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Iran, drone contro una base in Kuwait: nessun italiano ferito. Crosetto: “Resta solo il personale essenziale”. Portolano: “Distrutto velivolo indispensabile”. Tajani: “Missioni continuano”

Proseguono gli spostamenti, ma resta personale essenziale. Seul apre all'invio di navi nello Stretto di Hormuz. Trump: "Teheran vuole un accordo, io no". La replica: "Non vediamo nessuna ragione per negoziare". Israele: "La guerra durerà almeno altre 3 settimane"
Iran, drone contro una base in Kuwait: nessun italiano ferito. Crosetto: “Resta solo il personale essenziale”. Portolano: “Distrutto velivolo indispensabile”. Tajani: “Missioni continuano”
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L’Iran a Trump: “Non vediamo nessuna ragione per negoziare”

L’Iran “non vede alcuna ragione di negoziare” con gli Stati Uniti. Lo ha detto il ministro degli Esteri iraniano Araghchi intervistato da Face the Nation sulla Cbs, commentando le parole di Donald Trump secondo cui Teheran vuole “concludere un accordo” per porre fine alla guerra. “Avevamo colloqui in corso con loro quando hanno deciso di attaccarci ed è la seconda volta” che succede, ha sottolineato Araghchi in riferimento ai raid Usa sull’Iran di giugno 2025 durante i negoziati.

Momenti chiave

    • 19:23

      Cinque feriti in attacco all’aeroporto di Baghdad

      Un attacco missilistico all’aeroporto internazionale di Baghdad, che ospita una sede diplomatica statunitense, ha ferito cinque persone, tra cui membri del personale di sicurezza, secondo quanto riferito dalle autorità irachene. “Cinque razzi hanno preso di mira l’aeroporto internazionale di Baghdad e l’area circostante, ferendo quattro dipendenti dell’aeroporto e del personale di sicurezza, e un ingegnere”, ha dichiarato il servizio stampa della sicurezza in un comunicato. Ha aggiunto che i razzi “hanno colpito l’aeroporto e un impianto di desalinizzazione dell’acqua”, mentre altri sono caduti vicino a una prigione dove sono detenuti sospetti membri del gruppo Stato Islamico e a una base aerea irachena adiacente a una sede diplomatica statunitense.

    • 19:12

      Crosetto: “In base Kuwait c’è solo il personale essenziale”

      “Questa mattina in Kuwait, presso la base di Al Salem, è stato colpito uno shelter al cui interno era ricoverato un velivolo da ricognizione a pilotaggio remoto della Task Force Air italiana. Tutto il personale militare italiano presente nella base era al sicuro e non è stato coinvolto nell’attacco. Dell’evento ho immediatamente informato il Presidente del Consiglio dei Ministri, i Vice Presidenti del Consiglio e tutti i leader delle forze politiche, sia di maggioranza sia di opposizione, al fine di garantire la massima trasparenza e condivisione della situazione”. Così in una nota il ministro della Difesa Guido Crosetto.

      “Insieme al Presidente del Consiglio ed a tutto il Governo seguo con la massima attenzione l’evoluzione del quadro di sicurezza nell’area, in costante contatto con il Capo di Stato Maggiore della Difesa, con il Comando Operativo di Vertice Interforze (COVI) e direttamente con i comandanti sul campo. La Difesa italiana svolge in quell’area un’importante attività di collaborazione con il Kuwait e, più in generale, con i Paesi del Golfo amici dell’Italia, nella missione nota come Italian National Contingent Command Air – Task Force Air Kuwait avviata già nel 2014 (un pilastro fondamentale del contributo italiano nell’ambito dell’operazione internazionale Prima Parthica/Inherent Resolve contro il DAESH) ed in questo momento sta profondendo i massimi sforzi per favorire una de-escalation della situazione in atto. Già nei giorni scorsi il personale militare era stato ridotto, lasciando nella base esclusivamente quello essenziale. La perdita del velivolo non ha alcun riflesso sulla sicurezza dei nostri militari schierati nell’area”.

    • 18:26

      Attacchi contro base militare all’aeroporto di Baghdad

      Una serie di droni e razzi hanno preso di mira una base militare nel complesso dell’aeroporto di Baghdad, che ospita anche una struttura diplomatica degli Stati Uniti, stando a quanto riferito da tre fonti all’Afp. “Nove attacchi con droni e razzi hanno preso di mira la base militare Victory nell’aeroporto”, ha dichiarato un funzionario della sicurezza, mentre un giornalista dell’Afp ha riferito di aver sentito esplosioni nella capitale. Una terza fonte di sicurezza ha affermato che almeno tre droni sono stati abbattuti. Non è ancora chiaro se la base militare sia stata colpita direttamente. Nessun militare italiano sarebbe comunque coinvolto negli attacchi. Lo apprende l’Ansa da fonti informate.

