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Crans-Montana, si indaga per omicidio colposo: interrogati i titolari. La difesa: “Controllati tre volte, tutto a norma”

Almeno quaranta morti e 119 feriti, "ma i numeri sono destinati a evolvere". Sei ragazzi italiani dispersi. La procuratrice conferma: "Il rogo probabilmente partito da un bengala"
Crans-Montana, si indaga per omicidio colposo: interrogati i titolari. La difesa: “Controllati tre volte, tutto a norma”
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Momenti chiave

    • 12:56

      Le prime bare alla camera mortuaria di Sion

      Diverse bare con le spoglie delle vittime dell’incendio di Capodanno a Crans-Montana in Svizzera stanno arrivando alla camera mortuaria di Sion. Poco dopo le 11, una prima bara è arrivata in questo centro a circa 30 km dalla località sciistica teatro della strage, ha constatato l’Afp.  

    • 12:55

      Bertolaso: “Entro questa sera 7 dei nostri ragazzi feriti saranno ricoverati al Niguarda”

      Il punto dell’assessore al Welfare della Lombardia sui giovani connazionali rimasti ustionati nel rogo.

    • 12:45

      “Il bar aveva un punteggio di valutazione sulla sicurezza di 6,5 su 10”

      Dopo oltre 24 ore dal tragico incendio, continuano le polemiche sul bar ‘Le Constellation’ di Crans-Montana con i media svizzeri che ricordano come il locale avesse ottenuto un punteggio di valutazione sulla sicurezza di 6,5 su 10. Il bar “pubblicizzava feste con fuochi d’artificio a base di champagne, con segni di carenze in materia di sicurezza, come un’unica via di fuga e materiali infiammabili che sollevano interrogativi”, scrive Blick citando anche i video, girati nel locale prima della tragedia, che alimentano “le speculazioni sulla causa dell’incendio”.
      Il lounge bar ‘Le Constellation’ era un popolare luogo di ritrovo nella stazione sciistica vallesana: un caffè di giorno, un bar e discoteca di notte, con una capienza di circa 300 persone. I DJ si esibivano regolarmente e l’atmosfera festosa attirava un pubblico prevalentemente giovane e internazionale. Secondo le guide turistiche e le recensioni online, il bar era considerato un luogo alla moda per l’après-ski e la vita notturna, un posto dove concludere la serata in grande stile. Tanta legna e una sola via di fuga ma – prosegue il media svizzero – dietro la facciata glamour, “emergono indizi di potenziali carenze in termini di sicurezza: una sola via non solo d’uscita ma anche di accesso al seminterrato, che avrebbe ostacolato l’evacuazione in caso di emergenza. Inoltre, era arredato con molti elementi in legno e aveva un’area separata per fumatori. Fattori che oggi, a posteriori, appaiono particolarmente critici”. Un controverso video promozionale su YouTube mostra, tra le altre cose, donne che tengono in mano bottiglie di champagne da cui escono – ricorda Blick – “fuochi d’artificio accesi. Portano anche secchi pieni di questi oggetti in fiamme sulle spalle”.  

    • 12:34

      Papa Leone: “Vicinanza e compassione per le famiglie”

      “Avendo appreso del tragico incendio avvenuto a Crans-Montana nella notte del 1° gennaio, che ha causato più di quaranta morti e numerosi feriti, Sua Santità Papa Leone XIV si unisce al lutto delle famiglie e di tutta la confederazione elvetica. Egli desidera manifestare ai familiari delle vittime la sua compassione e la sua sollecitudine. Prega il Signore di accogliere i defunti nella sua dimora di pace e di luce e di sostenere il coraggio di coloro che soffrono nel cuore o nel corpo. Che la madre di Dio, nella sua tenerezza, porti il conforto della fede a tutte le persone colpite da questo dramma e le custodisca nella speranza”. Così il segretario di Stato Vaticano Pietro Parolin in un telegramma inviato a monsignor Jean-Marie Lovey, vescovo di Sion. 

    • 12:33

      Bertolaso: “15enne in arrivo da Berna e altri tre feriti”

      “Abbiamo ricoverato da ieri sera tre ragazzi, una giovane quasi 30enne e gli altri sono 2 ragazzini 15enni. Oggi stiamo organizzando tutto il trasbordo dei giovani ospiti italiani che sono ricoverati nei vari ospedali della Svizzera. La parte significativa di questa iniziativa è stata aver inviato questo gruppo di nostri tecnici che è partito ieri sera, tutti esperti in problematiche di ustioni dell’ospedale Niguarda che hanno girato i vari ospedali in Svizzera. Questa mattina abbiamo avuto le cartelle cliniche di tutti i ricoverati negli ospedali e questo ci ha permesso di stabilire i pazienti che possono essere trasportati con elicottero e di identificare quelli che al momento per le grandi ustioni non possono essere trasferiti a Milano. Oggi dovremmo riuscire a trasferire nel nostro ospedale 4 dei giovani che sono ancora feriti, il primo dovrebbe essere in arrivo questo mattina è un ragazzo di 15 anni che arriva dall’ospedale di Berna. L’elicottero è a Berna ma abbiamo problemi di meteo perché c’è nebbia e quindi l’attraversamento delle Alpi è problematico. Quando il meteo lo permetterà arriverà qui, spero entro la mattinata”. Così l’assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso, nel punto stampa all’ospedale Niguarda per fare un aggiornamento sullo stato di salute dei pazienti italiani feriti nella strage di Crans-Montana. 

