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Usa-Iran, al via i colloqui in Svizzera. Teheran: “Nessun accordo possibile senza la pace in Libano “. Hormuz resta chiuso

Iniziano ufficialmente i negoziati. Pezeshkian: "Non rinunceremo all'arricchimento dell'uranio". Ancora raid di Tel Aviv: 7 morti
Usa-Iran, al via i colloqui in Svizzera. Teheran: “Nessun accordo possibile senza la pace in Libano “. Hormuz resta chiuso
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Iran: “Niente accordo con Usa senza la fine della guerra in Libano”

L’Iran ha avvertito che non avrebbe avviato colloqui su un più ampio accordo con gli Stati Uniti senza la fine della guerra in Libano. “Senza l’attuazione di queste disposizioni, in particolare il paragrafo 1 (cessazione della guerra su tutti i fronti, incluso il Libano), l’ingresso nella fase negoziale per l’accordo finale non è possibile“, ha scritto sui social il portavoce del ministero degli Esteri Esmaeil Baqaei, riferendosi a una clausola nell’accordo-quadro firmato settimana scorsa da Teheran e Washington.

  • 14:54

    Media: “Esercito israeliano impegnato in una dura battaglia con Hezbollah. 30 miliziani sciiti assediati”

    “L’esercito israeliano sta combattendo una dura battaglia nell’area di Beaufort e nei pressi del fiume Litani, nel sud del Libano, per distruggere il grande complesso sotterraneo di Hezbollah dove sono assediati circa 30 terroristi. Fonti militari stimano che si tratti di una risorsa di grande importanza per il gruppo sciita filoiraniano”. Lo riferisce Channel 12. Il vasto complesso sotterraneo si estende su diverse aree nella zona di Beaufort, con una delle principali situata vicino alla cresta di Ali Taher e al Litani. È costituito da diversi sotto-complessi collegati a un’unica rete di tunnel, utilizzata da Hezbollah per condurre i combattimenti. Le forze di difesa israeliane – riferisce l’emittente – definiscono gli scontri intorno al complesso come il principale impegno militare nel Libano meridionale in questa fase. Fonti militari stimano che si tratti di una posizione strategica, motivo per cui la battaglia per il suo controllo è proseguita negli ultimi giorni. Le autorità militari sottolineano che per distruggere l’infrastruttura è necessario raggiungerla fisicamente, entrare e farla esplodere dall’interno.

  • 14:49

    Prima nave container nel porto iraniano dopo la revoca del blocco Usa

    La prima nave portacontainer, con a bordo diverse merci, ha attraccato questa mattina al porto iraniano di Shahid Rajaee, nel Golfo Persico, nella provincia di Hormozgan, dopo la revoca del blocco statunitense.
    Secondo l’agenzia di stampa Fars, la nave scaricherà 2.900 container al porto di Shahid Rajaei e ne caricherà oltre 3100 destinati all’esportazione. Le operazioni di carico e scarico richiederanno circa 3 giorni. Altre quattro navi sono in arrivo al porto di Shahid Rajaei per scaricare diverse merci. L’Iran ha di nuovo chiuso lo Stretto di Hormuz e solo le navi dirette in Iran possono attraversare questa via navigabile. 

  • 14:48

    Potenze regionali esortano conclusione rapida dei negoziati Usa-Iran

    I rappresentanti di Arabia Saudita, Egitto, Pakistan e Turchia si sono incontrati al Cairo, in coincidenza con l’avvio dei colloqui tra Iran e Stati Uniti in Svizzera, ed esortato i due avversari tramite una dichiarazione congiunta a raggiungere una “conclusione rapida e di successo” che sia “duratura, verificabile e reciprocamente accettabile”, tenendo conto delle preoccupazioni regionali, in particolare la sicurezza e la stabilità degli Stati del Golfo. L’Arabia Saudita, colpita da attacchi iraniani durante il conflitto, si è unita al mediatore Pakistan, insieme a Turchia ed Egitto, nel facilitare i negoziati a poche settimane dall’inizio della guerra in Medio Oriente.

  • 14:31

    Agenzia per l’energia atomica, il direttore Grossi a Burgenstock dove sono in corso i colloqui

    IL direttore generale dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica, Rafael Mariano Grossi, ha incontrato il ministro degli Esteri svizzero Ignazio Cassis a Burgenstock, dove sono in corso i colloqui tra Washington e Teheran, “per fare il punto sui recenti sviluppi riguardanti l’Iran, la strada da percorrere e l’importante ruolo dell’Aiea”, come scrive sui social.
    “In questo momento critico, è importante dare alla diplomazia ogni opportunità di successo”, aggiunge, ringraziando la Svizzera per il “sostegno di lunga data all’Agenzia e per il suo impegno nella diplomazia multilaterale”.

