Trump: “Tutto ciò che voglio è la libertà del popolo iraniano”
“Tutto ciò che voglio è la libertà per il popolo iraniano”. Lo ha detto Donald Trump in una breve intervista telefonica col Washington Post poco dopo le 4 del mattino. “Voglio una nazione sicura, ed è ciò che avremo”, ha detto il presidente nelle sue prime dichiarazioni degne di nota dopo aver annunciato l’attacco contro l’Iran.
Usa e Israele attaccano l’Iran: l’analisi
Non esiste alcun rapporto di intelligence che affermi che l’Iran fosse in procinto di attaccare, né che si stesse dotando di una bomba atomica (di Lorenzo Forlani)
Negoziatore Oman agli Usa: “Questa non è la vostra guerra”
Il ministro degli Esteri dell’Oman, Badr Albusaidi, che ha mediato i colloqui indiretti sul nucleare tra Stati Uniti e Iran nell’ultimo mese, si è detto “sgomento” per la violenza scoppiata in Medio Oriente. “Negoziati seri e attivi sono stati ancora una volta compromessi. Esorto gli Stati Uniti a non farsi ulteriormente coinvolgere. Questa non è la vostra guerra”, ha dichiarato.
Il Canada sostiene l’operazione Usa
Il primo ministro canadese Mark Carney e il suo ministro degli Esteri, Anita Anand, hanno appoggiato l’attacco americano in Iran. “Il Canada sostiene gli Stati Uniti nell’azione volta a impedire all’Iran di ottenere un’arma nucleare e a impedire al suo regime di minacciare ulteriormente la pace e la sicurezza internazionale”, hanno affermato in una dichiarazione congiunta.
Israele: ucciso il consigliere di Khamenei
Israele stima “con alta probabilità” che nei raid aerei su Teheran sia stato eliminato Ali Shamkhani, segretario del Consiglio di difesa dell’Iran e consigliere politico della Guida Suprema dell’Iran, Ali Khamenei. Lo riferisce l’emittente Canale 12, che descrive Shamkhani come “l’uomo forte dietro il programma nucleare dei Pasdaran” e “tra le figure più estremiste del regime”.
Piantedosi dispone rafforzamento rafforza sicurezza su obiettivi Usa e Israele
Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, dopo un confronto con il capo della polizia Vittorio Pisani, ha fatto diramare sul territorio una disposizione urgente per sensibilizzare e rafforzare i dispositivi di sicurezza su obiettivi ritenuti di prioritaria sensibilità, statunitensi e isrealiani come sedi diplomatiche, consolati, strutture religiose e centri culturali. L’alert del Viminale riguarda anche le strutture operative di pronto intervento sul territorio.
Israele: “Colpiti centinaia di obiettivi militari iraniani”
L’Esercito israeliano ha annunciato oggi di aver colpito nell’ovest dell’Iran “centinaia di obiettivi militari iraniani, compresi lanciamissili”, negli attacchi lanciati con gli Stati Uniti. “Parallelamente ai raid dell’Aeronautica in Iran – fanno sapere le Idf – il dispositivo di difesa antiaerea identifica e intercetta le minacce dall’Iran contro lo Stato di Israele”.
Tajani: “All’Iran non conviene indurire la situazione sullo stretto di Hormuz”
“Non so quanto convenga all’Iran indurire la situazione” e chiudere lo Stretto di Hormuz, al momento la circolazione viene garantita perché “stiamo aggirando quella parte di mare con le missioni Atalanta e Aspides. Ci auguriamo che sia sufficiente questo per garantire la libertà di circolazione”. Lo ha dichiarato il vice premier e ministro degli Esteri Antonio Tajani incontrando i giornalisti alla Farnesina. “Se l’Iran indurisce la situazione che vuol dire che il regime è in difficoltà, non lo hanno fatto l’altra volta e al momento non hanno fatto minacce di questo genere, però ripeto la situazione può degenerare un momento in altro”, ha aggiunto.
Le tensioni nello Stretto di Hormuz rappresentano uno dei principali rischi per la stabilità globale, poiché si tratta del punto di transito marittimo più critico al mondo per il commercio di energia. Situato tra l’Iran e l’Oman, lo stretto è un “collo di bottiglia” largo solo 33 km nel suo punto più stretto. La sua rilevanza è dovuta al transito di petrolio – da qui passa infatti circa il 20% della domanda mondiale di greggio (17-18 milioni di barili al giorno) – e gas – con oltre il 25% delle esportazioni globali di Gas Naturale Liquefatto (GNL), provenienti soprattutto dal Qatar, che passa da qui. Inoltre è l’unica via d’uscita dal Golfo Persico verso i mercati aperti per paesi come Arabia Saudita, Iraq, Kuwait e Emirati Arabi Uniti.
L’Iran ha ripetutamente minacciato di chiudere lo Stretto come forma di rappresaglia, un’azione che secondo gli esperti farebbe schizzare il prezzo del petrolio sopra i 120 dollari al barile. Recentemente Teheran ha avviato manovre militari congiunte con Russia e Cina nell’area per dimostrare la propria capacità di controllo delle rotte.
Il controllo dello stretto è regolamentato da accordi che prevedono corridoi di transito internazionale, ma la continua presenza di navi da guerra della US Navy e della marina iraniana rende l’area un costante teatro di potenziali incidenti.
Mosca: “Contro Teheran attacco sconsiderato”
Il ministero degli Esteri russo ha condannato gli attacchi statunitensi e israeliani contro l’Iran e ha chiesto l’immediato ritorno a una risoluzione politica e diplomatica. “La mattina del 28 febbraio, le forze armate statunitensi e israeliane hanno lanciato attacchi aerei sul territorio iraniano. La portata e la natura dei preparativi politico-militari e propagandistici che hanno preceduto questa mossa sconsiderata, incluso il dispiegamento di un’ingente forza militare statunitense nella regione, non lasciano dubbi sul fatto che si sia trattato di un atto di aggressione armata pianificato e non provocato contro uno Stato membro sovrano e indipendente delle Nazioni Unite, in violazione dei principi e delle norme fondamentali del diritto internazionale”, ha affermato il ministero in una dichiarazione pubblicata sabato sul suo sito web, come riporta Interfax. Il ministero poi condanna il fatto che “gli attacchi vengano nuovamente perpetrati sotto le mentite spoglie di un rinnovato processo negoziale, presumibilmente concepito per garantire una normalizzazione a lungo termine della situazione intorno alla Repubblica Islamica, e nonostante i segnali trasmessi alla parte russa circa la mancanza di interesse degli israeliani per uno scontro militare con gli iraniani”.