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Rubio: “L’operazione Epic Fury è conclusa”. Nuovi attacchi di Teheran contro gli Emirati. Missili e droni contro due navi Usa

Secondo la Cnn, Israele si sta coordinando con la Casa Bianca per possibili nuovi bombardamenti contro l'Iran. Hegseth: "Il cessate il fuoco non è finito"
Rubio: “L’operazione Epic Fury è conclusa”. Nuovi attacchi di Teheran contro gli Emirati. Missili e droni contro due navi Usa
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Rubio: “L’operazione Epic Fury è conclusa”

L’Operazione Epic Fury, il nome assegnato all’operazione militare contro l’Iran, è “conclusa”. Lo ha detto il segretario di Stato Marco Rubio, rilevando che “il presidente lo ha notificato al Congresso”. “Ora, siamo impegnati in Project Freedom”, ha aggiunto Rubio in riferimento all’operazione in corso nello Stretto di Hormuz.

Momenti chiave

    • 15:25

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      La famiglia di Narges Mohammadi non ha ricevuto il permesso dalle autorità iraniane per traferire l’attivista dal carcere a un ospedale a Zanjan nel nord-ovest dell’Iran a seguito di un “catastrofico peggioramento” delle sue condizioni di salute a Teheran per cure ospedaliere. Lo scrive la fondazione Mohammadi

    • 14:46

      Iran, esercito Usa: “Pronti a riprendere combattimenti se necessario”

      Le forze Usa sono “pronte a riprendere operazioni di combattimento su larga scala” contro l’Iran se necessario. Lo ha dichiarato il capo di Stato maggiore congiunto americano, il generale Dan Caine in conferenza stampa.

    • 14:34

      Iran, Hegseth: “Il cessate il fuoco non è finito”

      “Il cessate il fuoco non è finito“. Lo ha dichiarato il capo del Pentagono, Pete Hegseth, parlando in conferenza stampa della situazione nello Stretto di Hormuz, rispondendo a una domanda in merito. “Il cessate il fuoco sta certamente tenendo, ma stiamo osservando la situazione molto, molto da vicino”, ha aggiunto Hegseth.

    • 14:32

      Hegseth: “Non si può consentire all’Iran di bloccare Hormuz”

      Gli Stati Uniti “non cercano lo scontro“, ma all’Iran “non si può permettere di impedire a Paesi innocenti e alle loro merci di transitare su una via navigabile internazionale”. Lo ha detto il capo del Pentagono, Pete Hegseth, all’inizio della sua conferenza stampa, riferendosi allo Stretto di Hormuz. Hegseth ha precisato che il Project Freedom è diverso dall’Operazione Epic Fury lanciata dagli Usa il 28 febbraio. La missione del Project Freedom è quella di “proteggere la navigazione commerciale innocente dall’aggressione iraniana”, ha dichiarato il segretario alla Difesa, precisando che è un’operazione “di durata temporanea”.

    • 14:26

      Obama: “Netanyahu ci provò anche con me sull’Iran, con Trump ha ottenuto ciò che voleva”

      Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha presentato a Barack Obama le stesse argomentazioni che ha esposti a Donald Trump a favore di un confronto armato con l’Iran. È probabile che Netanyahu “abbia ottenuto ciò che voleva. Che questo sia un bene per il popolo israeliano è un punto su cui nutro dei dubbi. Che sia un bene per gli Stati Uniti è un punto su cui nutro dei dubbi. Credo ci sia un’ampia documentazione delle mie divergenze con Netanyahu”, ha detto Obama al New Yorker.

    • 14:19

      Media iraniani: “Due navi Usa sono incagliate nello Stretto di Hormuz”

      “Due navi mercantili statunitensi sono rimaste bloccate nella parte rocciosa meridionale dello Stretto di Hormuz, vicino alla costa dell’Oman, e non hanno modo di proseguire o tornare indietro”. Lo ha affermato l’agenzia iraniana Fars, citando una fonte informata.
      Secondo Fars, la parte meridionale della costa dello stretto, vicino alle due isole di Musandam e Al-Khail, non ha le caratteristiche geografiche per diventare un corridoio marittimo e il passaggio delle navi attraverso queste zone rocciose e poco profonde è rischioso.
      Il CentCom ha dichiarato ieri che due navi mercantili battenti bandiera statunitense avevano attraversato lo Stretto di Hormuz. L’Iran ha poi smentito la notizia.