  • 13:25

    Iran: “Hormuz chiuso per la violazione degli accordi sul Libano”

     “Considerata la palese slealtà e violazione degli accordi da parte degli Stati Uniti riguardo al mancato rispetto del primo punto dell’accordo di cessate il fuoco, e in reazione alla continua e incessante violazione del cessate il fuoco da parte del regime sionista nel sud del Libano; e considerando il massacro spietato e lo sfollamento di centinaia di migliaia di persone innocenti di questa terra, e altresì alla luce del mancato ritiro delle forze occupanti sionista dalle terre del sud del Libano, dichiara che lo Stretto di Hormuz sarà chiuso al transito delle navi”, ha annunciato il quartier generale militare iraniano di Khatam al-Anbiya, citato dalla Fars.
    “Si rammenta – prosegue il comunicato – che questo è il primo passo di risposta al tradimento del nemico e, in caso di continuazione dell’aggressione, saranno pianificati e attuati i passi successivi per obbligare il nemico a rispettare l’esecuzione degli impegni”.

  • 13:15

    Israele: “Non ci ritiriamo da zona cuscinetto in Libano, nessuna restrizione all’esercito”

     “Come ha chiarito il premier Benjamin Netanyahu, e io stesso, Israele non si ritirerà dalla zona di sicurezza in Libano. Il cessate il fuoco annunciato ieri lascia l’Idf in tutte le posizioni occupate all’interno della zona di sicurezza. Non vi è stata e non vi è alcuna limitazione all’azione dell’Idf in Libano per rimuovere le minacce”, afferma il ministro della Difesa Israel Katz in una nota ufficiale. “Tutti i risultati ottenuti dall’Idf in Libano vengono mantenuti. Le nostre forze restano nella zona di sicurezza lungo la Linea Gialla e da lì operano contro terroristi e siti più all’interno del territorio”, ha aggiunto. 

  • 12:38

    Svizzera, iniziati i colloqui tra Usa e Pakistan

    La delegazione statunitense, guidata dal vicepresidente JD Vance, ha avviato il suo incontro con quella pakistana, guidata dal premier Shehbaz Sharif, che agisce da mediatore nei colloqui tra Usa e Iran in Svizzera. Lo riporta il pool della Casa Bianca, come rilanciato dal New York Times. Vance avrebbe ignorato la domanda di un giornalista che gli ha chiesto se avesse un messaggio per il premier israeliano Benjamin Netanyahu riguardo le operazioni militari in Libano, che si profilano come un ostacolo immediato ai negoziati con l’Iran, per cui il conflitto tra Israele e Hezbollah è in cima all’agenda dei lavori.

  • 12:35

    Iran: “Niente accordo con Usa senza la fine della guerra in Libano”

    L’Iran ha avvertito che non avrebbe avviato colloqui su un più ampio accordo con gli Stati Uniti senza la fine della guerra in Libano. “Senza l’attuazione di queste disposizioni, in particolare il paragrafo 1 (cessazione della guerra su tutti i fronti, incluso il Libano), l’ingresso nella fase negoziale per l’accordo finale non è possibile“, ha scritto sui social il portavoce del ministero degli Esteri Esmaeil Baqaei, riferendosi a una clausola nell’accordo-quadro firmato settimana scorsa da Teheran e Washington.

  • 12:00

    Pezeshkian: “Iran non rinuncerà al diritto di arricchire l’uranio”

    L’Iran “non farà mai un passo indietro” dal suo diritto ad arricchire l’uranio, e gli Stati Uniti “alla fine dovranno accettarlo“. Lo ha dichiarato il presidente iraniano Masoud Pezeshkian in una conferenza a Teheran, secondo quanto riportato dai media statali iraniani, mentre prendono il via i colloqui in Svizzera tra le delegazioni di Washington e Teheran.

     “Ciò che gli Stati Uniti chiedono è che l’Iran non costruisca una bomba atomica. Non è una novità, e possiamo anche affermare per iscritto che non abbiamo alcuna intenzione di costruire una bomba”, ha dichiarato il presidente, secondo quanto riportato dal suo sito web.  “Non abbiamo paura della guerra, ma non è nell’interesse di nessuno“, ha sottolineato il presidente, aggiungendo che il premier israeliano Benyamin Netanyahu “sarà il primo a essere insoddisfatto dei negoziati” in Svizzera