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Iran, Trump: “Domani dovremmo firmare l’accordo. Vogliamo collaborare con Teheran, in caso contrario abbiamo l’alternativa definitiva”

Il presidente Usa torna a usare i toni usati il 7 aprile, quando minacciò di "cancellare un'intera civiltà". Teheran nega: "Domani non verrà siglata alcuna intesa". Khamenei, i funerali dal 4 luglio
Iran, Trump: “Domani dovremmo firmare l’accordo. Vogliamo collaborare con Teheran, in caso contrario abbiamo l’alternativa definitiva”
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  • 21:02

    Trump annuncia: “Domenica la firma dell’accordo”. Ma l’Iran frena

    Le ore di febbrile attesa per la firma del memorandum tra Iran e Usa si accompagnano a una susseguirsi di rivendicazioni e smentite sui media e sui social da entrambe le parti, mentre il mondo guarda con cauta speranza a un accordo “vicino come mai prima d’ora”. La firma “sarà a distanza“, ha annunciato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, trovando conferma nel mediatore Pakistan che ha poi tentato di chiarire i tempi, parlando sabato di una “finalizzazione prevista nelle prossime 24 ore“. La deadline è stata rilanciata in serata dallo stesso Donald Trump, secondo cui la sigla “è prevista” per domenica “e subito dopo, lo Stretto di Hormuz sarà aperto a tutti”. Ma Teheran non conferma e continua a prendere tempo, parlando invece di una firma “nei prossimi giorni”, a discapito dell’obiettivo statunitense di chiudere entro il weekend, in tempo per il G7 di Evian e per i festeggiamenti del compleanno del tycoon.
    Ignorando le dichiarazioni iraniane, Islamabad ha in ogni caso insistito sul fatto che la firma sarà domenica. E avverrà “in videoconferenza“: nessuna cerimonia a Ginevra quindi, mentre è cresciuta l’ipotesi che la Svizzera possa ospitare la prossima settimana incontri tra due funzionari di alto livello di Stati Uniti e Iran, con il ministro degli Esteri pakistano che si recherà nel Paese europeo per preparare la riunione. È poi circolata nuovamente sui media l’ipotesi di un approdo domenica in Pakistan di Araghchi e una sua delegazione, per colloqui tecnici relativi all’accordo. Tutte le indiscrezioni sono state smentite dal portavoce della diplomazia di Teheran, Esmail Baghaei: “Il team negoziale non ha in programma di visitare Ginevra o altre località nei prossimi giorni”.
    Se le dichiarazioni incrociate alimentano l’incertezza su tempi e modalità della sigla, sembra ormai dato per certo che un testo comune sia stato concordato, come annunciato dallo stesso Pakistan. Ad alimentare la speranza, è giunto anche l’annuncio iraniano di una data per i funerali di Ali Khamenei, programmati dal 4 al 9 luglio dopo essere stati rimandati per mesi proprio a causa del protrarsi della guerra. Intanto, nessuna informazione ufficiale è giunta sul contenuto del memorandum, sul quale prosegue lo scontro di rivendicazioni tra Stati Uniti e Iran, primo tra tutti sul tema del nucleare ma anche Hormuz, per il quale Araghchi ha ribadito che “l’amministrazione dello Stretto non sarà più la stessa”. Secondo gli Stati Uniti e Trump, il memorandum prevede la riapertura immediata e senza pedaggi dello tratto di mare, per il quale resta sul tavolo l’offerta di una missione internazionale a garanzia dei traffici marittimi. La tensione resta alta nell’area: nella notte, il Centcom americano ha rivendicato di aver abbattuto diversi droni lanciati dall’Iran “nel tentativo di colpire navi commerciali in transito” nello stretto, mentre l’agenzia britannica Ukmto ha riferito che una petroliera è stata colpita da un proiettile non identificato al largo delle coste omanite.
    Qualora si raggiungesse l’agognata firma, dal memorandum di Islamabad partiranno 60 giorni in cui entrare nel merito dei punti più difficili del negoziato, su tutti il nucleare. “A situazione tranquilla, interverremo per recuperare il materiale nucleare grazie ai nostri splendidi bombardieri B-2 e ai loro eccezionali piloti”, è il futuro delineato da Trump su Truth, aggiungendo che dopo “ne ridurremo il grado di arricchimento e lo distruggeremo, sia esso in Iran o negli Stati Uniti”. Da parte sua, Araghchi ha dichiarato che l’unico modo per gestire le proprie scorte di uranio altamente arricchito sarà diluirlo all’interno dell’Iran.
    Con queste premesse, il secondo capitolo del negoziato si preannuncia già intenso. Gli Stati Uniti punteranno a massimizzare il risultato facendo leva sull’allentamento delle sanzioni e lo sblocco dei beni congelati, entrambi punti previsti nel memorandum ma che saranno attuati solamente se la Repubblica islamica “rispetterà i suoi obblighi”, ha chiarito il vicepresidente americano Vance. E a questo proposito, gli Emirati si sono affrettati a smentire un articolo di Reuters online secondo cui il Paese del Golfo aveva accettato di sbloccare miliardi di dollari per Teheran. Da parte sua, l’Iran tenterà di rivendicare la propria sovranità sul nucleare, tenendo sotto scacco Hormuz. E intanto, dovrà fare i conti con le reazioni all’interno del Paese, dove il quotidiano iraniano ‘Khorasan‘, considerato più vicino ai pasdaran, parla già di un memorandum che può solamente ritardare quello che ha definito lo scontro finale tra Iran e Stati Uniti. 
    “Non vediamo l’ora di collaborare con l’Iran e con tutto il Medio Oriente per molti anni a venire”, ha scritto su Truth Donald Trump che però minaccia: “Speriamo che questo processo si svolga in modo rapido, semplice e senza intoppi. In caso contrario, abbiamo l’alternativa definitiva, che speriamo non venga mai più utilizzata!”. 

