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Zelensky: “Accordo per la fine della guerra? Ancora molto, molto lontano”. Meloni: “Lo scontro in tv con Trump non ha aiutato”

Zelensky: “Accordo per la fine della guerra? Ancora molto, molto lontano”. Meloni: “Lo scontro in tv con Trump non ha aiutato”
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Zelensky: “Lontana fine della guerra con Mosca. Credo che proseguiranno gli aiuti Usa”

Un accordo per porre fine alla guerra tra Ucraina e Russia “è ancora molto, molto lontano“. Lo ha dichiarato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, in un briefing in lingua ucraina tenuto prima di lasciare Londra domenica, aggiungendo che si aspetta di continuare a ricevere il sostegno Usa nonostante i recenti rapporti difficili con Donald Trump. “Penso che il nostro rapporto (con gli Stati Uniti) continuerà, perché è più di un rapporto occasionale”, ha dichiarato Zelensky, riferendosi al sostegno di Washington negli ultimi 3 anni di guerra. “Credo che l’Ucraina abbia una partnership abbastanza forte con gli Stati Uniti d’America” per continuare a fornire aiuti, ha aggiunto.

Momenti chiave

  • La risposta di Bruxelles
    • 12:20

      Zelensky: “Mosca continua a colpirci, non vuole negoziare”

      La settimana scorsa la Russia ha lanciato contro l’Ucraina “più di 1.050 droni d’attacco, quasi 1.300 bombe aeree e più di 20 missili per distruggere città e uccidere persone”: lo scrive su Telegram il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, sottolineando che “chi vuole negoziare non colpisce deliberatamente le persone con la balistica”.
      L’Ucraina sta lottando per una vita normale e sicura, che merita, e per una pace giusta e affidabile. Vogliamo la fine di questa guerra. Ma la Russia non vuole e continua il terrore aereo”, ha affermato il capo di Stato. “Per costringere la Russia a fermare gli attacchi, abbiamo bisogno di una maggiore forza collettiva da parte del mondo – ha aggiunto -. Il nostro obiettivo principale è rafforzare le nostre difese aeree, sostenere le forze armate ed efficaci garanzie di sicurezza che impediranno il ritorno dell’aggressione russa. La giustizia deve prevalere. Crediamo nel potere dell’unità e ripristineremo sicuramente una pace affidabile”. 

    • 12:13

      Tajani: “Chiediamo incontro tra Europa e Usa”

      “Noi chiediamo con grande determinazione un incontro tra Europa e Stati Uniti per verificare tutto ciò che si può fare per costruire una pace giusta e siamo molto soddisfatti anche del giudizio molto positivo che ha dato Donald Tusk alla proposta italiana”. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, parlando ad Algeri delle iniziative internazionali per mettere fine alla guerra in Ucraina.

    • 11:59

      Cremlino: “È iniziata la frammentazione dell’Occidente”

      “Vediamo che l’Occidente collettivo ha iniziato a diventare meno collettivo. È iniziata una frammentazione dell’Occidente collettivo e le posizioni dei diversi Paesi e gruppi di Paesi stanno diventando più sfumate”. Lo ha dichiarato in conferenza stampa il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov. A proposito del vertice sulla sicurezza dell’Ucraina andato in scena ieri a Londra, ha affermato: “Rimane un gruppo di Paesi che apparentemente è il partito della guerra, e sostenendo l’Ucraina nel continuare la guerra fornendo rifornimenti per l’azione militare”.

    • 11:55

      Tajani: “La tregua di un mese? È prematuro parlarne”

      “Io credo che tutto debba essere fatto insieme, Europa e Stati Uniti, sedersi a un tavolo con Ucraina e Russia per arrivare ad una pace giusta e soprattutto duratura. Quindi è ancora prematuro vedere cosa fare, come fare. Serve intanto che l’Europa sia unita per garantire l’indipendenza dell’Ucraina”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani ad Algeri commentando la proposta di Macron di una tregua di un mese in Ucraina. “Noi siamo vicini all’Ucraina, lo siamo come europei e credo che dovremo farci carico sempre della sicurezza dell’Ucraina e dell’intera Europa insieme alla Nato”, ha detto Tajani.  

