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Tel Aviv e Washington attaccano l’Iran. Trump: “Non avrà il nucleare”. Teheran risponde: attacchi contro basi Usa in Qatar, Bahrein, Emirati e Kuwait

Al via l'operazione congiunta Israele-Usa "ruggito del Leone", che durerà "diversi giorni". Nel mirino l’apparato militare iraniano. Decine di morti. Uccisi il Capo dei Pasdaran ed il Ministro della difesa iraniano. Ma Israele attacca anche una scuola nel sud dell'Iran: 24 morti. Khamenei non è a Teheran. Tajani non condanna l'attacco: "Non sarà una guerra lampo, situazione precipitata"
Tel Aviv e Washington attaccano l’Iran. Trump: “Non avrà il nucleare”. Teheran risponde: attacchi contro basi Usa in Qatar, Bahrein, Emirati e Kuwait
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Tajani agli italiani nell’area: “Non uscite da casa o dagli alberghi. Non sarà una guerra lampo, situazione precipitata”

Sono “decine di migliaia” i residenti e i cittadini italiani in Israele e nei Paesi del Medio Oriente che l’Iran ha attaccato per rispondere all’azione congiunta Usa-Israele. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani, parlando dalla Farnesina, chiarisce che agli italiani nei Paesi in questione, è stato detto di non uscire di casa o dai resort e alberghi in cui si trovano. Nessun connazionale è stato ferito, ha aggiunto. “Non sarà una guerra lampo, l’obiettivo durerà giorni e giorni e l’obiettivo è smantellare lo strumento bellico più pericoloso per Israele e per l’area. Abbiamo sempre detto che l’Iran con l’arma atomica e missili a lunga gittata rappresentava un pericolo. Continuerà la missione Aspides. Al momento non c’è reazione dei proxy dell’Iran (Houthi, Hezbollah). Possiamo solo lavorare, come Europa, per una de-escalation, ma ormai la situazione è precipitata. Si può solo spingere per una soluzione diplomatica e per proteggere i cittadini europei“. Ha poi specificato che in Kuwait i Patriot hanno respinto un attacco molto aggressivo sulla base italo-americana. Visto il dispiegamento di forze tra Usa e Israele, il vicepremier – che non condanna l’attacco – è convinto che Teheran non possa contrattaccare a lungo, ma all’orizzonte non vede comunque una conclusione a breve.  

Momenti chiave

    • 10:25

      Emirati chiudono spazio aereo

      I media israeliani riferiscono che il ministero dell’Interno del Bahrein ha annunciato l’attivazione di allarmi per il lancio di missili nel Paese, i residenti hanno ricevuto l’ordine di rimanere nelle aree protette. Gli Emirati Arabi Uniti hanno annunciato la chiusura “temporanea e parziale” del loro spazio aereo. Nel frattempo, le ambasciate Usa negli Emirati Arabi Uniti, in Qatar e in Bahrein hanno chiesto al proprio personale e ai cittadini americani che si trovano in questi Paesi di “mettersi al sicuro”. Per i funzionari diplomatici in queste sedi è stato disposto il lockdown.  

    • 10:19

      Houthi: “Riprendiamo gli attacchi nel Mar Rosso”

      Gli Houthi, il movimento filo-iraniano che controlla ampie zone dello Yemen, tra cui la capitale Sanàa, hanno annunciato la ripresa degli attacchi contro le navi commerciali che transitano attraverso il Mar Rosso. Lo hanno riferito fonti ad al-Arabiya. Intanto il Consiglio politico supremo degli Houthi in una nota ha espresso “piena e ferma solidarietà alla Repubblica Islamica dell’Iran, alla sua leadership, al suo governo e al suo popolo”, condannando l’”aggressione criminale statunitense-israeliana”. In una dichiarazione rilasciata da Sanàa, gli Houthi hanno descritto l’attacco come un “crimine grave” e una “violazione flagrante” della sovranità iraniana, accusando Washington e Israele di ignorare il diritto internazionale, aggiungendo che l’Iran è preso di mira per il suo “rifiuto di sottomettersi all’egemonia americana e sionista” e per il suo sostegno alla Palestina e ai movimenti di resistenza.

    • 10:16

      Internet quasi in totale blackout in Iran

      Un blackout quasi totale di Internet in Iran. Lo riporta Netblocks. “Confermato: i dati mostrano che l’Iran è in questo momento nel mezzo di un blackout quasi totale di Internet con la connessione a livello nazionale al 4% rispetto ai normali livelli”, si legge in un post su X dell’osservatorio di Internet dopo l’annuncio dell’avvio dell’operazione di Usa e Israele contro la Repubblica Islamica.

