I post di Andrea Scanzi – Il tormentone estivo del Papeete: “Mascherina no, mascherina sì”

I leghisti che rischiano di far aumentare i contagi (per poi dare la colpa ai migranti), il consigliere che dichiara che lui gli sparerebbe a quelli lì, tranquillamente, il sobrio commento di un (ex) responsabile della protezione civile e il ritorno di Naomo.

7 Agosto 2020

Libero, la bad company del giornalismo

Sapete chi è questa qui? No, ovviamente (non lo sa nessuno). Ve lo dico io: una giornalista di Libero. Ieri, usando ovviamente il social più defunto del globo terracqueo, si è scagliata contro Gori, reo di essere in vacanza con la moglie a Formentera. Ella lo ha desunto da una foto. Piccolo particolare: quella foto di Gori e Parodi è del 2011.

Non c’è niente da fare: a Libero sono proprio fantastici. Quello non è un quotidiano: è la “bad company tragicomica del non-giornalismo”. Daje raga’!

La strategia della Lega

La strategia colpevole e allucinante della Lega salviniana è esattamente questa. Fare di tutto (da mesi) per aumentare i contagi, con comportamenti ostentatamente scellerati, per poi dare la colpa ai migranti. E il bello è che molti esimi giuggioloni ci credono pure.
Che mestizia.

Bombolo

Niente, dai. Non ce la fa. Cambia idea con la stessa naturalezza con cui Bombolo esalava peti a manetta. E c’è pure chi gli crede. Poveretti.

Fake follower

Premesso che (da anni) Twitter è più inutile di Gasparri, diciamo che questo dato mi stupisce quanto uno scudetto della Juve. Anche perché, a differenza degli ultrà fascio-sovranisto-cazzari, io non guardo i porri ma Report. E certi dubbi lì avevo già.

Gli squadroni della morte… civile

Lui è Giuliano Felluga. È (era) responsabile della Protezione civile di Grado, in provincia di Gorizia.
Il suo problema è (era) sedare la rivolta scoppiata ieri all’interno dell’ex caserma Cavarzerani di Udine, dove 400 migranti hanno dato il via a disordini contro la decisione del sindaco leghista, Pietro Fontanini, di tenerli in quarantena.

Felluga, forte di una conoscenza grammaticale da sottosviluppo spunto, ha proposto una sobria soluzione nazista: “Non preoccupatevi stiamo organizzando gli squadroni della morte e nel giro di due giorni riportiamo la normalità… Quattro taniche di benzina e si accende il forno crematorio, così non rompono più”.

La Protezione Civile lo ha (ovviamente) sospeso, ma qui ormai il problema è nazionale. E morale. È in atto un pericolosissimo incancrenimento fatto di ignoranza, violenza, razzismo e fascismo. E una parte (quella peggiore) di destra italiana soffia su questo fuoco vile e vomitevole, come conferma anche la continua rumenta che si legge sui social.

Siamo messi male. E se questi andranno al governo, sarà il disastro.

Oh, ragazzi, ve lo ricordate Naooooooomo Lodi? Tocca riparlarne ancora. Questo nostro bel virgulto diversamente filiforme è il tragicomico vicesindaco legaiolo di Ferrara, quello che voleva “farci il culo” ma poi a gennaio ha perso le elezioni e da allora si è sgonfiato (non nel fisico) da bravo bulletto qual è.

È tornato Naomo

La notizia, devo dire meravigliosa, è che gli è appena stato pignorato lo stipendio per debiti reiterati nei confronti dell’Agenzia delle Entrate, oltre a svariate somme mai versate a vari privati. Grande Naooooooomo!!! Idolo di noi tutti.
Questo nuovo capolavoro va a impreziosire un curriculum di per sé straordinario, che Lorenzo Tosa ha riassunto così:

“- Cinque condanne in patteggiamento per furto, usurpazione di funzioni pubbliche, sottrazione di cose pignorate e manifestazione non autorizzata.
– Vive in una casa popolare a dispetto di una lusinghiera indennità di 3.227 euro al mese.

– Sorpreso a usare regolarmente un pass per disabili, nonostante spesso lo vedano in giro per Ferrara in sella alla sua bici”.

Davvero uno splendido esemplare di leghista salviniano. Complimenti a chi, a Ferrara, ha avuto pure il coraggio horror di farlo addirittura vice sindaco. Son soddisfazioni!

Ah: Naoooooomo, allo Stato italiano, deve la seguente cifra: 49.226,06 euro. Evidentemente, per i salviniani, il numero “49” è così sexy che non riescono a stargli lontano.

Ha fatto tante cose

Ha votato la fiducia al governo Monti.Ha sostenuto e approvato il Salva Italia.Ha sostenuto e approvato il trattato europeo di Lisbona.Ha sostenuto e approvato l’accordo di Dublino sui migranti.Ha votato la Legge Fornero.
Ha votato lo scudo fiscale e tutti i condoni per salvare gli evasori dalla galera.
Ha votato il Lodo Alfano, il Legittimo Impedimento e tutte le leggi ad personam per salvare Berlusconi (che vorrebbe senatore a vita) dalla galera.
Ha votato Ruby nipote di Mubarak.
Ha nel partito nostalgici del Duce, capibastone assortiti e gigli in fior come La Russa e Santanché.

Ha un passato politico quasi trentennale (benché giovane, ma nella vita non ha fatto altro) oltremodo imbarazzante e colpevole: di sicuro fino al 2011, di sicuro durante e dopo il lockdown.