    • 12:27

      Aperta l’inchiesta sulla strage

      Sul piano investigativo, sono già stati interrogati diversi testimoni e sono stati sequestrati telefoni cellulari, ora in fase di analisi.

    • 12:26

      Testimoni: “Troppe irregolarità nel bar”

      Dopo il tragico incendio che ha provocato almeno 47 morti e oltre 100 feriti a Crans-Montana, diversi testimoni hanno riferito di molte irregolarità relative alla sicurezza del bar Le Constellation, teatro della strage. “Mi sorprende che ci sia voluto così tanto tempo prima che qualcosa del genere accadesse”, ha raccontato un testimone al quotidiano svizzero Blick, spiegando che all’interno del locale era permesso fumare e che non c’erano controlli da parte di personale e proprietati. Secondo alcune testimonianze, nel locale era permesso l’ingresso anche ai minori di 18 anni, ma anche di 16 anni. Un tredicenne ha raccontato a BfmTv di aver spesso fequentato il bar entrando senza grossi problemi. 

    • 12:25

      Padre di Manfredi Marcucci, 16enne ferito: “Chi era nel bar aveva le mani come le foto della bambina del Vietnam”

      I famigliari di Riccardo Minghetti, giovane romano coinvolto nella strage di Crans-Montana di cui non si avrebbero ancora notizie, sono nella località sciistica svizzera “e stanno aspettando, sperano ancora che Riccardo sia tra i feriti non riconoscibili e vi assicuro che c’erano tanti feriti che non erano riconoscibili”. Lo ha spiegato Umberto Marcucci, padre di Manfredi, uno dei due sedicenni ricoverati all’ospedale Niguarda di Milano dopo la strage di Crans-Montana, parlando con la stampa fuori dal blocco ospedaliero dove è ricoverato il figlio. Manfredi, rimasto gravemente ferito, adesso si trova “in coma farmacologico” all’ospedale Niguarda di Milano. “Lo stanno già operando” ha spiegato il padre Umberto che è stato fra i primi a soccorrerlo.

      Al momento, come ha riferito, ci sono tre amici di suo figlio che non si trovano, “che erano con lui quella sera”.
      “Io quella notte ho visto tantissime persone per terra, dai bar hanno portato cuscini, coperte, lenzuola, cercavano di proteggere le persone come potevano perché chiaramente faceva molto freddo – ha spiegato -, e c’erano circa meno 10 gradi, c’erano una cinquantina di persone per terra con le ambulanze che cercavano di raccogliere più persone possibile. Dentro al bar ce n’erano altrettante, faceva più caldo e anche lì era la stessa situazione, con i paramedici che cercavano di tamponare le situazioni più gravi”.

      “Quando sono andato a prendere mio figlio, dopo lo scoppio dell’incendio, mi ha detto, ‘papà sto male, non so come fare, sto malissimo, mi fanno male le mani’ – ha raccontato ancora -, aveva le mani come le foto della bambina del Vietnam, per intenderci. E tutti quanti avevano le mani così, le ragazze stavano purtroppo peggio perché avevano la gonna con le calze mentre i ragazzi avevano i jeans e quindi proteggevano le gambe”. Manfredi Marcucci adesso si trova “in coma farmacologico – ha concluso -, lo stanno già operando”.  

    • 12:22

      Mamma di un disperso francese: “Hotline satura, viviamo un incubo”

      “Viviamo un incubo senza nome”. Lo ha detto Laetitia, mamma di un ragazzo francese disperso a Crans-Montana di cui non ha notizie dall’1.28 di giovedì notte, a Rtl France. Come molti altri genitori la donna tenta di chiamare la help line istituita dalle autorità svizzere, ma “la linea è satura, non abbiamo altre informazioni”, ha aggiunto Laetitia parlando a Bfmtv. “Dobbiamo sapere dov’è nostro figlio”, ha detto la donna. “Oggi non so in quale ospedale sia mio figlio. Se mio figlio è all’obitorio, non so in quale obitorio sia. Non si possono lasciare più di 40 genitori così, senza notizie. Devono darci più informazioni, devono informarci. E non ogni 3 o 4 ore”. 

    • 12:21

      17 feriti gravi in ospedale a Zurigo

      Il Consiglio di Stato di Zurigo ha annunciato in una nota che 13 persone rimaste gravemente ferite dopo l’incendio a Crans-Montana sono state trasferite nell’ospedale universitario di Zurigo per ricevere le cure necessarie. Altri quattro minorenni, anche loro gravemente feriti, sono stati ricoverati nell’ospedale pediatrico di Zurigo.