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Iran, drone contro una base in Kuwait: nessun italiano ferito. Portolano: “Distrutto velivolo indispensabile”. Idf: “La guerra durerà almeno altre 3 settimane”

Parte del personale era stata spostata la scorsa settimana. Seul apre all'invio di navi nello Stretto di Hormuz. Trump: "Teheran vuole un accordo, io no". I Pasdaran: "Uccideremo Netanyahu"
Iran, drone contro una base in Kuwait: nessun italiano ferito. Portolano: “Distrutto velivolo indispensabile”. Idf: “La guerra durerà almeno altre 3 settimane”
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Drone contro base in Kuwait: “Nessun italiano ferito”

Questa mattina la base di Ali Al Salem, in Kuwait, che ospita mezzi e militari americani e italiani, è stata attaccata con un drone che ha colpito un capannone dove si trovava un ‘velivolo a pilotaggio remoto’ della Task force air italiana, che è stato distrutto. Al momento dell’attacco tutto il personale era in sicurezza e non è stato coinvolto. 

“Questa mattina la base di Ali Al Salem, in Kuwait, che ospita capacità e personale americano e italiano, è stata oggetto di un attacco con drone che ha colpito uno shelter, all’interno del quale era ricoverato un velivolo a pilotaggio remoto della Task Force Air italiana, andato distrutto. Ho immediatamente sentito il Colonnello Mangini per sincerarmi delle condizioni del personale italiano presente nella base. Al momento dell’attacco tutto il personale era in sicurezza e non è stato coinvolto. Dell’accaduto ho prontamente informato il Ministro della Difesa Crosetto, col quale sono in costante contatto per l’aggiornamento continuo della situazione di tutti i nostri contingenti all’estero, ha dichiarato il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Luciano Portolano.

Il dispositivo italiano della Task Force Air era stato preventivamente alleggerito nei giorni scorsi, nell’ambito delle misure adottate in relazione all’evoluzione del quadro di sicurezza nell’area. Il personale rimasto nella base è impiegato per lo svolgimento delle attività essenziali della missione. Il velivolo colpito costituiva un assetto indispensabile per lo svolgimento delle attività operative ed era rimasto schierato nella base al fine di garantire la continuità delle operazioni. La situazione è costantemente monitorata dal Capo di Stato maggiore della Difesa e dal Comando Operativo di Vertice Interforze, che mantengono un contatto continuo con i contingenti sul terreno.

  • 15:47

    Usa: “Falso che usiamo droni kamikaze contro paesi del Golfo”

    Il Centcom fa il ‘fact checking’ delle parole del ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, secondo cui gli Stati Uniti starebbero ricorrendo a droni kamikaze tipo gli Shahed per colpire i paesi del Golfo e dare così la responsabilità a Teheran. In un post su X, il Comando centrale americano scrive: “Il ministro degli Esteri del regime iraniano afferma che gli Stati Uniti stanno usando droni d’attacco a senso unico per attaccare i paesi del Golfo e scaricare la colpa sull’Iran. BUGIA“. Piuttosto, accusa il Centcom, “le forze iraniane hanno lanciato migliaia di droni e missili contro i paesi vicini, prendendo di mira indiscriminatamente hotel civili, aeroporti commerciali, comunità residenziali e infrastrutture economiche. I droni d’attacco statunitensi prendono di mira solo le capacità militari iraniane per eliminare le minacce poste alla regione. VERITÀ”.

  • 15:17

    Generale Portolano: “Distrutto velivolo indispensabile per le nostre operazioni”

    Il velivolo a pilotaggio remoto distrutto nell’attacco avvenuto alla base di Ali Al Salem in Kuwait, dove ci sono anche i militari italiani, “costituiva un assetto indispensabile per lo svolgimento delle attività operative ed era rimasto schierato nella base al fine di garantire la continuità delle operazioni”. A comunicarlo su X è il capo si di Stato Maggiore della Difesa, Luciano Portolano. “Il dispositivo italiano della Task force air – ha aggiunto – era stato preventivamente alleggerito nei giorni scorsi, nell’ambito delle misure adottate in relazione all’evoluzione del quadro di sicurezza nell’area. Il personale rimasto nella base è impiegato per lo svolgimento delle attività essenziali della missione”.

  • 14:59

    Drone contro base in Kuwait: “Nessun italiano ferito”

    Questa mattina la base di Ali Al Salem, in Kuwait, che ospita mezzi e militari americani e italiani, è stata attaccata con un drone che ha colpito un capannone dove si trovava un ‘velivolo a pilotaggio remoto’ della Task force air italiana, che è stato distrutto. Al momento dell’attacco tutto il personale era in sicurezza e non è stato coinvolto. 

    “Questa mattina la base di Ali Al Salem, in Kuwait, che ospita capacità e personale americano e italiano, è stata oggetto di un attacco con drone che ha colpito uno shelter, all’interno del quale era ricoverato un velivolo a pilotaggio remoto della Task Force Air italiana, andato distrutto. Ho immediatamente sentito il Colonnello Mangini per sincerarmi delle condizioni del personale italiano presente nella base. Al momento dell’attacco tutto il personale era in sicurezza e non è stato coinvolto. Dell’accaduto ho prontamente informato il Ministro della Difesa Crosetto, col quale sono in costante contatto per l’aggiornamento continuo della situazione di tutti i nostri contingenti all’estero, ha dichiarato il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Luciano Portolano.

