Tajani: “Evidentemente sulla sicurezza qualcosa non ha funzionato”
“Mi pare privo di senso mettere fuochi pirotecnici al chiuso, con ragazzi che salgono sulle spalle di altri, senza controllo. Evidentemente qualcosa non ha funzionato negli impianti antincendio” . Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani parlando con i giornalisti a Crans-Montana. “Le immagini del disastro mi portano a pensare che qualcosa non abbia funzionato” sul piano della sicurezza, sottolinea.
Palazzo Chigi: “Al momento 13 italiani feriti, sei dispersi. Non noti i dati sui deceduti”
“Al momento risultano 13 cittadini italiani feriti, per i quali si stanno organizzando i trasferimenti, al fine di assicurare le più adeguate cure. Risultano, al momento, sei dispersi. Non sono ancora noti i dati sui deceduti”. E’ quanto si legge in una nota di Palazzo Chigi sulla tragedia avvenuta a Capodanno in Svizzera. “Dopo i primi soccorsi, prestati con elicotteri della Protezione civile dalla Regione Valle d’Aosta e personale sanitario e tecnico del soccorso alpino valdostano, è stata attivata la Centrale Remota Operazioni di Soccorso Sanitario (Cross) per il trasferimento in Italia dei feriti (non solo italiani)”, prosegue la nota.
“Ai primi tre pazienti giunti all’Ospedale Niguarda di Milano – viene spiegato – si è aggiunto un paziente trasferito questa mattina; altri tre trasferimenti avverranno in data odierna e si proseguirà nei prossimi giorni secondo un calendario condiviso con le autorità sanitarie elvetiche”. “Già da questa notte sono stati inviati in Svizzera i team: di valutazione e coordinamento generale del Dpc; di supporto tecnico dalla Regione Piemonte; di sanitari esperti nella gestione dei pazienti grandi ustionati della Regione Lombardia, al fine di valutare le condizioni sanitarie e di trasportabilità; di psicologi dedicati al supporto dei familiari dei feriti”, si legge ancora nel comunicato.
“L’identificazione delle vittime” della strage di Capodanno in Svizzera “è particolarmente complessa a causa delle gravi ustioni riportate da molti dei deceduti. Oltre ai tre trasferiti in Italia dl ieri al Niguarda e ai quattro di oggi, il programma prevede nei prossimi giorni il trasferimento dl altri sei, secondo una sequenza in definizione” spiega ancora la nota, ricordando che questa mattina è stato decretato lo Stato di mobilitazione del Servizio nazionale della protezione civile.
“Mia figlia salva grazie a un cambio di programma all’ultimo”
“Sono rimasto atterrito, un fatto gravissimo. Per puro caso mia figlia quest’anno non era a ‘Le Constellation'”, teatro della strage di Crans-Montana. Gian Ettore Gassani, noto avvocato matrimonialista e fondatore dell’Ami (Associazione Avvocati Matrimonialisti Italiani) racconta all’Adnkronos come un cambio di programma dell’ultimo minuto sia stato provvidenziale per sua figlia, “scampata alla tragedia“. “Ero a Stoccolma e avevo già il biglietto per Ginevra, ma per questioni di lavoro ho cambiato programma all’ultimo minuto e sono tornato a Roma – spiega Gassani – Un caso che ha salvato la vita di mia figlia, che avrebbe trascorso sicuramente la serata in quel locale, come è sempre stato negli anni scorsi”. “Mia figlia (19enne, ndr) mi ha confermato che nel locale, al centro di Crans Montana, c’era una piccola scala che conduceva al piano terra e di non aver mai visto uscite di sicurezza e porte anti panico. E’ chiaro che nel momento in cui 200 persone devono scappare all’improvviso e salire su una scala strettissima questa diventa una trappola per topi. Conosco Crans Montana come le mie tasche – aggiunge l’avvocato – ci vado da quando ero ragazzo, è un posto meraviglioso. ‘Le Constellation’ è l’unico ritrovo per i ragazzi e nella notte di Capodanno dopo la mezzanotte si riempie: è l’unica discoteca rimasta, prima lì ce n’erano quattro poi le hanno chiuse, probabilmente per motivi di sicurezza perché erano tutti locali ricavati da sottoscala”.
“La Svizzera – prosegue Gassani – è un posto sicuro dove le regole vengono rispettate. I fatti sono uno smacco alla sua immagine. Sono sicuro che la Procura vallesana non farà sconti a nessuno perché conosco molto bene il sistema lì, scatterà probabilmente un importante giro di vite sui sistemi di sicurezza dei locali. Per il resto, ora c’è tanto dolore, perché ho tanti amici lì…”.
