Media: “Khamenei è stato ucciso, recuperato il corpo”
La guida suprema iraniana, Ali Khamenei, è stato ucciso e il suo corpo è stato recuperato dalle rovine del suo palazzo. Lo ha riferito un funzionario israeliano al Times of Israel.
La guida suprema iraniana, Ali Khamenei, è stato ucciso e il suo corpo è stato recuperato dalle rovine del suo palazzo. Lo ha riferito un funzionario israeliano al Times of Israel.
Momenti chiave
“Da questa mattina, circa duecento caccia hanno completato un attacco contro i sistemi missilistici e di difesa del regime nell’Iran occidentale e centrale. Lo ha riferito un portavoce delle Idf, sottolineando come si sia trattato del “più grande attacco nella storia dell’aeronautica militare. I caccia hanno sganciato centinaia di munizioni su circa cinquecento obiettivi, tra cui sistemi di difesa e lanciamissili, in diverse aree dell’Iran contemporaneamente”, ha aggiunto.
La tempistica dell’attacco all’Iran è stata decisa in base alle informazioni di intelligence sugli incontri dei più alti funzionari del regime. Lo riporta il Wall Street Journal citando alcune fonti, secondo le quali tre punti di ritrovo dei funzionari iraniani sono stati colpiti simultaneamente. L’attacco durante il giorno, hanno spiegato, ha aggiunto un ulteriore elemento di sorpresa.
Le Idf hanno denunciato che l’Iran potrebbe aver lanciato contro Israele missili balistici dotati di testate a grappolo. Secondo le forze armate israeliane, queste testate – già impiegate da Teheran durante il conflitto del giugno 2025 – si aprono nella fase di rientro disperdendo circa venti munizioni, ciascuna con un carico esplosivo di circa 2,5 chilogrammi, su un’area che può estendersi fino a un raggio di circa otto chilometri.
Un comandante dei Pasdaran, Ibrahim Jabari, ha dichiarato all’emittente libanese Al-Mayadeen, vicina a Hezbollah, che “la chiusura dello Stretto di Hormuz è attualmente in corso a seguito dell’aggressione contro l’Iran”. Jabari ha poi affermato che i Guardiani della rivoluzione iraniana hanno “lanciato circa 1.200 missili dall’Iran in varie direzioni subito dopo l’attacco”.
“L’Iran continuerà a esercitare il suo diritto all’autodifesa con decisione e senza indugio finché l’aggressione non sarà cessata completamente e incondizionatamente”. Lo scrive il ministro degli Esteri della Repubblica islamica Abbas Araghchi in una lettera inviata al segretario generale e al Consiglio di sicurezza dell’Onu, affermando che “tutte le basi, le strutture e le risorse delle forze ostili nella regione saranno considerate obiettivi militari legittimi nell’ambito dell’esercizio del diritto all’autodifesa da parte dell’Iran, in conformità con l’articolo 51 della Carta delle Nazioni unite”. Araghchi chiede al Consiglio di sicurezza, che si riunirà stasera alle 22, di “agire immediatamente” contro “questo atto di aggressione”.
La premier Giorgia Meloni ha convocato per questa sera a palazzo Chigi un nuovo vertice di governo sulla crisi in Medio Oriente dopo l’attacco di Usa e Israele all’Iran. Già in mattinata Meloni aveva avuto una riunione in collegamento telefonico con il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, l’altro vicepremier e ministro dei Trasporti Matteo Salvini, il ministro della Difesa Guido Crosetto, i sottosegretari alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari, e i vertici dell’intelligence.
Il Dipartimento dei Trasporti degli Stati Uniti ha esortato le navi commerciali a tenersi lontane dal Golfo dopo l’attacco all’Iran: lo Stretto di Hormuz, il Golfo Persico, il Golfo di Oman e il mar Arabico sono soggetti a “significativa attività militare” e “si raccomanda alle navi di tenersi alla larga da quest’area, se possibile”, comunica il Dipartimento in una nota. Alle navi battenti bandiera Usa, di proprietà o con equipaggio statunitense è inoltre ordinato di mantenersi a trenta miglia nautiche da qualsiasi nave militare a stelle e strisce, per evitare di essere scambiate per una minaccia.
“A nessuna nave è consentito passare dallo Stretto di Hormuz”. Lo hanno annunciato in un messaggio via radio i Pasdaran, i Guardiani della rivoluzione iraniana, comunicando la chiusura della rotta di esportazione petrolifera più importante al mondo. A darne notizia è stato un funzionario della missione navale Ue Aspides, citato a condizione di anonimato dall’agenzia internazionale Reuters e poi dai media israeliani. La chiusura dello Stretto non è stata formalizzata da Teheran.
Hezbollah ha condannato l’attacco contro l’Iran. Secondo il “partito armato” sciita libanese, Usa e Israele stanno cercando di privare la Repubblica islamica “del suo diritto naturale e legittimo di beneficiare delle capacità nucleari pacifiche e di sviluppare le sue capacità difensive missilistiche”. Hezbollah ha espresso solidarietà con l’Iran e la sua leadership, esortando i Paesi della regione a opporsi al “piano aggressivo” e a “comprendere i suoi pericoli”.