    Il dispositivo italiano della Task Force Air era stato preventivamente alleggerito nei giorni scorsi, nell’ambito delle misure adottate in relazione all’evoluzione del quadro di sicurezza nell’area. Il personale rimasto nella base è impiegato per lo svolgimento delle attività essenziali della missione. Il velivolo colpito costituiva un assetto indispensabile per lo svolgimento delle attività operative ed era rimasto schierato nella base al fine di garantire la continuità delle operazioni. La situazione è costantemente monitorata dal Capo di Stato maggiore della Difesa e dal Comando Operativo di Vertice Interforze, che mantengono un contatto continuo con i contingenti sul terreno.

  • 14:39

    Esercito israeliano: “La guerra durerà almeno altre tre settimane”

    Il portavoce delle Forze di Difesa Israeliane, il generale di brigata Effie Defrin, ha dichiarato che l’esercito israeliano ha in programma almeno altre tre settimane di operazioni in Iran: “Abbiamo migliaia di obiettivi da raggiungere”, ha dichiarato Defrin alla Cnn. “Siamo pronti, in coordinamento con i nostri alleati statunitensi, con piani che dureranno almeno fino alla festività ebraica di Pesach, tra circa tre settimane. E abbiamo piani più ampi anche per le tre settimane successive”, aggiunge. Defrin ha inoltre dichiarato alla CNN che le Forze di Difesa Israeliane “non lavorano secondo un cronometro o una tabella di marcia, ma piuttosto per raggiungere i nostri obiettivi”.

  • 14:36

    Aragchi: “La guerra finirà solo quando l’Iran sarà sicuro che non ricomincerà”

    La guerra finirà solo quando l’Iran sarà “sicuro” che non possa ricominciare. Lo ha detto il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi. “Questa guerra finirà quando saremo certi che non si ripeterà e che verranno pagate le riparazioni. Lo abbiamo vissuto l’anno scorso: Israele ha attaccato, poi gli Stati Uniti… si sono riorganizzati e ci hanno attaccato di nuovo”, ha detto il capo della diplomazia di Teheran ad Al-Araby Al-Jadeed, riferendosi alla guerra dei 12 giorni lo scorso giugno.

  • 13:09

    Israele, media: “Casa del console Usa colpita da frammenti di un missile”

    Secondo il quotidiano israeliano Yedioth Ahronoth, l’edificio in cui risiede il console statunitense in Israele è stato colpito da frammenti di missili intercettati durante lanci diretti a Gerusalemme. Non si sono registrate vittime in seguito a questo specifico incidente.

  • 11:38

    Araghchi: “Altri paesi evitino azioni che possano allargare il conflitto”

    L’Iran ha avvertito gli altri Paesi “ad astenersi da qualsiasi azione che possa portare un’escalation e a un’estensione del conflitto“. Lo ha detto il ministro degli Esteri Abbas Araghchi in un colloquio telefonico con l’omologo francese Jean-Noel Barrot, secondo un comunicato del ministero di Teheran, all’indomani della richiesta di Donald Trump ad alcuni Paesi, tra cui Francia, Cina, Giappone e Regno Unito, a inviare navi militari nello Stretto di Hormuz per garantire la sicurezza del traffico marittimo.

  • 11:23

    Londra: “Valutiamo tutte le opzioni per la riapertura dello Stretto di Hormuz”

    Il governo britannico è in contatto con gli alleati, compresi gli Stati Uniti, per valutare come garantire la sicurezza dello Stretto di Hormuz che resta una “priorità”. Lo ha detto il ministro dell’Energia del Regno Unito, Ed Miliband, ai microfoni della Bbc, spiegando che Londra sta esaminando “tutte le opzioni possibili” per contribuire alla riapertura della rotta marittima, senza tuttavia fornire dettagli operativi. Miliband ha definito “fondamentale” la riapertura dello stretto e ha sottolineato l’urgenza di ridurre le tensioni in Medio Oriente. “Il piano ora deve essere una de-escalation del conflitto”, ha sottolineato il ministro.

  • 10:49

    Araghchi: “Gli Usa hanno droni simili ai nostri e li usano contro i paesi arabi”

    “Gli americani hanno costruito un drone simile al nostro drone, chiamato Lucas, che è del tutto identico, e tramite esso attaccano obiettivi nei paesi arabi”. Lo ha detto il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi in un’intervista ad Al-Arabi Al-Jadeed, precisando che l’Iran “non ha ancora preso di mira aree civili o residenziali nei paesi della regione”. Anche “Israele potrebbe essere dietro gli attacchi contro obiettivi civili nei paesi arabi, con l’obiettivo di distruggere le relazioni con l’Iran”, ha aggiunto, “siamo pronti a formare un comitato con i Paesi della regione per indagare sugli obiettivi che sono stati attaccati. I nostri attacchi prendono di mira solo le basi e gli interessi americani nella regione”.

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