Eppure ancora parla, anzi urla, e ha il coraggio di dare lezioni politiche agli altri, dall’alto di non si sa bene cosa, parlando (anzi urlando) alla pancia del paese e titillando troppo spesso gli istinti peggiori degli elettori (per esempio su temi come famiglia e immigrazione). E cresce pure nei sondaggi.

Ormai in questo paese vale tutto. È davvero tutto fantastico.

La strage dimenticata degli yazidi

Ci sono stragi “celebri” e stragi dimenticate. Quella degli yazidi appartiene purtroppo alla seconda. Se ne parla poco, ed è una delle molte colpe dell’Occidente.

Nel 2018 Nadia Murad ha vinto il Premio Nobel per la Pace. Chi è? Un’attivista per i diritti umani yazida. Nell’agosto del 2014, quando ebbe luogo la strage, Nadia era una studentessa di ventuno anni. Gli uomini dell’Isis giunsero nel villaggio di Kocho, radunarono la comunità yazida e uccisero 600 persone, tra cui 6 fratelli di Nadia, e la resero schiava.
Nadia diventò una delle migliaia di donne yazide fatte prigioniere dell’Isis in Iraq. Venne portata come schiava nella città di Mosul dove fu picchiata, ustionata con mozziconi di sigarette e stuprata dagli uomini dell’ISIS. Nel novembre dello stesso anno riuscì a fuggire (un soldato dell’Isis si scordò di chiudere a chiave la porta dell’abitazione in cui era tenuta prigioniera). Trovò rifugio presso una famiglia della zona, che l’aiutò a raggiungere il campo profughi di Duhok, nel nord dell’Iraq, e da lì raggiunse Stoccarda.

Dalla fine del 2015, Nadia si batte per i diritti umani. Per questo ha vinto il Nobel due a anni fa. Se avete tempo, leggetevi questa splendida intervista che ha concesso ieri ad Avvenire per il sesto anniversario della strage. È tremenda e bellissima.

Il consigliere leghista che sparerebbe ai migranti

Antonio Calligaris è consigliere leghista (ovviamente!) del Friuli Venezia Giulia. Ieri alcuni esponenti di Casa Pound fanno irruzione in aula, a Trieste, per protestare contro gli arrivi massicci di migranti in regione. Calligaris prima contesta i metodi usati dal gruppo, indovinandone quindi una (forse per sbaglio).

Poi però se ne esce così: “Sono uno di quelli che gli sparerebbe a quelli lì, tranquillamente”. Testuale.

Calligaris si è poi scusato, ma non cambia nulla: nella Lega di Salvini, di gente così, ce n’è troppa. Io ormai ho perso il conto. E la speranza.

Condividete il video!

La proposta di piazza Almirante-Berlinguer

? Ma stiamo scherzando?!? Questa me l’ero persa. Il Comune di Terracina ha avuto la bella pensata di dedicare una piazza a Enrico Berlinguer e, contemporaneamente, a Giorgio Almirante. Siamo semplicemente alla follia.

L’idea è del consigliere terracinese Giuseppe Talone, Fratelli d’Italia, lo stesso partito della sindaca facente funzioni Roberta Tintari, che ha raccolto il testimone dall’eurodeputato di FdI, Nicola Procaccini.

Attenzione: la proposta, votata da un totale di 12 consiglieri comunali di maggioranza, è passata anche grazie a tre tre ex membri del
Pd, che in vista delle prossime elezioni amministrative si sono spostati su delle civiche di appoggio al partito di Giorgia Meloni, e grazie allo stesso ex candidato sindaco del Pd, Alessandro Di Tommaso. Complimenti!

I figli dello storico leader del PCI, Bianca, Maria, Marco e Laura Berlinguer, hanno giustamente scritto: «Non condividiamo la scelta di intitolare una piazza del comune di Terracina a Enrico Berlinguer e Giorgio Almirante (..) Non dimenticheremo mai quell’atto indubbiamente nobile compiuto da Giorgio Almirante quando si recò da solo a rendere omaggio a papà nella camera ardente allestita nella sede del PCI a Botteghe Oscure. Ma, detto questo, perché mai confondere due personalità così diverse che si sono combattute su fronti che sono e restano antagonisti? Si rischierebbe di contribuire a un processo, che riteniamo nefasto, di azzeramento della storia e della memoria».

Il punto è proprio questo: voler azzerare la storia. C’è un’aria di revisionismo, in questa “nuova” Italia, che mi fa schifo. Equiparare Berlinguer e Almirante è come paragonare i a Pink Floyd e Povia. E per quanto concerne Almirante, che certo rispetto a Salvini e Meloni era un fenomeno, la penso ancora come il giovane (è ormai lontanissimo) Benigni in “Cioni Mario di Gaspare fu Giulia”.

Che brutta aria che tira, mamma mia.

Il sottosviluppo politico

“La doppia preferenza di genere danneggia il sesso femminile. Il maschio è più infedele della donna. Così si accoppia con 4-5 rappresentanti del gentilsesso. Il risultato è che si porta dietro i voti di quattro o cinque signore a differenza della donna”.

Così Roberto Calderoli, ex ministro, oggi al Senato.

Niente, dai. Quando si parla della Lega, troppo spesso si parla anche del più totale, greve e disagiato sottosviluppo politico. Sembra quasi che li cerchino col lanternino. Poveracci.

E tutto finì al Papeete

Esattamente un anno fa, il Cazzaro Verde si suicidava politicamente al Papeete. Da allora non ne ha più indovinata mezza, neanche per sbaglio.

Celebriamo come si deve questa ricorrenza laica, lanciando una petizione per rendere il 7 agosto 2019 Festa Nazionale dei Torsoli.

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