Il mondo FQ

Raid Usa in Iran: scontri nello Stretto. Trump: “Se non firmano l’accordo bombardiamo senza pietà”. Teheran chiude Hormuz

La rappresaglia del Regime: attacchi contro 18 obiettivi militari statunitensi in Kuwait, Bahrein e Giordania. Cnn: proseguono i colloqui. Mattarella: "Evitare la paralisi del commercio internazionale"
Raid Usa in Iran: scontri nello Stretto. Trump: “Se non firmano l’accordo bombardiamo senza pietà”. Teheran chiude Hormuz
Icona dei commenti Commenti
In Evidenza

Trump: “Se l’Iran non firma l’accordo bombardiamo senza pietà”

“Se l’Iran non firma un accordo, domani sera lo bombarderemo senza pietà”. Lo ha dichiarato il presidente americano Donald Trump a Fox News, aggiungendo di essere ”ottimista” rispetto al fatto che un accordo verrà raggiunto.

  • 12:40

    Mattarella: “Evitare la paralisi del commercio internazionale”

    “Abbiamo parlato delle conseguenze della chiusura dello stretto di Hormuz, auspicando una sollecita definizione che consenta la riapertura completa di quell’importante braccio di mare, anche per evitare che si consolidi il precedente” , con Paesi “che bloccano i passaggi marittimi più impegnativi e ristretti, paralizzando l’intera rete di commercio internazionale, a danno di tutte le popolazioni, anche di coloro che attivano questi blocchi e questi ostacoli”. Lo ha affermato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, al termine dell’incontro con l’omologo della Repubblica di Corea, Lee Jae Myung

  • 11:52

    Teheran: “Hormuz chiuso fino a nuovo ordine”

    L’Iran ha annunciato che lo stretto di Hormuz è completamente chiuso “fino a nuovo ordine”. Lo rendono noto le autorità marittime iraniane.

  • 11:43

    Trump: “Amo l’inflazione, calerà dopo la fine della guerra”

    Il presidente Donald Trump ha dichiarato che ama l’inflazione rispondendo nello studio Ovale ad una domanda se sia preoccupato sui nuovi dati sull’indice dei prezzi al consumo che mostrano un tasso di inflazione annuo del 4,2%, il livello più alto degli ultimi tre anni. “Lo adoro. I numeri sono fantastici. Sapete cosa mi piace davvero? Mi piace l’inflazione”, ha detto Trump alla Casa Bianca, come riporta Cnbc. Trump, parlando con i giornalisti nello Studio Ovale, ha anche previsto che l’inflazione “crollerà come un macigno” dopo la fine della guerra degli Stati Uniti contro l’Iran. Il presidente Usa ha affermato che le forze statunitensi hanno condotto operazioni notturne per sequestrare “milioni di barili” di petrolio dall’Iran, il che, a suo dire, ha contribuito a un leggero calo dei prezzi del petrolio. “Quando questo conflitto sarà finito… vedrete il prezzo del petrolio tornare ai livelli precedenti”, ha dichiarato ai giornalisti alla Casa Bianca

  • 11:42

    La ripresa dei bombardamenti – LA SCHEDA

    Gli Stati Uniti hanno lanciato nella notte nuovi raid aerei contro l’Iran, che ha annunciato attacchi di rappresaglia contro basi militari Usa in Kuwait, Bahrein e Giordania e ha minacciato di colpire qualsiasi nave si avventuri nello Stretto di Hormuz.

    Gli attacchi, che secondo l’esercito statunitense hanno preso di mira “strutture di sorveglianza militare iraniane, sistemi di comunicazione e siti di difesa aerea in tutto il Paese”, sono stati innescati dopo che il presidente americano Donald Trump ha accusato Teheran di ostacolare i negoziati per porre fine alla guerra in Medio Oriente. “Eravamo davvero vicini a raggiungere un accordo, ma continuano a prenderci in giro, ci stanno prendendo in giro”, ha detto Trump ieri ai giornalisti. Anche il segretario alla Difesa statunitense Pete Hegseth ha accusato l’Iran di “giocare al gatto e al topo” nei negoziati. “Se dovremo negoziare con le bombe, negozieremo con le bombe, e siamo molto bravi in questo”, ha minacciato il capo del Pentagono.

