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Iran ferma i negoziati con gli Usa: è la protesta contro l’invasione di Israele in Libano. Trump telefona a Netanyahu: “Non ci saranno truppe a Beirut, avanti col dialogo con Teheran”

Le operazioni militari di Tel Aviv hanno rischiato di compromettere in maniera definitiva il lavoro dei mediatori. Telefonata tra il presidente Usa e il primo ministro israeliano
Iran ferma i negoziati con gli Usa: è la protesta contro l’invasione di Israele in Libano. Trump telefona a Netanyahu: “Non ci saranno truppe a Beirut, avanti col dialogo con Teheran”
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In Evidenza

Media: “Israele rimanda attacco contro sud di Beirut su pressione Usa”

“Israele aveva pianificato un attacco su vasta scala contro il Dahiyeh nel sud a Beirut, ma è stato rinviato all’ultimo minuto per l’intervento americano”. Lo riporta l’emittente israeliana Kan News, secondo cui Trump avrebbe convinto Netanyahu a sospendere l’operazione 

Momenti chiave

    • 12:43

      Netanyahu: “I quartieri a sud di Beirut non possono rimanere fuori dagli attacchi”

       “Non ci sarà una situazione in cui Hezbollah attacca le nostre città e i nostri cittadini mentre i quartier generali del terrorismo a Dahiye restano fuori portata”. Lo afferma in una dichiarazione il premier israeliano Benjamin Netanyahu. “Continuiamo ad approfondire la nostra attività sul terreno nel sud del Libano, eliminando le roccaforti di Hezbollah. Hezbollah è in fuga. Siamo determinati a ristabilire la sicurezza per i residenti del nord, proprio come abbiamo fatto per i residenti del sud”, ha aggiunto.

    • 12:27

      Media: “Ok degli Usa a Israele per un’operazione più intensa a Beirut”

      “L’amministrazione statunitense ha dato il via libera a un’operazione israeliana più incisiva a Beirut dopo che Israele ha chiarito agli Stati Uniti che non tollererà più gli attacchi di Hezbollah”. Lo riferiscono i media israeliani, mentre la Tv saudita Al Hadath, citando una fonte Usa, ha affermato che “Washington ha informato il Libano che l’escalation israeliana è la conseguenza del rifiuto del governo libanese di disarmare Hezbollah”. “Il Libano è in grado di difendere Beirut se arresta figure di spicco di Hezbollah. Ciò darebbe l’impressione che il governo sia intenzionato ad affrontare Hezbollah”, ha detto la fonte Usa.

    • 12:10

      Libano, sette persone uccise dai raid israeliani delle ultime ore

      Almeno sette persone sono stati uccide dai raid israeliani, condotti principalmente con droni, su località del Libano meridionale: lo riferisce l’agenzia locale Nna. Tra i punti colpiti, ha aggiunto la stessa fonte, ci sono Kfarsir, Nabatieh al-Fawqa, Toul e Zefta. Tra le vittime c’è anche un giovane siriano, precisa la Nna.

    • 11:46

      Teheran. “Non esiteremo ad aiutare il Libano in qualsiasi modo”

      “Non esiteremo ad agire in qualsiasi modo per aiutare il Libano e la resistenza libanese contro l’aggressione illegale e l’ingerenza del regime sionista”. Lo ha detto il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmail Baghaei, citato dall’Irna.

    • 10:28

      Libano, civili lasciano il sud di Beirut

      I media arabi hanno pubblicato filmati che mostrano civili libanesi che lasciano Dahiyeh, sobborgo meridionale di Beirut e roccaforte di Hezbollah, in seguito alle minacce israeliane di effettuare attacchi nella zona. Le immagini mostrano ingorghi stradali molto intensi sulle strade che escono dal quartiere.

    • 10:01

      Teheran: “Non stiamo trattando sul nucleare”

      “Al momento non sono stati avviati negoziati sui dettagli delle discussioni relative alla questione nucleare. Ribadisco che in questa fase il nostro obiettivo è porre fine alla guerra”. Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmail Baghaei citato dall’agenzia Irna. “Fondamentalmente, uno dei problemi dei negoziati con l’attuale governo statunitense è rappresentato dai frequenti cambiamenti di posizione e dalle contraddizioni che ne derivano. Di norma, se una posizione cambia, da un lato anche l’altra parte deve applicare le proprie opinioni e considerazioni”, ha aggiunto.

    • 10:00

      Teheran: “Usa continuano a violare il cessate il fuoco”

      L’Iran accusa gli Stati Uniti di continue violazioni del cessate il fuoco dopo i nuovi raid condotti delle ultime ore contro obiettivi nel sud del Paese. “Gli Stati Uniti – ha denunciato il portavoce del ministero degli Esteri Esmail Baghaei – hanno violato il cessate il fuoco anche stamattina. Non esiteremo a prendere ogni misura che riterremo necessaria per difendere la sicurezza nazionale iraniana”.

    • 09:54

      Teheran: “Senza cessate il fuoco in Libano non può esserci accordo”

      “Abbiamo sottolineato e continuiamo a sottolineare che un cessate il fuoco in Libano è parte integrante di qualsiasi cessate il fuoco e di qualsiasi accordo finale per porre fine alla guerra”. Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmail Baghaei citato dall’Irna. “Non è solo il regime sionista (Israele) a violare il cessate il fuoco; anche gli Stati Uniti violano il cessate il fuoco nella nostra regione in modo diffuso”, ha poi accusato.

    • 09:12

      Libano, Netanyahu: “Ho ordinato raid sul sud di Beirut”

      “A seguito delle ripetute violazioni del cessate il fuoco in Libano da parte dell’organizzazione terroristica Hezbollah e degli attacchi contro le nostre città e i nostri cittadini, il primo ministro Benjamin Netanyahu e il ministro della Difesa Israel Katz hanno ordinato alle Forze di Difesa Israeliane (Idf) di attaccare obiettivi terroristici nel quartiere di Dahiya a Beirut”. Lo ha comunicato il premier Benjamin Netanyahu in una nota congiunta insieme al ministro della Difesa Israel Katz.

    • 08:30

      Teheran: “Abbiamo diritto a tassare le navi che passano da Hormuz”

      Teheran ha il diritto di imporre alle navi una tassa ambientale per il transito nello Stretto di Hormuz. Lo sostiene Arman Khorsand, capo del Centro iraniano per gli affari internazionali e le convenzioni ambientali, aggiungendo che l’inquinamento da petrolio, l’attività delle flotte militari straniere e i danni agli ecosistemi sensibili nel Golfo hanno “raddoppiato la necessità di fornire risorse per il ripristino ambientale” e che le tariffe riscosse potrebbero essere utilizzate per compensare i danni causati all’ambiente del Golfo. Secondo il sistema del “passaggio inoffensivo”, ha affermato, i paesi che si affacciano sullo stretto possono riscuotere tariffe per i servizi marittimi e risarcimenti per i danni causati da violazioni delle normative, “e questa questione ha un precedente nel diritto internazionale”. Khorsand ha respinto le critiche al provvedimento, spiegando che “l’affermazione secondo cui la riscossione di tasse ambientali dalle navi di passaggio è illegale non ha fondamento giuridico” e che l’azione potrebbe essere intrapresa “nel quadro delle norme internazionali riconosciute”.

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