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Usa-Iran, Vance atterrato in Svizzera per i colloqui. Media: “Il tema centrale sarà il Libano”. Hormuz resta chiuso

Il vicepresidente degli Stati Uniti è atterrato a Emmen per l'inizio ufficiale dei negoziati con i leader iraniani volti a limitare il programma nucleare di Teheran e a consolidare il fragile accordo
Usa-Iran, Vance atterrato in Svizzera per i colloqui. Media: “Il tema centrale sarà il Libano”. Hormuz resta chiuso
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Media iraniani: “Stretto di Hormuz resta chiuso”

Lo Stretto di Hormuz rimane chiuso: lo riferisce l’agenzia iraniana Fars citando una fonte militare, secondo cui la Marina delle Guardie Rivoluzionarie iraniane non ha autorizzato il transito di alcuna nave.

  • 12:00

    Pezeshkian: “Iran non rinuncerà al diritto di arricchire l’uranio”

    L’Iran “non farà mai un passo indietro” dal suo diritto ad arricchire l’uranio, e gli Stati Uniti “alla fine dovranno accettarlo“. Lo ha dichiarato il presidente iraniano Masoud Pezeshkian in una conferenza a Teheran, secondo quanto riportato dai media statali iraniani, mentre prendono il via i colloqui in Svizzera tra le delegazioni di Washington e Teheran.

  • 11:12

    Media iraniani: “Stretto di Hormuz resta chiuso”

    Lo Stretto di Hormuz rimane chiuso: lo riferisce l’agenzia iraniana Fars citando una fonte militare, secondo cui la Marina delle Guardie Rivoluzionarie iraniane non ha autorizzato il transito di alcuna nave.

  • 11:01

    Media: “Il Libano sarà il tema centrale dei colloqui”

    Gli Stati Uniti non sono stati in grado di garantire un cessate il fuoco in Libano e questo sarà il tema centrale nell’incontro in Svizzera: lo riporta l’agenzia Irna citando il portavoce del ministero degli Esteri Esmail Baghaei, secondo cui saranno discussi anche altri temi, come le deroghe per la vendita del petrolio iraniano e lo sblocco degli asset iraniani congelati.

  • 10:58

    Sondaggi, per il 92% degli Israeliani l’Iran ha vinto la guerra

     Il 92,1% degli israeliani ritiene che l’Iran sia uscito vittorioso dalla guerra con il duo Israele-Stati Uniti. Quesi i risultati di un sondaggio condotto dall’Istituto Agam in collaborazione con l’Università Ebraica e rilanciato dal Times of Israel.

    L’82,9% degli intervistati ritiene che la campagna militare abbia indebolito la sicurezza a lungo termine di Israele e l’86% ha un’opinione negativa dell’esito. Inoltre, il 72,5% non crede al premier Benjamin Netanyahu quando afferma che Israele ha ottenuto guadagni significativi e rimosso una minaccia esistenziale, con l’87,8% degli israeliani che ritiene che il Paese non sia riuscito a raggiungere i suoi obiettivi o li abbia realizzati solo in parte.

    Per quanto riguarda la performance di Netanyahu stesso, il 56,4% afferma che la gestione della campagna da parte del premier è stata scadente o fallimentare. Il sondaggio rileva che il 48,2% degli israeliani sostiene una rinnovata e significativa azione militare contro Hezbollah, anche a rischio di uno scontro con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump.

  • 10:24

    Svizzera, delegazioni e mediatori a Burgenstock: a breve i colloqui

    La delegazione statunitense, guidata dal vicepresidente J.D. Vance, la delegazione iraniana con a capo il presidente del Parlamento, Mohammad Bagher Ghalibaf, e i mediatori di Pakistan e Qatar si trovano attualmente a Burgenstock, in Svizzera. Lo riferisce il ministero degli Esteri svizzero in un comunicato nel quale precisa che “i colloqui tra le parti dovrebbero iniziare nel corso della mattinata”

  • 09:49

    Il premier pakistano Sharif in Svizzera per i colloqui Usa-Iran

    Il premier pakistano Shehbaz Sharif e il capo dell’esercito, Asim Munir, sono arrivati in Svizzera per prendere parte ai colloqui tra Stati Uniti e Iran. I due “parteciperanno ai colloqui di alto livello sull’attuazione del Memorandum d’Intesa di Islamabad”, come ha scritto sui social l’ufficio del premier, riferendosi all’accordo-quadro tra Washington e Teheran per porre fine alla guerra

  • 09:47

    Ministro israeliano Smotrich: “Resteremo per anni in Libano”

    Il ministro delle Finanze Bezalel Smotrich promette che Israele rimarrà nella zona di sicurezza che controlla all’interno del Libano per gli anni a venire e non si ritirerà nemmeno di fronte a una richiesta esplicita in tal senso da parte degli Stati Uniti. In un’intervista al quotidiano degli ultra ortodossi ‘Makor Rishon‘ pubblicata nel fine settimana, Smotrich aggiunge che, a suo avviso, una richiesta del genere da parte degli Stati Uniti non arriverà, perché “capiscono quali sono le nostre linee rosse“.

    Alla domanda se l’esercito rimarrà in Libano per anni, il ministro di estrema destra risponde: “Sì, e lo dico in qualità di persona che sta attualmente conducendo negoziati sulla gestione del bilancio della difesa per il prossimo decennio”.

  • 09:42

    Media libanesei: “Sette persone uccise dagli attacchi israeliani”

    Gli attacchi aerei di Israele hanno causato la morte di sette persone, come rende noto l’agenzia di stampa governativa libanese Nna, citando un resoconto del Ministero della Sanità pubblica. Cinque persone, tra cui un bambino, una donna e due anziani, sono rimasti uccise in raid sulla città di Sohmor, nel distretto occidentale della Beqa. Altri due, di nazionalità palestinese, sono morti in un attacco aereo nell’area di Rashidieh, nel distretto di Tiro, come scrive la Nna.

  • 09:27

    Media: “Aggiunta una sessione sul Libano al programma dei colloqui”

    È stata aggiunta una sessione speciale per discutere del conflitto tra Israele e Hezbollah ai colloqui di oggi tra Stati Uniti e Iran in Svizzera. Sarebbe il primo punto all’ordine del giorno, come rende noto l’emittente statunitense Cbs News, citando un diplomatico presente ai colloqui, che non prevedono la partecipazione di funzionari né israeliani né di Hezbollah.

    Il vicepresidente Usa JD Vance è arrivato poco prima delle sei di mattina, mentre la delegazione iraniana è arrivata nella tarda serata di ieri al resort di Burgenstock, come annunciato dall’agenzia di stampa governativa iraniana Irna e dal ministro degli esteri svizzero Ignazio Cassis via social.