    • 10:15

      Soccorsi: “Nessun missile iraniano è arrivato sul suolo israeliano”

      I sistemi di difesa aerea hanno intercettato diversi missili lanciati dall’Iran verso Israele. Il portavoce dei soccorsi del Magen David Adom (Mda) ha dichiarato che non sono pervenute segnalazioni di attacchi missilistici andati a segno sul suolo israeliano. Le squadre di soccorso sono state inviate perchè diverse persone sono rimaste ferite mentre cercavano rifugio verso le aree protette e altre hanno avuto attacchi di ansia.  

    • 10:07

      Iran: “Iniziati i primi attacchi contro Israele”

      E’ iniziata “la prima estesa ondata di attacchi con missili e droni” contro Israele. Lo hanno annunciato i Guardiani della rivoluzione in una nota, secondo cui gli attacchi arrivano “in risposta all’aggressione del nemico ostile e criminale contro la Repubblica islamica dell’Iran”.

    • 10:04

      Tajani convoca riunione d’emergenza alla Farnesina. “Ue non so quanto possa fare”

       Alle 10 vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani a SkyTg24 ha convocato una riunione di emergenza alla Farnesina “con tutti gli ambasciatori dell’area per valutare la situazione”. “Noi ci auguriamo che la guerra finisca il prima possibile e abbiamo sempre sostenuto i negoziati, abbiamo sempre detto che l’Iran non poteva avere l’arma atomica”, ha detto Tajani. “Le soluzioni non sono mai quelle di risolvere con la guerra, ma se Israele viene minacciata per la sua esistenza, reagisce attaccando. Il problema, ripeto, è l’arma nucleare e il numero dei missili a lungo raggio dell’Iran che possono colpire anche l’Occidente”. “L’Europa non so quanto possa fare in questo momento, la partita è nelle mani di Iran, Israele e Stati Uniti. Non c’è da essere molto ottimisti in questo momento“, aggiunge, “speriamo che l’Iran rinunci al progetto nucleare perché sarebbe molto pericoloso”.  

    • 10:01

      Wsj: “Per Trump l’Iran non era serio nelle trattative”

      Donald Trump ha stabilito che l’Iran non era seriamente intenzionato a negoziare e ha optato per le opzioni militari dopo aver ricevuto aggiornamenti giovedì scorso sui colloqui a Ginevra. Lo riporta il Wall Street Journal citando alcune fonti, secondo le quali Trump non voleva aspettare un’altra settimana per il nuovo round di colloqui perché non si aspettava che l’Iran cambiasse idea sull’arricchimento dell’uranio. Il presidente ha quindi stabilito che gli attacchi erano la soluzione migliore.

    • 10:00

      Trump: “Potremmo subire perdite, accade spesso in guerra”

      “La mia Amministrazione ha adottato ogni misura possibile per ridurre i rischi per il personale Usa nella regione. Nonostante questo, e non lo dico alla leggera, il regime iraniano vuole uccidere“. E “potremmo perdere le vite di coraggiosi eroi americani e potrebbero esserci delle vittime, accade spesso in guerra”. Lo ha detto Donald Trump nel video diffuso su Truth in cui conferma l’operazione Usa contro l’Iran. 

    • 10:00

      Esplosioni vicino alla residenza di Khamenei

      Un imponente dispositivo di sicurezza è stato dispiegato nel quartiere Pasteur di Teheran dove si trova la residenza della Guida Suprema, Ali Khamenei, dopo i raid israeliani e americani. Lo riferisce un giornalista dell’Afp presente sul posto, precisando che diverse strade risultano bloccate. Colonne di fumo si sono alzate nel quartiere, nel centro della capitale iraniana, dove si trova anche la sede della presidenza. Testimoni citati dall’Afp hanno riferito di aver udito almeno tre esplosioni nella zona.

    • 09:59

      Netanyahu: “Attacco per rimuovere una minaccia esistenziale”

      Israele e Stati Uniti hanno avviato un’operazione per rimuovere la minaccia esistenziale rappresentata dal regime terroristico in Iran. Il regime terroristico omicida non deve essere dotato di armi nucleari che gli consentirebbero di minacciare l’intera umanità”. Lo ha affermato il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, in un discorso effettuato dopo l’attacco all’Iran. 

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