  • 19:52

    Pasdaran: “Insolita insistenza di Trump su firma domani”

    Le forze armate iraniane, il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, hanno negato che l’Iran firmerà un accordo con gli Stati Uniti domani e hanno criticato l'”insolita insistenza” del presidente Donald Trump sulla firma dell’accordo in quella stessa giornata. Lo scrive la Cnn. Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche ha descritto la tempistica come una “prova per il team negoziale iraniano” e ha affermato che l’annuncio di Trump arriva “nonostante i negoziatori iraniani abbiano esplicitamente dichiarato che il memorandum non è ancora stato finalizzato e che la firma di domani non avverrà sicuramente“. In un post su Telegram , il gruppo ha ipotizzato che Trump intendesse programmare la firma dell’accordo in concomitanza con il suo compleanno, proprio il 14 giugno. “Alcuni osservatori ritengono che la sua insistenza possa essere motivata dal desiderio di sfruttare l’occasione in modo simbolico e trasformarla in un evento di pubblicità personale“, si legge nella dichiarazione.

  • 19:21

    Starmer a Trump: “Sostegno agli sforzi per porre fine al conflitto”

    Il Primo Ministro britannico Keir Starmer ha parlato questo pomeriggio con il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. A darne notizia è stato il governo di Londra. Il Primo Ministro – ha reso noto – ha espresso il proprio sostegno agli sforzi del Presidente Trump volti a porre fine al conflitto con l’Iran, accogliendo con favore i progressi compiuti e sottolineando l’importanza di garantire che qualsiasi accordo porti a una pace duratura e stabile. Il Primo Ministro ha ribadito che il Regno Unito è pronto a sostenere l’attuazione di qualsiasi accordo di pace e a collaborare con i partner internazionali per garantirne il successo. Entrambi i leader hanno convenuto sulla necessità di ripristinare la libertà di navigazione per attenuare gli impatti economici avvertiti a livello globale. Hanno concordato di rimanere in stretto contatto e attendono di potersi confrontare in occasione del vertice del G7 della prossima settimana.

