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Conferenza di Monaco, Rubio vuole Bruxelles: “Serve Ue forte, nostri destini sono legati”. Ma Berlino: “No, i problemi restano”

Le relazioni transatlantiche, i conflitti internazionali e l’Ucraina al centro della seconda giornata della Conferenza sulla Sicurezza di Monaco, che prende il via con l’atteso discorso del Segretario di Stato americano
Conferenza di Monaco, Rubio vuole Bruxelles: “Serve Ue forte, nostri destini sono legati”. Ma Berlino: “No, i problemi restano”
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Christine Lagarde (Bce): “Ue deve muoversi verso l’autonomia strategica”

“Oggi chiunque in questa sala riconosce che il commercio è una questione di sicurezza tanto quanto una questione economica. L’interdipendenza economica si è notevolmente approfondita negli ultimi decenni, creando intricate reti di flussi commerciali transfrontalieri. Se una volta questo era visto come una fonte di stabilità, ora è una fonte di vulnerabilità: da sconvolgimenti globali come la pandemia, alla deliberata militarizzazione delle dipendenze”. Lo ha detto la presidente della Bce Christine Lagarde nel suo intervento introduttivo ad un panel durante la Conferenza di Monaco. “Questo cambiamento è di fondamentale importanza per l’Europa. Siamo la più aperta tra le grandi economie. Ora dobbiamo compiere la transizione verso l’autonomia strategica”, ha aggiunto.

La presidente della Bce ha però lanciato un monito contro strategie generiche o troppo ambiziose in settori in cui l’Europa è in ritardo tecnologico, sottolineando che un’autonomia mal calibrata rischierebbe di ridurre la competitività. Secondo Lagarde, l’Unione europea deve capire a fondo punti di forza e debolezza per costruire catene di approvvigionamento resilienti e sicure, elemento che contribuisce direttamente anche alla stabilità economica e alla sicurezza del continente.

Infine, “la Bce deve essere preparata per un contesto più volatile. Con l’affermarsi di politiche industriali più assertive, l’aumento delle tensioni geopolitiche e l’interruzione delle catene degli approvvigionamento, è probabile che le tensioni sui mercati finanziari diventino più frequenti”, ha detto Lagarde nel suo intervento di apertura alla tavola rotonda sulle dipendenze commerciali e le catene di approvvigionamento globali a Monaco. “Dobbiamo evitare una situazione in cui tale stress inneschi vendite forzate di titoli denominati in euro sui mercati finanziari globali”.

Momenti chiave

    • 18:10

      Christine Lagarde (Bce): “Ue deve muoversi verso l’autonomia strategica”

      “Oggi chiunque in questa sala riconosce che il commercio è una questione di sicurezza tanto quanto una questione economica. L’interdipendenza economica si è notevolmente approfondita negli ultimi decenni, creando intricate reti di flussi commerciali transfrontalieri. Se una volta questo era visto come una fonte di stabilità, ora è una fonte di vulnerabilità: da sconvolgimenti globali come la pandemia, alla deliberata militarizzazione delle dipendenze”. Lo ha detto la presidente della Bce Christine Lagarde nel suo intervento introduttivo ad un panel durante la Conferenza di Monaco. “Questo cambiamento è di fondamentale importanza per l’Europa. Siamo la più aperta tra le grandi economie. Ora dobbiamo compiere la transizione verso l’autonomia strategica”, ha aggiunto.

      La presidente della Bce ha però lanciato un monito contro strategie generiche o troppo ambiziose in settori in cui l’Europa è in ritardo tecnologico, sottolineando che un’autonomia mal calibrata rischierebbe di ridurre la competitività. Secondo Lagarde, l’Unione europea deve capire a fondo punti di forza e debolezza per costruire catene di approvvigionamento resilienti e sicure, elemento che contribuisce direttamente anche alla stabilità economica e alla sicurezza del continente.

      Infine, “la Bce deve essere preparata per un contesto più volatile. Con l’affermarsi di politiche industriali più assertive, l’aumento delle tensioni geopolitiche e l’interruzione delle catene degli approvvigionamento, è probabile che le tensioni sui mercati finanziari diventino più frequenti”, ha detto Lagarde nel suo intervento di apertura alla tavola rotonda sulle dipendenze commerciali e le catene di approvvigionamento globali a Monaco. “Dobbiamo evitare una situazione in cui tale stress inneschi vendite forzate di titoli denominati in euro sui mercati finanziari globali”.

