Sanchez: “Rifiutiamo l’azione unilaterale di Israele e Usa”
“Rifiutiamo l’azione militare unilaterale di Stati Uniti e Israele, che comporta una escalation e contribuisce a un ordine internazionale più incerto e ostile. Allo stesso modo rifiutiamo le azioni del regime iraniano e della Guardia rivoluzionaria“. Con questo messaggio su X, il premier spagnolo, Pedro Sanchez, ha respinto gli attacchi unilaterali di Stati Uniti e Israele in Iran e ha fatto appello a una de-escalation e al rispetto del diritto internazionale. “Non possiamo permetterci un’altra guerra prolungata e devastatrice in Medio Oriente, scrive il leader socialista. “Esigiamo la de-escalation immediata e il pieno rispetto del diritto internazionale” è l’appello del leader socialista. “E’ ora di riprendere il dialogo e raggiungere una soluzione politica duratura per la regione”, conclude.
Wall Street Journal: “Così Teheran promuove la sua risposta”
Sms agli iraniani, inviati dalle autorità della Repubblica islamica. A raccontarlo è il Wall Street Journal secondo cui le autorità stanno inviando messaggi ai clienti della telefonia mobile sulla risposta dell’Iran all’operazione di Usa e Israele per tenere alto il morale della popolazione. “Questa volta la risposta dell’Iran è stata più rapida, devastante ed estesa rispetto alla guerra dei 12 giorni (della scorsa estate) – afferma un messaggio, ricostruisce il Wsj – Le Forze armate iraniane hanno lanciato una risposta globale contro le basi di Usa e Israele”.
Il Congresso si spacca
Il Congresso si spacca sull’attacco all’Iran. Il deputato repubblicano Thomas Massie, nemico del presidente, parla di “atto di guerra senza autorizzazione del Congresso“. Il senatore democratico Rube Gallego mette invece in evidenza come si può “sostenere il movimento democratico e gli iraniani senza l’invio di truppe”. Il senatore repubblicano Lindsey Graham, alleato di Trump, festeggia l’attacco definendolo “giustificato e dovuto”, mentre l’altro conservatore Roger Wicker lo ha ritenuto “un’operazione necessaria per proteggere gli americani e i loro interessi”. Il senatore democratico John Fetterman, che lo scorso anno aveva sostenuto gli attacchi Usa contro gli impianti nucleari iraniani, ha elogiato i raid di oggi. “Il presidente Trump è stato disposto a fare ciò che è giusto e necessario per produrre una vera pace nella regione. Dio benedica gli Stati Uniti, il nostro grande esercito e Israele”, ha dichiarato Fetterman in un post su X.
Nuove esplosioni a Dubai
Nuove esplosioni sono state avvertite a Dubai, dove già stamattina erano stati intercettati missili iraniani. Lo riferiscono testimoni sul posto.
Lavrov parla con Araghchi: “Pronti a cercare soluzioni pacifiche”
Il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, ha avuto oggi un colloquio telefonico con l’omologo iraniano Abbas Araghchi nel quale “ha condannato l’attacco armato non provocato degli Stati Uniti e di Israele, in violazione dei principi e delle norme del diritto internazionale e ignorando completamente le gravi conseguenze per la stabilità e la sicurezza regionali e globali”. Lo riferisce il ministero degli Esteri di Mosca, aggiungendo che Lavrov ha chiesto di “porre immediatamente fine agli attacchi” e ha ribadito “la disponibilità della Russia a contribuire alla ricerca di soluzioni pacifiche”.
Trump: “Tutto ciò che voglio è la libertà del popolo iraniano”
“Tutto ciò che voglio è la libertà per il popolo iraniano”. Lo ha detto Donald Trump in una breve intervista telefonica col Washington Post poco dopo le 4 del mattino. “Voglio una nazione sicura, ed è ciò che avremo”, ha detto il presidente nelle sue prime dichiarazioni degne di nota dopo aver annunciato l’attacco contro l’Iran.
Usa e Israele attaccano l’Iran: l’analisi
Non esiste alcun rapporto di intelligence che affermi che l’Iran fosse in procinto di attaccare, né che si stesse dotando di una bomba atomica (di Lorenzo Forlani)
Negoziatore Oman agli Usa: “Questa non è la vostra guerra”
Il ministro degli Esteri dell’Oman, Badr Albusaidi, che ha mediato i colloqui indiretti sul nucleare tra Stati Uniti e Iran nell’ultimo mese, si è detto “sgomento” per la violenza scoppiata in Medio Oriente. “Negoziati seri e attivi sono stati ancora una volta compromessi. Esorto gli Stati Uniti a non farsi ulteriormente coinvolgere. Questa non è la vostra guerra”, ha dichiarato.
Il Canada sostiene l’operazione Usa
Il primo ministro canadese Mark Carney e il suo ministro degli Esteri, Anita Anand, hanno appoggiato l’attacco americano in Iran. “Il Canada sostiene gli Stati Uniti nell’azione volta a impedire all’Iran di ottenere un’arma nucleare e a impedire al suo regime di minacciare ulteriormente la pace e la sicurezza internazionale”, hanno affermato in una dichiarazione congiunta.
Israele: ucciso il consigliere di Khamenei
Israele stima “con alta probabilità” che nei raid aerei su Teheran sia stato eliminato Ali Shamkhani, segretario del Consiglio di difesa dell’Iran e consigliere politico della Guida Suprema dell’Iran, Ali Khamenei. Lo riferisce l’emittente Canale 12, che descrive Shamkhani come “l’uomo forte dietro il programma nucleare dei Pasdaran” e “tra le figure più estremiste del regime”.