Governo Draghi al capolinea, ottiene la fiducia con 95 sì. Lega e Fi fuori dall’aula, mentre M5s si è astenuto: “Togliamo il disturbo”

Aggiornato: 23:33

I fatti più importanti

  • 13:35

    Lannutti (Cal) a Draghi: “Confermi le sue dimissioni”

    “Signor Presidente, lei viene dipinto come il salvatore della Patria, ma con la sua azione di governo ha favorito élite e poteri forti, a danno del popolo e degli ultimi, facendo aumentare povertà, miseria, disperazione. Diversamente dai sacerdoti del pensiero unico che la pregano di restare, nonostante i danni e l’immane disastro provocato per diritti ed interessi del popolo italiano, la invito a mantenere la promessa. Confermi le sue dimissioni. Cittadini e famiglie italiane, strozzati e strangolati dalle sanzioni e dal suo arbitrario agire economico, le saranno grati”. Lo dice durante il dibattito sulla crisi di governo il senatore Elio Lannutti, di Upc-Cal. 

  • 13:34

    Fonti Palazzo Chigi: “Nessun attacco o sfida ai partiti, solo roadmap delle riforme”

    Nessun attacco o sfida ai partiti, solo una “roadmap” delle riforme da completare, degli impegni da onorare in chiave Pnrr. Mentre la Lega entra in fibrillazione per il discorso del premier Mario Draghi al Senato -“vediamo ora che succede” ha detto stizzito Matteo Salvini ai suoi prima di raggiungere Villa Grande per il vertice di centrodestra- da Palazzo Chigi puntualizzano all’Adnkronos che non c’era nessun affondo nelle parole del presidente del Consiglio – in un discorso di 33 minuti scritto interamente di suo pugno – ma solo una chiamata alla responsabilità visti gli impegni che attendono l’Italia, in attesa della seconda tranche da 21 miliardi di euro che dovrebbe arrivare da Bruxelles entro l’estate, mentre a fine anno è attesa la terza tranche da 21 miliardi e 800 milioni.

  • 13:32

    Landini: “E’ il momento di risposte non di fare cadere governo”

    “Il mestiere del sindacato non è fare cadere governi o sostituire governi, ma contrattare con loro per portare a casa risultati per le persone che rappresentiamo o che si facciano le riforme che noi riteniamo giuste per il Paese. Oggi è il momento di dare risposte ai problemi delle persone e non di fare cadere il governo. E’ il momento che il governo e il Parlamento decidano di fare delle cose molto precise per i problemi che ci sono”. Lo ha detto Maurizio Landini alla presentazione, a Catania, del “progetto per la Sicilia” della Cgil regionale. 

  • 13:27

    La Lega: “Sul fisco stupiti da Draghi”

    “Siamo stupiti dal discorso del presidente Draghi: nessun accenno a flat tax e pace fiscale nonostante 50 milioni di cartelle esattoriali già partite o in partenza che rappresentano un’emergenza nazionale. Anche il passaggio sul credito di 1.100 miliardi di magazzino fiscale che l’Agenzia delle Entrate ha nei confronti di cittadini e imprese ci lascia perplessi. In questo momento di grave crisi economica con l’aumento delle bollette e delle materie prime anche alimentari, cosa si chiede? Di rimborsare subito? Se non bastano pandemia e guerra per un rinnovato patto fiscale tra cittadini, fisco e agenzia delle entrate cos’altro dovremmo aspettare?”. Lo dichiarano i deputati della Lega Massimo Bitonci, capogruppo in commissione Bilancio e capo dipartimento Attività produttive e Alberto Gusmeroli, vicepresidente commissione Finanze e responsabile Unità fisco del dipartimento Economia della Lega.

  • 13:19

    La Lega: “Nessun contatto tra Salvini e Conte”

    “Nessun contatto tra Matteo Salvini e Giuseppe Conte”. Lo rende noto la Lega spiegando che il leader del partito “non vede e non sente l’ex premier da alcuni mesi”. 

  • 13:18

    Cangini (Forza Italia): “Salvini ha invitato i suoi a non applaudire”

    “Io ho notato che Salvini ha incoraggiato i suoi a non applaudire”. Così a La7 il senatore di Forza Italia, Andrea Cangini. “Non è stato ancora deciso nulla. Mi auguro – ha aggiunto – che il buonsenso prevalga. Non voglio che Forza Italia vada a rimorchio di Matteo Salvini, non lo volevo quando la Lega era al 30%, non lo voglio nemmeno adesso che è al 15%. Non si tratta di essere leali nei confronti di Draghi, ma nei confronti del Paese. Draghi non sempre è stato all’altezza del ruolo, ma è comunque il presidente del Consiglio del Paese in un momento così difficile per il mio Paese. Il caos sicuramente non allevia le sofferenze di nessuno”. 

  • 13:17

    Di Battista: “C’è davvero qualcuno con il fegato di votare la fiducia a Draghi?”

    “C’è davvero qualcuno con il fegato di votare la fiducia a Draghi?”. Si conclude con questa domanda un post scritto da Alessandro Di Battista su Facebook.

  • 13:13

    Vertice del centrodestra a Villa Grande, ci sono anche Giorgetti e Molinari

    E’ in corso a Villa Grande il vertice del centrodestra di governo. Presenti, per la Lega, oltre a Matteo Salvini anche Giancarlo Giorgetti e Riccardo Molinari.

  • 13:12

    In discussione generale M5s, Fi e Lega lasciano un solo iscritto a gruppo

    Un solo intervento per Forza Italia e Lega nella discussione generale in Senato sulle comunicazioni del premier Mario Draghi. Secondo quanto si apprende da fonti parlamentari, interverranno Maurizio Gasparri e Massimiliano Romeo. Come scritto in precedenza stessa scelta è stata fatta dal M5s: sarà il solo senatore Ettore Licheri a intervenire nella discussione generale. Nelle dichiarazioni di voto interverranno i capigruppo Annamaria Bernini e Mariolina Castellone per Fi e M5s e Matteo Salvini per la Lega. 

  • 13:08

    Centrodestra al bivio, il discorso di Draghi non ha convinto

    Assemblea rovente quella della Lega al Senato dopo le comunicazioni del presidente del Consiglio, Mario Draghi. Secondo quanto apprende l’agenzia LaPresse, le mancate aperture del premier alle richieste del centrodestra di governo avrebbero amplificato la voglia di staccare la spina al governo e tornare al voto. Nessun accenno nel discorso programmatico di Draghi alle norme sull’immigrazione e sulla pace fiscale. I senatori hanno “reputato durissimo” il passaggio su taxi e balneari e soprattutto non hanno digerito la bocciatura del ricorso allo scostamento di bilancio. Umori nerissimi dunque che, secondo quanto viene riferito, saranno oggetto di confronto a Villa Grande con Silvio Berlusconi. Il rischio, riferisce una fonte qualificata della coalizione, è che “il centrodestra si trovi col cerino in mano se il M5S decidesse – sotto il pressing di Pd – di accordare la fiducia al governo”. Nella coalizione, dunque, si preferisce aspettare e capire se Conte proseguirà sulla strada dello strappo o se tornerà sui suoi passi. In questo caso il centrodestra, però, si troverebbe di fronte a un bivio: decidere se rimangiarsi il “nessun governo con i grillini” o accollarsi la fine del governo Draghi.

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