Media: “Khamenei è stato ucciso, recuperato il corpo”
La guida suprema iraniana, Ali Khamenei, è stato ucciso e il suo corpo è stato recuperato dalle rovine del suo palazzo. Lo ha riferito un funzionario israeliano al Times of Israel.
La guida suprema iraniana, Ali Khamenei, è stato ucciso e il suo corpo è stato recuperato dalle rovine del suo palazzo. Lo ha riferito un funzionario israeliano al Times of Israel.
Momenti chiave
Il Medio Oriente è in fiamme dopo l’attacco congiunto israeliano-americano di questa mattina contro l’Iran. Secondo le tv satellitari arabe, la rappresaglia missilistica delle forze dei Pasdaran ha preso di mira obiettivi americani in tutta l’area del Golfo. Si segnalano attacchi, infatti, contro le basi Usa in Qatar, Bahrein, Kuwait ed Emirati Arabi Uniti. Secondo i media di Manama, missili hanno preso di mira la base della Quinta Flotta, mentre Qatar ed Emirati sarebbero riusciti per il momento a fermare gli attacchi con missili intercettori. Non è chiara la situazione in Kuwait.
Un missile iraniano è stato intercettato dai Patriot americani in Qatar. Lo ha riferito il ministero della Difesa di Doha, citato da Al Jazeera. Secondo l’Afp, le sirene dell’allarme aereo sarebbero risuonate nei pressi della base americana di al Udeid.
Un attacco missilistico ha preso di mira la base della Quinta Flotta americana in Bahrein. Lo ha riferito l’agenzia di stampa ufficiale della monarchia del Golfo, esortando la popolazione ad “attenersi alle istruzioni impartite dalle autorità e a prendere le informazioni da fonti ufficiali”.

I media israeliani riferiscono che il ministero dell’Interno del Bahrein ha annunciato l’attivazione di allarmi per il lancio di missili nel Paese, i residenti hanno ricevuto l’ordine di rimanere nelle aree protette. Gli Emirati Arabi Uniti hanno annunciato la chiusura “temporanea e parziale” del loro spazio aereo. Nel frattempo, le ambasciate Usa negli Emirati Arabi Uniti, in Qatar e in Bahrein hanno chiesto al proprio personale e ai cittadini americani che si trovano in questi Paesi di “mettersi al sicuro”. Per i funzionari diplomatici in queste sedi è stato disposto il lockdown.
Gli Houthi, il movimento filo-iraniano che controlla ampie zone dello Yemen, tra cui la capitale Sanàa, hanno annunciato la ripresa degli attacchi contro le navi commerciali che transitano attraverso il Mar Rosso. Lo hanno riferito fonti ad al-Arabiya. Intanto il Consiglio politico supremo degli Houthi in una nota ha espresso “piena e ferma solidarietà alla Repubblica Islamica dell’Iran, alla sua leadership, al suo governo e al suo popolo”, condannando l’”aggressione criminale statunitense-israeliana”. In una dichiarazione rilasciata da Sanàa, gli Houthi hanno descritto l’attacco come un “crimine grave” e una “violazione flagrante” della sovranità iraniana, accusando Washington e Israele di ignorare il diritto internazionale, aggiungendo che l’Iran è preso di mira per il suo “rifiuto di sottomettersi all’egemonia americana e sionista” e per il suo sostegno alla Palestina e ai movimenti di resistenza.
Un blackout quasi totale di Internet in Iran. Lo riporta Netblocks. “Confermato: i dati mostrano che l’Iran è in questo momento nel mezzo di un blackout quasi totale di Internet con la connessione a livello nazionale al 4% rispetto ai normali livelli”, si legge in un post su X dell’osservatorio di Internet dopo l’annuncio dell’avvio dell’operazione di Usa e Israele contro la Repubblica Islamica.
I sistemi di difesa aerea hanno intercettato diversi missili lanciati dall’Iran verso Israele. Il portavoce dei soccorsi del Magen David Adom (Mda) ha dichiarato che non sono pervenute segnalazioni di attacchi missilistici andati a segno sul suolo israeliano. Le squadre di soccorso sono state inviate perchè diverse persone sono rimaste ferite mentre cercavano rifugio verso le aree protette e altre hanno avuto attacchi di ansia.
E’ iniziata “la prima estesa ondata di attacchi con missili e droni” contro Israele. Lo hanno annunciato i Guardiani della rivoluzione in una nota, secondo cui gli attacchi arrivano “in risposta all’aggressione del nemico ostile e criminale contro la Repubblica islamica dell’Iran”.
Alle 10 vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani a SkyTg24 ha convocato una riunione di emergenza alla Farnesina “con tutti gli ambasciatori dell’area per valutare la situazione”. “Noi ci auguriamo che la guerra finisca il prima possibile e abbiamo sempre sostenuto i negoziati, abbiamo sempre detto che l’Iran non poteva avere l’arma atomica”, ha detto Tajani. “Le soluzioni non sono mai quelle di risolvere con la guerra, ma se Israele viene minacciata per la sua esistenza, reagisce attaccando. Il problema, ripeto, è l’arma nucleare e il numero dei missili a lungo raggio dell’Iran che possono colpire anche l’Occidente”. “L’Europa non so quanto possa fare in questo momento, la partita è nelle mani di Iran, Israele e Stati Uniti. Non c’è da essere molto ottimisti in questo momento“, aggiunge, “speriamo che l’Iran rinunci al progetto nucleare perché sarebbe molto pericoloso”.
Donald Trump ha stabilito che l’Iran non era seriamente intenzionato a negoziare e ha optato per le opzioni militari dopo aver ricevuto aggiornamenti giovedì scorso sui colloqui a Ginevra. Lo riporta il Wall Street Journal citando alcune fonti, secondo le quali Trump non voleva aspettare un’altra settimana per il nuovo round di colloqui perché non si aspettava che l’Iran cambiasse idea sull’arricchimento dell’uranio. Il presidente ha quindi stabilito che gli attacchi erano la soluzione migliore.