  • 19:00

    Trump: “Vogliamo collaborare con l’Iran. In caso contrario abbiamo l’alternativa definitiva”

    “Non vediamo l’ora di collaborare con l’Iran e con tutto il Medio Oriente per molti anni a venire. Speriamo che questo processo si svolga in modo rapido, semplice e senza intoppi. In caso contrario, abbiamo l’alternativa definitiva, che speriamo non venga mai più utilizzata!”. Lo ha scritto Donald Trump su Truth.

  • 18:59

    Trump: “Al momento opportuno recupereremo la polvere nucleare”

    “Al momento opportuno, quando tutto sarà tranquillo, interverremo per recuperare la polvere nucleare, sepolta in profondità sotto le imponenti montagne di granito, grazie ai nostri splendidi bombardieri B-2 e ai loro brillanti piloti, e la disintegreremo e distruggeremo, sia in Iran che negli Stati Uniti”. Lo ha scritto Donald Trump su Truth.

  • 18:56

    Trump: “L’accordo dovrebbe essere firmato domani”

    “L’accordo dovrebbe essere firmato domani e, subito dopo la firma, lo Stretto di Hormuz sarà APERTO A TUTTI. Il nostro rapporto con l’Iran è molto diverso e migliore di quello che le amministrazioni precedenti hanno avuto”. Lo ha scritto Donald Trump su Truth. Oggi Teheran ha smentito che la firma avverrà domani.

  • 18:24

    Libano, Israele: “Uccisi 7 miliziani di Hezbollah”

    Sette presunti miliziani di Hezbollah sono stati uccisi questa settimana nel Libano meridionale durante un’operazione condotta dalle forze israeliane contro un tunnel utilizzato dal gruppo sciita filo-iraniano. Lo hanno reso noto le Idf, precisando in una nota che i riservisti della 551esima Brigata Paracadutisti hanno individuato due gruppi di miliziani mentre uscivano dal tunnel, che sarebbe stato usato da Hezbollah sia come deposito di armi sia come base per preparare e lanciare attacchi. Secondo l’esercito, i miliziani sono stati eliminati con una serie di attacchi coordinati che hanno coinvolto l’aviazione, l’artiglieria e droni armati. Al termine dell’operazione, i soldati hanno inoltre sequestrato armi e altro materiale militare nell’area del tunnel.

  • 18:00

    Libano, media: “Almeno 5 morti nei raid di Israele”

    Almeno cinque persone sono rimaste uccise nei raid su località del Libano attribuiti alle forze israeliane nelle ultime ore: lo riporta Al Jazeera, citando media locali. Secondo l’agenzia libanese Nna, tra i morti ci sono, oltre al sindaco di Al-Rayhan (Rihan) Ali Badie, una persona uccisa a Maakarah, e tre rimaste vittime di attacchi nelle località di Deir al-Zahrani e Kafr Reman nel distretto di Nabatieh. Secondo un aggiornamento del Ministero della Sanità di Beirut, dallo scorso 2 marzo, inizio delle ostilità nell’attuale conflitto che coinvolge direttamente Israele ed Hezbollah, almeno 3.756 persone sono state uccise e 11.632 ferite.

  • 17:35

    Teheran: “Nessun mediatore iraniano domani andrà in Pakistan o a Ginevra”

    Il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Ismail Baghaei, ha smentito la notizia, diffusa dai media arabi, relativa alla partenza di una delegazione iraniana con il ministro degli esteri Araghchi per il Pakistan prevista per domani, affermando che “il team negoziale di Teheran non ha in programma di visitare Ginevra o altre località nei prossimi giorni”. 

  • 17:24

    Media: “Incontro Iran-Usa in Svizzera la prossima settimana”

    Un incontro diretto tra due personalità di alto livello statunitense e iraniana dovrebbe tenersi la prossima settimana in Svizzera. Lo rivela Bfmtv, secondo cui il ministro degli Esteri pakistano avrebbe in programma di recarsi prossimamente in Svizzera per preparare l’incontro.

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