Padre di Manfredi Marcucci, 16enne ferito: “Chi era nel bar aveva le mani come le foto della bambina del Vietnam”
I famigliari di Riccardo Minghetti, giovane romano coinvolto nella strage di Crans-Montana di cui non si avrebbero ancora notizie, sono nella località sciistica svizzera “e stanno aspettando, sperano ancora che Riccardo sia tra i feriti non riconoscibili e vi assicuro che c’erano tanti feriti che non erano riconoscibili”. Lo ha spiegato Umberto Marcucci, padre di Manfredi, uno dei due sedicenni ricoverati all’ospedale Niguarda di Milano dopo la strage di Crans-Montana, parlando con la stampa fuori dal blocco ospedaliero dove è ricoverato il figlio. Manfredi, rimasto gravemente ferito, adesso si trova “in coma farmacologico” all’ospedale Niguarda di Milano. “Lo stanno già operando” ha spiegato il padre Umberto che è stato fra i primi a soccorrerlo.
Al momento, come ha riferito, ci sono tre amici di suo figlio che non si trovano, “che erano con lui quella sera”.
“Io quella notte ho visto tantissime persone per terra, dai bar hanno portato cuscini, coperte, lenzuola, cercavano di proteggere le persone come potevano perché chiaramente faceva molto freddo – ha spiegato -, e c’erano circa meno 10 gradi, c’erano una cinquantina di persone per terra con le ambulanze che cercavano di raccogliere più persone possibile. Dentro al bar ce n’erano altrettante, faceva più caldo e anche lì era la stessa situazione, con i paramedici che cercavano di tamponare le situazioni più gravi”.
“Quando sono andato a prendere mio figlio, dopo lo scoppio dell’incendio, mi ha detto, ‘papà sto male, non so come fare, sto malissimo, mi fanno male le mani’ – ha raccontato ancora -, aveva le mani come le foto della bambina del Vietnam, per intenderci. E tutti quanti avevano le mani così, le ragazze stavano purtroppo peggio perché avevano la gonna con le calze mentre i ragazzi avevano i jeans e quindi proteggevano le gambe”. Manfredi Marcucci adesso si trova “in coma farmacologico – ha concluso -, lo stanno già operando”.