. Ma il tycoon minaccia: “Se Teheran chiude Hormuz non avrà più un Paese”

Iniziano ufficialmente i negoziati in Svizzera. Il presidente Usa assicura che lo Stretto rimarrà aperto, ma la Repubblica Islamica lo ha chiuso. Ancora raid di Tel Aviv: 7 morti
Colloqui Usa-Iran, Vance: “Trump vuole un cessate il fuoco completo”. Ma il tycoon minaccia: “Se Teheran chiude Hormuz non avrà più un Paese”
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In Evidenza

Vance: “Trump impegnato per un cessate il fuoco completo nella regione”

Negli ultimi giorni ci sono stati progressi significativi per mantenere il cessate il fuoco in Libano. Lo ha detto il vicepresidente statunitense JD Vance, sottolineando che Donald Trump è impegnato al “raggiungimento di un cessate il fuoco completo nella regione”.

Momenti chiave

    • 14:31

      Agenzia per l’energia atomica, il direttore Grossi a Burgenstock dove sono in corso i colloqui

      IL direttore generale dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica, Rafael Mariano Grossi, ha incontrato il ministro degli Esteri svizzero Ignazio Cassis a Burgenstock, dove sono in corso i colloqui tra Washington e Teheran, “per fare il punto sui recenti sviluppi riguardanti l’Iran, la strada da percorrere e l’importante ruolo dell’Aiea”, come scrive sui social.
      “In questo momento critico, è importante dare alla diplomazia ogni opportunità di successo”, aggiunge, ringraziando la Svizzera per il “sostegno di lunga data all’Agenzia e per il suo impegno nella diplomazia multilaterale”.

    • 13:25

      Iran: “Hormuz chiuso per la violazione degli accordi sul Libano”

       “Considerata la palese slealtà e violazione degli accordi da parte degli Stati Uniti riguardo al mancato rispetto del primo punto dell’accordo di cessate il fuoco, e in reazione alla continua e incessante violazione del cessate il fuoco da parte del regime sionista nel sud del Libano; e considerando il massacro spietato e lo sfollamento di centinaia di migliaia di persone innocenti di questa terra, e altresì alla luce del mancato ritiro delle forze occupanti sionista dalle terre del sud del Libano, dichiara che lo Stretto di Hormuz sarà chiuso al transito delle navi”, ha annunciato il quartier generale militare iraniano di Khatam al-Anbiya, citato dalla Fars.
      “Si rammenta – prosegue il comunicato – che questo è il primo passo di risposta al tradimento del nemico e, in caso di continuazione dell’aggressione, saranno pianificati e attuati i passi successivi per obbligare il nemico a rispettare l’esecuzione degli impegni”.

    • 13:15

      Israele: “Non ci ritiriamo da zona cuscinetto in Libano, nessuna restrizione all’esercito”

       “Come ha chiarito il premier Benjamin Netanyahu, e io stesso, Israele non si ritirerà dalla zona di sicurezza in Libano. Il cessate il fuoco annunciato ieri lascia l’Idf in tutte le posizioni occupate all’interno della zona di sicurezza. Non vi è stata e non vi è alcuna limitazione all’azione dell’Idf in Libano per rimuovere le minacce”, afferma il ministro della Difesa Israel Katz in una nota ufficiale. “Tutti i risultati ottenuti dall’Idf in Libano vengono mantenuti. Le nostre forze restano nella zona di sicurezza lungo la Linea Gialla e da lì operano contro terroristi e siti più all’interno del territorio”, ha aggiunto. 

    • 12:38

      Svizzera, iniziati i colloqui tra Usa e Pakistan

      La delegazione statunitense, guidata dal vicepresidente JD Vance, ha avviato il suo incontro con quella pakistana, guidata dal premier Shehbaz Sharif, che agisce da mediatore nei colloqui tra Usa e Iran in Svizzera. Lo riporta il pool della Casa Bianca, come rilanciato dal New York Times. Vance avrebbe ignorato la domanda di un giornalista che gli ha chiesto se avesse un messaggio per il premier israeliano Benjamin Netanyahu riguardo le operazioni militari in Libano, che si profilano come un ostacolo immediato ai negoziati con l’Iran, per cui il conflitto tra Israele e Hezbollah è in cima all’agenda dei lavori.