    • 17:58

      Ministro degli Esteri iraniano: “Trieste che Ue abbia perso ogni peso politico nella nostra regione”

      “Triste vedere che la solitamente seria Conferenza sulla sicurezza di Monaco sia diventata il ‘Circo di Monaco’ quando si tratta dell’Iran”. Lo ha scritto su X il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi. “Questo declino, con la preferenza data alla forma piuttosto che alla sostanza, porta con sé messaggi importanti”, ha spiegato. “L’Ue sembra confusa, radicata in un’incapacità di comprendere cosa stia accadendo all’interno dell’Iran; strategicamente, un’Ue senza direzione ha perso ogni peso geopolitico nella nostra regione; la Germania, in particolare, sta guidando la strada nell’affidare completamente la sua politica regionale a Israele”, ha proseguito. “La traiettoria complessiva dell’Europa è terribile, a dir poco. Cosa significa tutto ciò, in termini pratici? La paralisi e l’irrilevanza dell’Ue si manifestano nelle dinamiche che circondano i colloqui attuali sul programma nucleare dell’Iran. Un tempo interlocutore chiave, l’Europa ora è scomparsa. Al suo posto, i nostri amici nella regione sono molto più efficaci e utili di una Europa a mani vuote e marginale”, ha concluso.

    • 17:54

      Ursula von der Leyen: “Tempo di far salire più che mai il costo della guerra per la Russia”

      “Ora è il momento di far salire più che mai il costo della guerra della Russia. Per portare Putin al tavolo dei negoziati con intenzioni sincere. Le sanzioni funzionano. E funzionano al meglio quando sono coordinate”. Ha scritto così in un post su X Ursula von der Leyen, riferendo di un “buon incontro” con Lindsey Graham e una delegazione bipartisan di senatori Usa nel giorno della Conferenza sulla sicurezza di Monaco.

      “Il ventesimo pacchetto di sanzioni dell’Europa aumenterà ulteriormente la pressione tramite misure su energia, servizi finanziari e commercio e contrastando l’elusione delle sanzioni – rimarca – Proponiamo un divieto totale sui servizi marittimi che può isolare ulteriormente la Russia e ridurre i proventi dei combustibili fossili soprattutto se ben coordinato con i nostri partner del G7 e gli Stati Uniti”.

    • 17:17

      Pistorius a Rubio: “Escludere l’Ue danneggia alleanza e rafforza gli avversari”

      “Sì, le nostre organizzazioni internazionali non sono riuscite a risolvere crisi e conflitti. Ma la soluzione non può essere che una grande potenza agisca da sola. Questo potrebbe funzionare nel breve termine. In un mondo con più grandi potenze in competizione, questo non funzionerà sicuramente nel lungo termine”. Lo ha detto il ministro della Difesa tedesco, Boris Pistorius, nel suo intervento alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco, rispondendo indirettamente al segretario di Stato americano, Marco Rubio che, sempre dal palco di Monaco, ha affermato che l’ordine internazionale del passato era fallito e che gli Stati Uniti dovevano compensarlo. “Esiste una soluzione migliore, ovvero la riforma e il rafforzamento delle organizzazioni internazionali. La pace e la sicurezza possono essere raggiunte solo insieme”, ha detto ancora Pistorius. “Mettere in discussione l’integrità territoriale e la sovranità di uno Stato membro della Nato. Escludere gli alleati europei da negoziati cruciali per la sicurezza del continente. Tutto ciò danneggia la nostra alleanza e rafforza i nostri avversari”, ha affermato il ministro tedesco.

    • 17:16

      Il polacco Sikorsky: “Paghiamo noi per Kiev, ci è dovuto un posto al tavolo”

      “Adesso siamo noi che paghiamo per l’Ucraina. Gli americani non hanno più pagato nulla. Non ci sono pacchetti del Congresso neppure in prospettiva. E quindi ci spetta un posto al tavolo dei negoziati”. Lo ha detto il ministro degli Esteri polacco Radoslaw Sikorsky, intervenendo a un panel a Monaco con i ministri degli Esteri ucraino e tedesco.

      Se i russi dovessero attraversare i confini della Polonia con i panzer, Varsavia si aspetterebbe l’applicazione dell’articolo 5 della della Nato, “e il piano è molto semplice a quel punto: noi vinciamo e loro perdono”, ha risposto Sikorsky a una domanda su cosa accadrebbe se la Russia attaccasse con i panzer.

    • 16:51

      La portavoce degli Esteri a Mosca, Zakharova: “Rinvii elezioni di Zelensky sono deliri di un malato”

      La portavoce del Ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha definito “i deliri di un malato” le dichiarazioni di Volodymyr Zelensky sul rinvio a tempo indeterminato delle elezioni in Ucraina, ribadito nell’intervento alla Conferenza di Monaco sulla sicurezza. “Quello che dice Zelensky non si può più nemmeno chiamare dichiarazioni: sono i deliri di un malato, un segno di squilibrio mentale. Le prove sono numerosissime”, ha affermato ai giornalisti, citata dalla Tass. “Prima invita tutti a organizzare il processo elettorale e poi, in un attimo, o ci ripensa o rinvia tutto: ormai è impossibile persino capirlo”, ha aggiunto. Zakharova ha infine osservato che “non sorprende più” il modo in cui “il regime di Kiev si prende gioco dell’Ucraina”, sostenendo che “da tempo abbiamo visto come distruggono la statualità ucraina”.