    Gli Stati Uniti e l’Iran si erano già scambiati attacchi nella notte tra martedì e mercoledì, nonostante un cessate il fuoco entrato in vigore l’8 aprile dopo oltre cinque settimane di bombardamenti. Nelle prime ore di oggi si sono udite esplosioni sull’isola di Qeshm, a Minab, Sirik e nel porto meridionale di Bandar Abbas, secondo quanto riportato dai media iraniani. In risposta ai recenti attacchi statunitensi il Corpo delle Guardie rivoluzionarie islamiche (Irgc) ha dichiarato di aver lanciato droni contro le basi militari di Ali al-Salem e Ahmad al-Jaber in Kuwait e contro la base aerea di Sheikh Isa in Bahrein. I media iraniani avevano precedentemente riportato un attacco al quartier generale della Quinta flotta statunitense in Bahrein. Le sirene antiaeree sono state attivate in Bahrein, secondo il Ministero dell’Interno locale. In Kuwait l’esercito ha annunciato di essere impegnato in “combattimenti contro bersagli aerei ostili” e l’autorità per l’aviazione civile ha chiuso lo spazio aereo dell’emirato. L’Irgc ha anche affermato di aver lanciato 12 missili balistici contro la base aerea di Al-Azrak in Giordania, utilizzata dagli Stati Uniti.

    Teheran ha inoltre avvertito che le sue forze prenderanno di mira qualsiasi nave tentasse di attraversare lo strategico Stretto di Hormuz, attraverso il quale transita normalmente un quinto del commercio mondiale di petrolio e gas naturale liquefatto. “A seguito delle ripetute violazioni del cessate il fuoco da parte del nemico americano, lo Stretto di Hormuz sarà chiuso fino a nuovo avviso”, ha annunciato l’Irgc, come riportato dalla televisione di Stato iraniana. “Nessuna nave può lasciare il suo ancoraggio nel Golfo Persico e nel Mar d’Oman. Qualsiasi avvicinamento allo Stretto di Hormuz sarà considerato una collaborazione con il nemico”, hanno avvertito le Guardie rivoluzionarie. La marina iraniana, citata dai media, ha successivamente annunciato che “due navi che tentavano di attraversare illegalmente lo Stretto di Hormuz sono state colpite”, senza fornire ulteriori dettagli. “State rendendo pericoloso il sacro Stretto di Hormuz? Faremo di questa regione un inferno per voi”, ha minacciato il comandante dell’aeronautica dell’Irgc, Sardar Mousavi. Washington, che ha imposto un blocco ai porti iraniani, ha negato qualsiasi blocco dello stretto. “Le navi commerciali continuano ad attraversare lo Stretto di Hormuz”, ha scritto il Comando centrale degli Stati Uniti (Centcom) su X.

    Questa situazione di escalation nel Golfo continua ad alimentare l’aumento dei prezzi del petrolio. Stamattina il petrolio Brent del Mare del Nord ha guadagnato l’1,7% raggiungendo i 94,68 dollari al barile, mentre il West Texas Intermediate (Wti) è salito del 2% arrivando a 91,84 dollari al barile. Il premier israeliano Benjamin Netanyahu, dal canto suo, ha esortato ieri i libanesi a unirsi alla lotta di Israele contro Hezbollah, affermando che il loro Paese è stato “tenuto in ostaggio” dal gruppo filo-iraniano. In seguito agli attacchi israeliani su Beirut, l’Iran, e successivamente Israele, si sono lanciati attacchi reciproci domenica e lunedì per la prima volta dall’entrata in vigore del fragile cessate il fuoco tra Teheran e Washington l’8 aprile. Teheran chiede che il Libano, dove il suo alleato Hezbollah e Israele si scontrano dal 2 marzo, venga incluso in qualsiasi accordo per porre fine alla guerra in Medio Oriente, iniziata a fine febbraio con un attacco israelo-americano contro l’Iran. Più di 3.600 persone sono state uccise in Libano dai raid aerei israeliani dall’inizio della guerra.  