    • 18:25

      Unifil: “Caschi blu Onu presi di mira in Libano”

      I caschi blu dell’Onu sono stati presi di mira da colpi d’arma da fuoco “probabilmente da gruppi armati non statali”. Lo fa sapere l’Unifil, la forza militare di interposizione dell’Onu in Libano. “Oggi, i caschi blu dell’Unifil sono stati bersagliati da colpi d’arma da fuoco, probabilmente da gruppi armati non statali, in tre diverse occasioni mentre effettuavano pattugliamenti intorno alle loro basi” nel Libano meridionale, ha affermato la forza, aggiungendo che “due pattuglie hanno risposto al fuoco per autodifesa e, dopo brevi scambi, hanno ripreso le loro attività programmate. Nessun soldato di pace è rimasto ferito”

    • 18:15

      Usa: “Trump vuole neutralizzare le capacità nucleari di Teheran”

      L’ambasciatore degli Stati Uniti presso le Nazioni Unite, Mike Waltz, ha assicutato che il conflitto in Iran “non sarà un altro Iraq del 2003”, assicurando che tutte le opzioni sono aperte. Waltz, in un’intervista a Fox News, ha aggiunto che l’obiettivo del presidente americano Donald Trump di neutralizzare le capacità nucleari dell’Iran rappresenta “un punto programmatico fondamentale”, ribadito in ciascuna delle sue tre campagne elettorali, nonché “una promessa che egli intende mantenere per tutti gli americani”.

    • 18:07

      Base in Kuwait, proseguono spostamenti ma resta personale essenziale

      Nella base di Ali Al Salem, in Kuwait, si trovano – secondo le ultime informazioni – attualmente alcune decine di militari. A quanto si apprende il riposizionamento del personale prosegue per una rimodulazione prudenziale. Resta però il personale impiegato per lo svolgimento delle attività essenziali della missione. Nei giorni precedenti dalla base erano già stati spostati 239 militari verso l’Arabia Saudita: su 321 iniziali ne sono rimasti 82.

    • 18:03

      Papa: “Guerra assurda pretesa, basta coinvolgere nome di Dio”

      “Attualmente nel mondo molti nostri fratelli e sorelle soffrono a causa di conflitti violenti, provocati dall’assurda pretesa di risolvere i problemi e le divergenze con la guerra, mentre bisogna dialogare senza tregua per la pace. Qualcuno, poi, pretende addirittura di coinvolgere il nome di Dio in queste scelte di morte, ma Dio non può essere arruolato dalle tenebre”. È il monito del Papa nell’omelia della messa nella parrocchia di Ponte Mammolo.

    • 18:01

      Cina: “Avremo ruolo costruttivo per de-escalation in Medio Oriente”

      Dopo l’invito di Donald Trump a molti Paesi, Cina inclusa, a dispiegare navi da guerra nello Stretto di Hormuz per mettere in sicurezza la regione, un portavoce dell’ambasciata cinese a Washington ha affermato, in una nota citata dalla Cnn, che “tutte le parti hanno la responsabilità di garantire un approvvigionamento energetico stabile e senza intoppi”. Quale “amico sincero e partner strategico dei Paesi mediorientali, la Cina continuerà a intensificare le comunicazioni con le parti interessate – incluse le parti coinvolte nel conflitto – e a svolgere un ruolo costruttivo ai fini della de-escalation e del ripristino della pace”.

    • 16:40

      Araghchi: “Colloqui con l’Italia su Hormuz? Noi contattati da diversi paesi”

      “Non posso citare alcun Paese in particolare, ma siamo stati contattati da diversi Paesi che desiderano garantire un passaggio sicuro alle loro navi”. Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha risposto così ad una domanda della Cbs se stiano negoziando con Italia e Francia sullo Stretto di Hormuz, assicurando che la Repubblica islamica “è aperta ai Paesi che vogliono parlare del passaggio sicuro attraverso lo stretto di Hormuz”. “La decisione spetta alle nostre forze armate, che hanno già deciso di consentire a un gruppo di imbarcazioni appartenenti a diversi Paesi di transitare in condizioni di sicurezza – ha sottolineato – Quindi garantiamo loro la sicurezza per il passaggio perché non abbiamo chiuso questo stretto. Non stanno venendo loro a causa dell’insicurezza che c’è, a causa dell’aggressione da parte degli Stati Uniti”.

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