    • 16:38

      La premier danese Frederiksen: “Trump non ha cambiato retorica sulla Groenlandia”

      “Il presidente Trump non ha cambiato la retorica. Continua a prendere il tema molto sul serio”. Lo ha detto la premier danese Matte Frederiksen, a Monaco, partecipando al panel dedicato alla sicurezza transatlantica del summit, rispondendo a una domanda sulla Groenlandia. La premier ha rimarcato di non essere d’accordo con il presidente Usa, aggiungendo di avere il sostegno europeo. “E anche tanti nostri amici americani non la pensano come lui. Ma sappiamo che dobbiamo fare di più per la sicurezza dell’Artico” , ha affermato.

      La Groenlandia potrebbe avere un prezzo? “No naturalmente no. Si potrebbe dire quanto costa un pezzo della Spagna o degli Usa? O di un’altra parte del mondo?”, ha detto Frederiksen rispondendo a una domanda al summit sulla sicurezza. La Groenlandia fa parte del Regno danese, ha rimarcato, e “gli abitanti hanno detto chiaramente: non vogliamo diventare americani, vogliamo essere groenlandesi”. Inoltre, ha aggiunto, “vorrei dire chiaramente che se un paese della Nato attacca un altro paese della Nato, è game over. Si chiude”.

    • 16:34

      Armi nucleari, Sanchez: “Spesi 11 milioni di euro l’ora”. L’appello alle grandi potenze

      “Dobbiamo fermare Putin. Dobbiamo rafforzare la nostra deterrenza, ma facciamolo in modo coordinato e mirato, che possiamo controllare. Costruiamo un vero esercito europeo, non tra dieci anni ma ora: la Spagna contribuirà con tutte le risorse necessarie”. Lo ha detto il premier spagnolo, Pedro Sanchez, nel suo intervento alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco. “Rafforziamo il sistema multilaterale riformando e potenziando quelle istituzioni che, pur con i loro limiti, hanno mantenuto la pace in Occidente per decenni. E investiamo nei valori di solidarietà, empatia e cooperazione che ci hanno portato fin qui, perché il riarmo di cui il mondo ha più urgentemente bisogno è quello morale”, ha detto ancora Sanchez.

      “Ci sono compromessi su cui non siamo d’accordo quando si tratta di questo 5% del Pil e della difesa. L’attenzione dovrebbe essere su come lo spendiamo, e non necessariamente sulla tecnologia di difesa degli Stati Uniti”, ha aggiunto. Quanto alla questione della deterrenza nucleare, anch’essa sul tavolo del summit, Sanchez ha detto che “Una corsa al riarmo nucleare da parte delle grandi potenza sarebbe un errore storico che non possiamo ripetere”. “Settant’anni fa, i nostri genitori e nonni giunsero alla conclusione che la deterrenza nucleare fosse un modo troppo costoso e rischioso per evitare conflitti tra nazioni: troppo costoso perché richiede investimenti pubblici colossali, troppo pericoloso perché in più occasioni errori tecnici o umani sfiorarono una guerra nucleare totale tra l’Occidente e l’ex Unione Sovietica, che avrebbe portato l’umanità sull’orlo dell’estinzione”.

      “Dopo alcuni decenni, i nostri predecessori capirono che i rischi della deterrenza nucleare superavano di gran lunga i suoi benefici per la pace. Compresero che un sistema che richiede zero errori e correzioni costanti per evitare la distruzione totale non è una garanzia, ma una scommessa. Il presidente Ronald Reagan disse: ‘Una guerra nucleare non può essere vinta e non deve mai essere combattuta’. E John F. Kennedy affermò: ‘Le armi di guerra devono essere abolite prima che aboliscano noi’. Non era una questione di destra o sinistra, ma di fare la cosa giusta”, ha detto ancora Sanchez, ricordando che “questa consapevolezza collettiva portò a un accordo internazionale per avviare un processo graduale e verificabile di disarmo nucleare”.

      E avverte: “La tendenza si sta invertendo: le potenze nucleari hanno dimenticato le lezioni del passato e stanno di nuovo espandendo i loro arsenali. Insieme spendono oltre 11 milioni di dollari ogni ora. Gli esperti stimano che solo gli Stati Uniti investiranno 946 miliardi di dollari nel nucleare nel prossimo decennio, abbastanza per sradicare la povertà estrema globale”. Infine l’appello: “Chiedo umilmente a tutte le grandi potenze: fermate il riarmo nucleare, sedetevi a negoziare e firmate un nuovo trattato New Start per garantire continuità a quello appena scaduto”.

    • 14:42

      In 250mila manifestano contro le autorità iraniane a Monaco di Baviera

      Un’enorme affluenza al Theresienwiese di Monaco di Baviera per una manifestazione contro il regime iraniano. Come riporta Bild, la polizia bavarese stima che il numero dei dimostranti sia di circa 250.000. La gente sta manifestando pacificamente contro il regime dei mullah in Iran, alcuni sventolando bandiere statunitensi e israeliane, in quella che è finora la più grande manifestazione a Monaco. La polizia teme che i trasporti pubblici possano essere sovraffollati, poiché solo due linee ferroviarie partono dal Theresienwiese, il principale spazio pubblico della capitale bavarese.

       

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