    • 14:08

      Iran: “Nei colloqui con gli Usa la nostra priorità è la fine della guerra”

      “Diamo priorità alla fine della guerra, per ora, durante i colloqui con gli Stati Uniti, e non perderemo tempo su questioni troppo complesse da consentire il raggiungimento di un accordo”: lo ha detto oggi il portavoce del ministero iraniano degli Esteri Esmaeil Baghaei, aggiungendo: “Non cederemo mai alle pressioni e terremo i colloqui con gli Stati Uniti in un clima di sfiducia e di sospetto per via delle loro aggressioni”. Secondo l’agenzia Tasnim, nel frattempo Baghaei ha invitato gli Stati rivieraschi del Golfo Persico a smettere di chiedere sicurezza alle potenze ultraregionali, poiché la presenza militare degli Stati Uniti nella regione non fa altro che generare instabilità e mettere in pericolo i Paesi che ospitano le basi americane.

    • 14:01

      Macron, in giornata colloquio telefonico tra il presidente francese e quello iraniano Pezeshkian

      Emmanuel Macron avrà in giornata un colloquio telefonico con il presidente iraniano Masoud Pezeshkian. Lo ha anticipato lo stesso presidente francese, in un incontro con i giornalisti a Yerevan. “Parlerò a breve con il presidente iraniano”, ha detto Macron, ricordando che la Francia ha a lungo sostenuto “il ripristino della libertà di navigazione” nello stretto di Hormuz.

    • 13:55

      Trump: “In caso di nuova guerra basterebbero 2 o 3 settimane”

      Il presidente Usa, Donald Trump, ritiene che nel caso in cui si tornasse in guerra in Iran per “finire il lavoro” potrebbero essere sufficienti 2 o 3 settimane, ma precisa che “il tempo per noi non è essenziale“. Lo ha detto rispondendo a una domanda in merito posta dal conduttore Hugh Hewitt. Nell’intervista, Trump ha dichiarato: “In un modo o nell’altro vinciamo noi. O concludiamo l’accordo giusto, oppure vinciamo molto facilmente dal punto di vista militare”, “in tanti, persone molto intelligenti e persone semi-moderate, hanno detto” di finire il lavoro, “altri vorrebbero vedere un accordo”, ma “abbiamo eliminato gran parte di ciò che avremmo dovuto fare, probabilmente altre 2 settimane, 2 settimane, forse 3 settimane. E il tempo per noi non è essenziale”

    • 13:53

      Cnn: “Israele si sta coordinando con Usa per un possibile nuovo ciclo di raid contro l’Iran”

      Israele sta coordinando con gli Stati Uniti le proprie mosse in vista di un possibile nuovo ciclo di attacchi contro l’Iran, in un contesto di crescente tensione nello Stretto di Hormuz che mette a rischio la tenuta del cessate il fuoco, secondo fonti israeliane citate da Cnn. Le pianificazioni includerebbero raid contro infrastrutture energetiche e l’eliminazione mirata di alti funzionari iraniani. Gran parte di questi piani sarebbe stata predisposta già prima dell’entrata in vigore della tregua ad aprile. L’obiettivo, secondo la fonte, sarebbe una campagna militare breve per esercitare pressione su Teheran e ottenere ulteriori concessioni nei negoziati. La decisione finale su un’eventuale ripresa delle ostilità spetterebbe però al presidente statunitense Donald Trump, che avrebbe espresso frustrazione per lo stallo diplomatico e per la situazione nello Stretto di Hormuz, pur senza voler riaprire un conflitto su larga scala. Un funzionario israeliano ha riferito che Gerusalemme è sempre stata scettica sulle prospettive dei colloqui tra Iran e Stati Uniti, mentre recenti lanci di missili iraniani verso il Golfo avrebbero accelerato le preparazioni per una possibile escalation. Negli ultimi giorni il premier israeliano Benjamin Netanyahu avrebbe tenuto consultazioni ristrette in ambito di sicurezza e avrebbe ordinato ai ministri di non commentare pubblicamente la questione iraniana.

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