Identificati i 22 pazienti gravi ricoverati a Chuv
Sono stati identificati i 22 pazienti, con ustioni gravi, ricoverati al Centre Hospitalier Universitaire Vaudois (Chuv) di Losanna. Lo rende noto la direttrice generale Claire Charmet in dichiarazioni a Rts. Sulle prognosi, Charmet ha parlato di “valutazioni individuali” e “specifiche per ogni paziente”.
“Mia sorella è una miracolata, considerando le dimensioni della tragedia”
Elena Galli sintetizza così all’Adnkronos ciò che è capitato la notte di Capodanno alla sorella Alessandra, 55 anni, la donna di origini bellunesi rimasta coinvolta nel rogo della discoteca di Crans-Montana. “Lei non doveva nemmeno essere lì: era andata in quel locale solo per riprendere il nipote di una sua amica, insomma per farle un favore. È stata una casualità, una casualità che dire sfortunata è poco”, racconta Elena Galli, cercando di far chiarezza anche sulle circostanze che hanno fatto sì che Alessandra si trovasse nel posto sbagliato nel momento sbagliato.
“Stamattina all’ospedale di Zurigo è stata operata alle sole mani per rimuovere i danni maggiori ma, date le sue condizioni stabili, l’hanno trasferita in quello cantonale di Aarau, anche per fare spazio a casi più gravi del suo. Alessandra ha infatti ustioni di secondo grado anche al viso e agli avambracci e naturalmente non ha quasi più capelli. Con lei ci sono i figli e credo sia già arrivato anche mio cognato”, risponde Elena Galli che al momento non pensa di partire subito per la Svizzera. “No, non ora nell’immediato. Andrò da lei appena gli aspetti sanitari, che ora hanno la priorità, saranno per la maggior parte affrontati – e magari anche risolti – per aiutarla a superare questa cosa che le è capitata. Nella fase post avrà bisogno che le stiamo tutti vicino” conclude Elena.
L’inviato del TgLa7 Guy Chiappaventi si commuove per le vittime
Il giornalista, sul posto per raccontare la strage, lascia spazio alla commozione durante il collegamento.
Tajani: “Nessuna notizia sulle vittime fino a che non saranno confermate”
“Ci vorrà molto tempo ancora, perché soprattutto è difficile il riconoscimento. Adesso vediamo. Prima di parlare di persone non possiamo dare notizie ancora che non siano completamente confermate, quindi per morti o feriti vediamo”. Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, parlando con i media a Crans-Montana. “Qui c’è una task-force, siamo al lavoro. Ci sono in permanenza l’ambasciatore d’Italia e il console generale”, ha detto ancora Tajani, che sull’inchiesta in corso in merito al tragico incendio che ha provocato almeno 47 morti e oltre cento feriti, ha aggiunto che “le autorità svizzere stanno andando avanti per accertare la verità, se ci sono delle responsabilità, anche la polizia dice che l’inchiesta procede nella giusta direzione, mi sembra che ci sia grande determinazione da parte dell’autorità svizzere per individuare le responsabilità. Siamo convinti che l’indagine va nella giusta direzione”.
A Niguarda la maggior parte dei feriti di Crans Montana è lombarda
La maggior parte dei pazienti che tra ieri e oggi vengono ricoverati all’ospedale Niguarda di Milano dopo la strage di Crans-Montana “sono di Milano, dell’area della Lombardia, uno è residente a Como, quindi sono quasi tutti lombardi”. Lo ha spiegato il direttore generale dell’ospedale Alberto Zoli in un punto stampa dove ha chiarito che “questo non vuol dire che abbiamo fatto una selezione per andare a prendere i nostri ragazzi lombardi, ma dipende dalla loro stabilità per potere essere trasportati in questo hub”. “Nel centro ustioni siamo riusciti a garantire anche su pazienti che hanno bisogno di ventilazione assistita già da ieri 16 posti, quindi oltre la capienza nostra abituale di 12 posti – ha aggiunto -. La disponibilità è garantita, tanto da poter fare arrivare oggi altri quattro pazienti che andranno ricoverati nei reparti”. Filippo Galbiati, direttore Medicina d’urgenza e Pronto Soccorso del Niguarda ha invece spiegato che “sono pazienti critici e hanno bisogno di una valutazione immediata dell’estensione dell’ustione, li medichiamo in pronto soccorso subito ma poi va valutato bene ed esclusa la presenza di traumi interni”. Ieri sera quando sono arrivati i primi tre feriti “avevamo tre équipe” dedicate “con oltre 25 sanitari. C’è stata una riposta importante dai nostri sanitari“, ha concluso.