Se volete vedere il pene di Maccio Capatonda prendete un posto nelle prime file, o nei primi palchetti, proprio vicino al palco, sulla sinistra della platea di Spettacolo teatrale. Se invece vi basta sganasciarvi dalle risate, senza dettaglio anatomico, prendete un posto qualunque in una delle decine di tappe della lunga tournée dell’esordio teatrale dal re dei commedianti web e social.
Nessun ripiego, nemmeno l’ultima spiaggia, Spettacolo teatrale è invece per Maccio Capatonda/Marcello Macchia una bizzarra inedita sfida di linguaggio, un ispirato helzapoppin creativo, un adattamento del proprio personaggio/attore/interprete dove tutto il bagaglio comico di Maccio precipita, deflagrando, su un palco teatrale. Nell’atto dell’ennesima rappresentazione di sempiterni miti greci, una compagnia teatrale capitanata da Diego Piezzefang (Manuel Severino), figlio artista di un camorrista, si accinge all’ennesimo insuccesso.
Il vecchio boss modello Padrino (Maccio in spolvero sulla sedia a rotelle) dalla parlata incomprensibile, assieme ai figli Armando (Sergio Del Prete) e Maradona (Angela De Matteo) impone un ultimatum al figlio: se non va in scena uno spettacolo di successo il teatro Scarpariello che Diego dirige chiuderà. Scrollando i social la compagnia riunita (gli attori Alessandra Schiavoni, Peppe Miale, Marika De Chiara, Davide Mazzella) ha un’idea: chiamare Maccio Capatonda a recitare sul palco. Detto, fatto. Maccio sfonda letteralmente il video, che appare come sfondo, mescolando performance dal vivo e velleità social come del resto era riuscito già a fare negli sdoppiamenti speculari tra web e tv. Non resta che al neoattore trasformarsi in performer (il teatraining è esilarante) per un musical che addirittura elogia clamorosamente il fare criminale camorrista.
Possiamo solo dirvi che nel solco della tradizione dei giochi di parole capotondiani, in scena finiscono, tra gli altri, Rom e Giulietta e Sei personaggi in cerca d’autista. Ma c’è pure il critico rincoglionito Enrico Broccavieste e un vulcanico musical dove la compagnia torna in gioco e Maccio accenna pure ai passi di danza di Michael Jackson. Allargato senza troppa enfasi ad una durata ronconiana, rimescolato su rutilanti cambi di palco e di scena che non lasciano un attimo di pausa, Spettacolo teatrale dimostra che il talento nel far ridere di Maccio Capatonda è identico anche dal vivo. Ma soprattutto da un’idea stimolo del regista Daniele Russo si può lavorare drammaturgicamente sul metateatro rimanendo brillanti e leggeri, senza troppa ampollosità e trascinando tutto ma proprio tutto il bagaglio comico di Capatonda sulle assi impolverate della recita e della performance senza doppio ciak. Certo, la platea – noi l’abbiamo verificato al teatro Verdi di Firenze – è quella dei fan, ma il gioco e la sfida meritano il prezzo del biglietto.