Malati di cancro e pesci nati con la gobba. Melilli, ostaggio dei veleni del Petrolchimico
I giovani sono scappati. Chi resta dice: “Meglio morire di tumore che di fame”
Per arrivare a Melilli attraversiamo impianti dismessi. Ci sono le torrette, le ciminiere, i pontili e il mare primitivo. Eppure ogni dettaglio è irreparabile, quel mare è guasto per sempre. L’aria è pregna di cattivi odori. La gente, a Melilli, muore di cancro, come ad Augusta, e i numeri si sovrappongono. Ma la gente, come ad […]
Quest'articolo è riservato agli abbonati Partner
Abbonati a Il Fatto Quotidiano. Facciamo un giornale con un solo padrone: i lettori.
-
Digital
Partner
Sfoglia ogni giorno i contenuti di FQ IN EDICOLA sul tuo pc e sulla nuova app.Incluso nell'abbonamento
- Accedere a tutti gli articoli del quotidiano tramite app e sito
- Accedere all'archivio completo de il Fatto Quotidiano
- Accedere ad uno sconto dedicato a 4 corsi esclusivi della Scuola del Fatto
- Partecipare in diretta alla riunione di redazione ogni giovedì alle 16.00
- Commentare tutti gli articoli del sito
- Navigare senza pubblicità
- Accedere a tutti i programmi di TvLoft
- Sconto del 20% sul nostro shop online
- Tesseramento alla Fondazione il Fatto Quotidiano a € 5,00 (anziché € 20,00)
- Card digitale con accesso ai vantaggi esclusivi delle Partnership