    • 12:35

      Iran: “Niente accordo con Usa senza la fine della guerra in Libano”

      L’Iran ha avvertito che non avrebbe avviato colloqui su un più ampio accordo con gli Stati Uniti senza la fine della guerra in Libano. “Senza l’attuazione di queste disposizioni, in particolare il paragrafo 1 (cessazione della guerra su tutti i fronti, incluso il Libano), l’ingresso nella fase negoziale per l’accordo finale non è possibile“, ha scritto sui social il portavoce del ministero degli Esteri Esmaeil Baqaei, riferendosi a una clausola nell’accordo-quadro firmato settimana scorsa da Teheran e Washington.

    • 12:00

      Pezeshkian: “Iran non rinuncerà al diritto di arricchire l’uranio”

      L’Iran “non farà mai un passo indietro” dal suo diritto ad arricchire l’uranio, e gli Stati Uniti “alla fine dovranno accettarlo“. Lo ha dichiarato il presidente iraniano Masoud Pezeshkian in una conferenza a Teheran, secondo quanto riportato dai media statali iraniani, mentre prendono il via i colloqui in Svizzera tra le delegazioni di Washington e Teheran.

       “Ciò che gli Stati Uniti chiedono è che l’Iran non costruisca una bomba atomica. Non è una novità, e possiamo anche affermare per iscritto che non abbiamo alcuna intenzione di costruire una bomba”, ha dichiarato il presidente, secondo quanto riportato dal suo sito web.  “Non abbiamo paura della guerra, ma non è nell’interesse di nessuno“, ha sottolineato il presidente, aggiungendo che il premier israeliano Benyamin Netanyahu “sarà il primo a essere insoddisfatto dei negoziati” in Svizzera

    • 11:12

      Media iraniani: “Stretto di Hormuz resta chiuso”

      Lo Stretto di Hormuz rimane chiuso: lo riferisce l’agenzia iraniana Fars citando una fonte militare, secondo cui la Marina delle Guardie Rivoluzionarie iraniane non ha autorizzato il transito di alcuna nave.

    • 11:01

      Media: “Il Libano sarà il tema centrale dei colloqui”

      Gli Stati Uniti non sono stati in grado di garantire un cessate il fuoco in Libano e questo sarà il tema centrale nell’incontro in Svizzera: lo riporta l’agenzia Irna citando il portavoce del ministero degli Esteri Esmail Baghaei, secondo cui saranno discussi anche altri temi, come le deroghe per la vendita del petrolio iraniano e lo sblocco degli asset iraniani congelati.

    • 10:58

      Sondaggi, per il 92% degli Israeliani l’Iran ha vinto la guerra

       Il 92,1% degli israeliani ritiene che l’Iran sia uscito vittorioso dalla guerra con il duo Israele-Stati Uniti. Quesi i risultati di un sondaggio condotto dall’Istituto Agam in collaborazione con l’Università Ebraica e rilanciato dal Times of Israel.

      L’82,9% degli intervistati ritiene che la campagna militare abbia indebolito la sicurezza a lungo termine di Israele e l’86% ha un’opinione negativa dell’esito. Inoltre, il 72,5% non crede al premier Benjamin Netanyahu quando afferma che Israele ha ottenuto guadagni significativi e rimosso una minaccia esistenziale, con l’87,8% degli israeliani che ritiene che il Paese non sia riuscito a raggiungere i suoi obiettivi o li abbia realizzati solo in parte.

      Per quanto riguarda la performance di Netanyahu stesso, il 56,4% afferma che la gestione della campagna da parte del premier è stata scadente o fallimentare. Il sondaggio rileva che il 48,2% degli israeliani sostiene una rinnovata e significativa azione militare contro Hezbollah, anche a rischio di uno scontro con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump.

    • 10:24

      Svizzera, delegazioni e mediatori a Burgenstock: a breve i colloqui

      La delegazione statunitense, guidata dal vicepresidente J.D. Vance, la delegazione iraniana con a capo il presidente del Parlamento, Mohammad Bagher Ghalibaf, e i mediatori di Pakistan e Qatar si trovano attualmente a Burgenstock, in Svizzera. Lo riferisce il ministero degli Esteri svizzero in un comunicato nel quale precisa che “i colloqui tra le parti dovrebbero iniziare nel corso della mattinata”