  • 11:36

    Trump: “Se l’Iran non firma l’accordo bombardiamo senza pietà”

    “Se l’Iran non firma un accordo, domani sera lo bombarderemo senza pietà”. Lo ha dichiarato il presidente americano Donald Trump a Fox News, aggiungendo di essere ”ottimista” rispetto al fatto che un accordo verrà raggiunto.

  • 11:11

    Riad condanna gli attacchi di Teheran contro Giordania, Bahrein e Kuwait

    L’Arabia Saudita condanna “l’aggressione iraniana” contro Giordania, Bahrein e Kuwait, chiedendo al contempo la continua mediazione del Pakistan e lodando il ruolo del Qatar nel sostenere i negoziati. In un comunicato del ministero degli Esteri, Riad chiede una “de-escalation” e “la prosecuzione dei negoziati condotti sotto l’egida del Pakistan, nonché gli sforzi congiunti del Qatar“. 

  • 10:39

    Pechino: “Usa e Iran cessino immediatamente gli attacchi e tornino al dialogo per un cessate il fuoco”

    La Cina ha esortato “con forza” a una cessazione immediata delle operazioni militari in Medio Oriente, mentre gli Stati Uniti hanno sferrato nuovi attacchi contro l’Iran. “La Cina esorta vivamente le parti interessate a cessare immediatamente le operazioni militari, a tornare al dialogo e alla negoziazione, a rispondere agli sforzi di mediazione dei paesi interessati e a raggiungere quanto prima un cessate il fuoco completo e duraturo”, ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri Lin Jian durante una conferenza stampa di routine, in risposta a una domanda sulla situazione in Medio Oriente.

  • 10:14

    Media iraniani, 3 feriti nei raid Usa su Teheran

    Almeno tre persone sono rimaste ferite nella notte in attacchi americani contro diverse località della provincia di Teheran, secondo quanto riportato dai media iraniani. Gli attacchi si sono concentrati principalmente sull’Iran meridionale, ma le Guardie Rivoluzionarie del Paese hanno affermato che sono state colpite anche altre località vicino alla capitale, tra cui Karaj, Nazarabad e Pishva.

  • 10:03

    Meloni: “Ue aumenti pressione sull’Iran, se continua su strada sbagliata”

    “Il Vertice del G7 di Evian della settimana prossima rappresenterà un’occasione importante per confrontarci con i nostri partner – a partire, chiaramente, con il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump – sulle prospettive di questa crisi, così come di quella in Ucraina e sulle iniziative necessarie per consolidare ogni possibile progresso diplomatico”. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni in Aula alla Camera. “Successivamente – ha aggiunto – al Consiglio europeo, lavoreremo affinché l’Unione esprima una posizione comune, seria, credibile”. “L’Europa ha gli strumenti per dire la sua, a partire dal regime sanzionatorio. Se l’Iran dimostrerà con i fatti di voler tornare su un percorso serio, verificabile e costruttivo, l’Europa dovrà essere pronta ad accompagnare quel percorso con un alleggerimento graduale e reversibile, ma anche rapido, delle sanzioni. Se invece Teheran continuerà sulla strada sbagliata — minacciare la libertà di navigazione, attacchi, sostegno a milizie, violazione degli obblighi internazionali — allora l’Unione europea dovrà essere pronta a rafforzare la pressione, anche attraverso nuove misure mirate”.

DEMOCRAZIA DEVIATA

di Alessandro Di Battista 17.00€ Acquista