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Colloqui Usa-Iran, Vance: “Trump vuole un cessate il fuoco completo”. Ma il tycoon minaccia: “Se Teheran chiude Hormuz non avrà più un Paese”

Iniziano ufficialmente i negoziati in Svizzera. Il presidente Usa assicura che lo Stretto rimarrà aperto, ma la Repubblica Islamica lo ha chiuso. Ancora raid di Tel Aviv: 7 morti
Colloqui Usa-Iran, Vance: “Trump vuole un cessate il fuoco completo”. Ma il tycoon minaccia: “Se Teheran chiude Hormuz non avrà più un Paese”
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In Evidenza

Vance: “Trump impegnato per un cessate il fuoco completo nella regione”

Negli ultimi giorni ci sono stati progressi significativi per mantenere il cessate il fuoco in Libano. Lo ha detto il vicepresidente statunitense JD Vance, sottolineando che Donald Trump è impegnato al “raggiungimento di un cessate il fuoco completo nella regione”.

Momenti chiave

    • 16:26

      Capo Idf: “La tregua in Libano è fragile”

      “Il cessate il fuoco dichiarato è fragile e dobbiamo mantenere un alto livello di prontezza per l’eliminazione delle minacce che si presentano e per una rapida transizione alla ripresa delle operazioni, se necessario”. Lo ha detto il capo di Stato maggiore Eyal Zamir nel corso di una valutazione situazionale condotta nel sud del Libano, come riportato dal portavoce dell’Idf. “Siamo impegnati in un’operazione su più fronti e continuiamo a difenderci dall’organizzazione terroristica Hezbollah. Il nostro obiettivo rimane chiaro: difendere le comunità del nord di Israele e i civili israeliani. È a questo che stiamo lavorando ed è ciò che guida tutti i nostri sforzi. Anche le operazioni nelle aree di Ali al-Taher e Beaufort sono finalizzate a questo scopo, in quanto si tratta di un’infrastruttura militare sotterranea che Hezbollah ha impiegato vent’anni a costruire”, ha aggiunto Zamir.

    • 16:05

      L’incontro tra la delegazione Usa e il primo ministro pakistano Sharif

    • 15:51

      Trump all’Iran: “Se chiudete Hormuz non avrete più un Paese”

      Donald Trump ha detto a Fox di aver parlato con gli iraniani nella notte, avvertendoli di non chiudere lo Stretto. “Se lo chiudete, non avrete più un Paese. Non riuscirete nemmeno a tornare nel vostro fottuto Paese”, ha detto il presidente riferendo il suo me

    • 15:42

      Trump: “Possiamo prenderci Hormuz se necessario e imporre pedaggi”

      Se l’Iran non raggiungerà un accordo, riscuoteremo pedaggi nello Stretto di Hormuz. Lo ha detto Donald Trump in un’intervista a Fox, senza escludere che gli Stati Uniti possano prendere il controllo dello Stretto. “Potremmo farlo, se necessario“, ha aggiunto sottolineando che gli Stati Uniti potrebbero diventare i ‘Guardian Angel’ dello Stretto e prendersi il 20% del petrolio. 

    • 15:40

      Trumo: “Iran fermi i suoi proxy in Libano o colpiremo duramente”

      “L’Iran deve immediatamente fermare i suoi proxy ben pagati in Libano dal creare problemi. In caso contrario, colpiremo di nuovo l’Iran molto duramente, proprio come abbiamo fatto la scorsa settimana, ma con ancora maggiore forza”. Lo afferma Donald Trump sul suo social Truth.

    • 15:25

      Vance: “Trump impegnato per un cessate il fuoco completo nella regione”

      Negli ultimi giorni ci sono stati progressi significativi per mantenere il cessate il fuoco in Libano. Lo ha detto il vicepresidente statunitense JD Vance, sottolineando che Donald Trump è impegnato al “raggiungimento di un cessate il fuoco completo nella regione”.

    • 14:54

      Media: “Esercito israeliano impegnato in una dura battaglia con Hezbollah. 30 miliziani sciiti assediati”

      “L’esercito israeliano sta combattendo una dura battaglia nell’area di Beaufort e nei pressi del fiume Litani, nel sud del Libano, per distruggere il grande complesso sotterraneo di Hezbollah dove sono assediati circa 30 terroristi. Fonti militari stimano che si tratti di una risorsa di grande importanza per il gruppo sciita filoiraniano”. Lo riferisce Channel 12. Il vasto complesso sotterraneo si estende su diverse aree nella zona di Beaufort, con una delle principali situata vicino alla cresta di Ali Taher e al Litani. È costituito da diversi sotto-complessi collegati a un’unica rete di tunnel, utilizzata da Hezbollah per condurre i combattimenti. Le forze di difesa israeliane – riferisce l’emittente – definiscono gli scontri intorno al complesso come il principale impegno militare nel Libano meridionale in questa fase. Fonti militari stimano che si tratti di una posizione strategica, motivo per cui la battaglia per il suo controllo è proseguita negli ultimi giorni. Le autorità militari sottolineano che per distruggere l’infrastruttura è necessario raggiungerla fisicamente, entrare e farla esplodere dall’interno.

    • 14:49

      Prima nave container nel porto iraniano dopo la revoca del blocco Usa

      La prima nave portacontainer, con a bordo diverse merci, ha attraccato questa mattina al porto iraniano di Shahid Rajaee, nel Golfo Persico, nella provincia di Hormozgan, dopo la revoca del blocco statunitense.
      Secondo l’agenzia di stampa Fars, la nave scaricherà 2.900 container al porto di Shahid Rajaei e ne caricherà oltre 3100 destinati all’esportazione. Le operazioni di carico e scarico richiederanno circa 3 giorni. Altre quattro navi sono in arrivo al porto di Shahid Rajaei per scaricare diverse merci. L’Iran ha di nuovo chiuso lo Stretto di Hormuz e solo le navi dirette in Iran possono attraversare questa via navigabile. 

    • 14:48

      Potenze regionali esortano conclusione rapida dei negoziati Usa-Iran

      I rappresentanti di Arabia Saudita, Egitto, Pakistan e Turchia si sono incontrati al Cairo, in coincidenza con l’avvio dei colloqui tra Iran e Stati Uniti in Svizzera, ed esortato i due avversari tramite una dichiarazione congiunta a raggiungere una “conclusione rapida e di successo” che sia “duratura, verificabile e reciprocamente accettabile”, tenendo conto delle preoccupazioni regionali, in particolare la sicurezza e la stabilità degli Stati del Golfo. L’Arabia Saudita, colpita da attacchi iraniani durante il conflitto, si è unita al mediatore Pakistan, insieme a Turchia ed Egitto, nel facilitare i negoziati a poche settimane dall’inizio della guerra in Medio Oriente.