“Settanta morti nell’attacco alla scuola”
È salito ad almeno settanta morti e novanta feriti, secondo le autorità di Teheran, il bilancio dell’attacco sferrato contro una scuola femminile a Minab, nella provincia iraniana di Hormozgan.
Arabia saudita: “Pronti a tutto per difendere la nostra sicurezza”
Il ministero degli Esteri dell’Arabia saudita esprime “la sua più forte condanna degli attacchi sfacciati e codardi iraniani contro Riad e le provincie orientali. Alla luce di questa aggressione ingiustificata, il Regno afferma che prenderà tutte le misure necessarie per difendere la propria sicurezza e proteggere il proprio territorio, i cittadini e i residenti, compresa l’opzione di rispondere all’aggressione”, si legge in un comunicato.
Ministro Esteri iraniano: “Khamenei è ancora vivo”
“Per quanto ne sappia”, la Guida suprema dell’Iran Ali Khamenei e il presidente Masoud Pezeshkian “sono vivi”. Lo ha affermato il ministro degli esteri iraniano, Abbas Araghchi, in un’intervista concessa a Nbc News. Il ha riferito che negli attacchi di Usa e Israele sono morti “due comandanti”, mentre i più alti esponenti della leadership iraniana – tra cui il capo della magistratura e il presidente del Parlamento – sono sopravvissuti. “Ognuno è ora al suo posto, stiamo gestendo la situazione e tutto va bene”, ha detto Araghchi. L’emittente precisa di non aver potuto finora verificare indipendentemente le informazioni.
I leader del Congresso Usa informati dell’attacco
Il “gruppo degli otto”, i principali leader del Congresso che per legge devono essere informati su questioni di intelligence sensibili, “è stato aggiornato in dettaglio all’inizio della settimana” sulla possibile azione militare in Iran. Lo comunica lo speaker della Camera Usa, Mike Johnson. “Ho ricevuto aggiornamenti dal segretario Rubio e resterò in stretto contatto con il Presidente e il Dipartimento della Guerra mentre procede l’operazione”, ha spiegato Johnson.
Cnn: “Previsti una serie di attacchi con pause per valutare i danni”
I piani militari Usa prevedono una serie di attacchi all’Iran intervallati con delle pause per valutare i danni causati. Lo afferma la Cnn citando un funzionario statunitense.
Zelensky: “Giusto liberare l’Iran dal regime”

“Il regime iraniano ha scelto di diventare complice di Putin e gli ha fornito i droni shahed” utilizzati per colpire l’Ucraina e “anche le tecnologie per produrli”. Ma “anche altre nazioni hanno subito il terrorismo sostenuto dall’Iran. Pertanto, è giusto dare al popolo iraniano la possibilità di liberarsi di un regime terroristico e di garantire la sicurezza di tutte le nazioni che hanno subito il terrorismo proveniente dall’Iran”. Lo scrive il presidente ucraino Volodymyr Zelensky su X.
Nuove esplosioni a Abu Dhabi, Manama e Doha
Lo riferiscono i corrispondenti dell’Afp e testimoni sul posto. Da stamattina si registrano diverse esplosioni nelle capitali dei tre Paesi del Golfo, in seguito al lancio di missili dall’Iran.
Germania, Francia e Regno Unito all’Iran: “Teheran non attacchi altri Paesi nella regione”
Germania, Francia e Regno Unito in una nota congiunta condannano “con la massima fermezza gli attacchi iraniani contro i Paesi della regione”. L’Iran deve astenersi da attacchi militari indiscriminati. Chiediamo la ripresa dei negoziati ed esortiamo la leadership iraniana a perseguire una soluzione negoziata”, si legge ancora. “In ultima analisi, al popolo iraniano deve essere consentito di determinare il proprio futuro”, conclude la nota.
Israele: “Khamenei probabilmente morto, si attende conferma”
Un alto funzionario israeliano ha dichiarato a Channel 1: “Rimarremmo scioccati se Khamenei apparisse in diretta. Secondo la nostra valutazione, non è più tra noi, ma stiamo aspettando una conferma definitiva”. Secondo un’altra fonte israeliana a N12, la guida suprema iraniana “molto probabilmente non è sopravvissuta agli attacchi”.
Iran: “Presto veleremo armi mai viste”
“Trump deve sapere che oggi abbiamo lanciato i missili attingendo solo dalle nostre vecchie scorte. Presto sveleremo armi che non avete mai visto prima”. Lo ha detto l’alto generale dei Guardiani della Rivoluzione iraniani, Ebrahim Jabbari, parlando alla tv di Stato.