    • 11:11

      Zelensky: “Dimettermi? Sì se Kiev entra nella Nato. Ma mi ricandido”

      “Ho già detto che sono disponibile a dimettermi per l’adesione dell’Ucraina nella Nato, allora significa che ho adempiuto alla mia missione. Nato significa che ho adempiuto alla mia missione”. Così il presidente ucraino Zelensky a Sky News, ripartendo ieri da Londra. Ma il leader ucraino ha aggiunto: “Per cambiarmi, non sarà facile perché non basta semplicemente tenere le elezioni. Dovreste impedirmi di partecipare. E sarà un po’ più difficile”.

    • 11:04

      Kiev: “Missili russi su un campo di addestramento, decine di morti”

      Le forze russe hanno colpito sabato scorso un campo di addestramento ucraino, provocando morti e feriti: lo ha annunciato il comandante delle forze terrestri di Kiev, il maggiore generale Mykhailo Drapaty, come riferiscono i media nazionali. Il generale non ha fornito il numero delle vittime o dei feriti, ma secondo Ukrainska Pravda – che cita due fonti del ministero della Difesa ucraino – ci sono “diverse decine di morti e fino a un centinaio di feriti”. Ieri erano circolate voci di un attacco contro la 157ma brigata meccanizzata separata nel poligono di addestramento di Novomoskovskiy, nella regione di Dnipropetrovsk.  

    • 11:03

      Russia: “Dialoghiamo con gli Usa ma proseguiamo l’invasione”

      La Russia “continua il dialogo con Washington per normalizzare le nostre relazioni bilaterali” ma continua l’invasione dell’Ucraina “per raggiungere tutti gli obiettivi fissati fin dall’inizio”: lo ha dichiarato il portavoce di Putin, Dmitri Peskov, ripreso dalla Tass.  

    • 10:34

      Cremlino: “Zelensky non vuole la pace, qualcuno lo costringa”

      Il presidente ucraino “non vuole la pace” qualcuno deve “costringerlo” a volerla. Lo ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, citato dall’agenzia Ria Novosti. 

    • 10:34

      Londra smentisce Parigi: sulla tregua “discussioni private”, nessun accordo

      Il ministro delle Forze armate del Regno Unito, Luke Pollard, ha affermato che “non è stato raggiunto alcun accordo” tra Francia e Regno Unito in merito alla proposta di tregua di un mese in Ucraina. Interrogato sul piano, di cui il presidente francese Emmanuel Macron ha parlato ieri al quotidiano francese Le Figaro, Pollard ha detto a Bbc Breakfast che “al momento non è un piano che riconosciamo”. Pollard ha aggiunto che “diverse opzioni” sono in fase di discussione “in privato” e che ciò che conta è elaborare un piano che porti a una pace duratura in Ucraina “il prima possibile”.

    • 10:24

      Barrot: “Tregua parziale per verificare la ‘buona fede’ di Putin”

      Il ministro degli Esteri francese, Jean-Noël Barrot, ha dichiarato che una tregua su aria, mare e infrastrutture energetiche tra Ucraina e Russia potrebbe servire a verificare la “buona fede” del presidente russo Vladimir Putin in vista di negoziati per un accordo di pace “solido e duraturo”. L’ipotesi arriva dopo che Francia e Regno Unito hanno avanzato, nella tarda serata di domenica, la proposta di una tregua parziale della durata di un mese. Intervenendo ai microfoni di France Inter, Barrot ha sottolineato che una tregua su questi tre fronti consentirebbe di “verificare la buona fede di Vladimir Putin“. “Solo dopo – ha aggiunto – potranno iniziare i veri negoziati di pace, perché vogliamo la pace, ma una pace solida e duratura”. Il ministro ha poi evidenziato che l’obiettivo è arrivare a “una pace che metta definitivamente fine a ciò che accade nell’est del continente da 15 anni”, insistendo sul fatto che la proposta franco-britannica rappresenterebbe “un modo per verificare se la Russia ha davvero intenzione di porre fine alla guerra”. Il ministro ha poi commentato il confronto avvenuto venerdì nello Studio Ovale tra Trump e il presidente ucraino Zelensky, riconoscendo che avrebbe preferito un dialogo diverso tra i due leader. Tuttavia, ha elogiato Zelensky, definendolo “un grande combattente della resistenza” e “un eroe” per il ruolo svolto nella difesa del suo paese contro l’invasione russa. Sulla possibilità che Washington appoggi la proposta franco-britannica di una tregua parziale, Barrot ha rivelato che la scorsa settimana ci sono state “discussioni” con Trump e il suo staff.

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