Cinema

“Io e Penelope Cruz facciamo una vita normale in Spagna, anche se tutti pensano che viviamo negli Usa. Ho avuto un padre assente, gli ho parlato, l’ho ascoltato e provato rabbia”: così Javier Bardem

Javier Bardem si racconta: la vita con Penelope Cruz, il padre assente e l'appello al voto contro il fascismo in Spagna

di Davide Turrini
“Io e Penelope Cruz facciamo una vita normale in Spagna, anche se tutti pensano che viviamo negli Usa. Ho avuto un padre assente, gli ho parlato, l’ho ascoltato e provato rabbia”: così Javier Bardem

L’assenza del proprio padre che lo ha fatto arrabbiare, la “normalità” del quotidiano con la moglie Penelope Cruz con cui vive in Spagna e non a Hollywood e infine l’appello al voto in Spagna perché non prenda piede il fascismo. È un Javier Bardem insolitamente tranquillo, quello che si racconta al Corriere della Sera in vista dell’uscita in sala il 12 novembre prossimo di L’essere amato.

Rimessa la kefiah nel cassetto il 57enne attore spagnolo torna a parlare dell’amata moglie (“manteniamo un legame forte con le nostre radici, il nostro Paese, la nostra famiglia e i nostri amici. Abitiamo in Spagna, anche se la gente pensa che viviamo negli Usa”), di un padre assente nella propria giovinezza (“come figlio, ho avuto un padre che è stato piuttosto assente. Ho avuto modo di parlargli, ascoltarlo e anche provare rabbia”) proprio come nel film in uscita diretto da Rodrigo Sorogoyen. In L’essere amato, Bardem è Esteban Martínez, un egocentrico e irascibile regista premio Oscar che torna in Spagna per girare un nuovo film, in cui offre un ruolo alla figlia (Victoria Luengo) con la quale non c’è mai stato un rapporto di crescita comune. “La mentalità (di chi lavora come regista di cinema ndr) è cambiata – ha spiegato l’attore.

“Quando ho iniziato era considerato accettabile, anche tra gli aiuti registi. Episodi di abuso di potere si verificano ancora, quasi esclusivamente da parte di uomini, ma oggi c’è una maggiore consapevolezza. Se ti trovi in una posizione che ti permette di farti sentire, cosa che non vale per tutti, puoi denunciare”. E dopo aver espresso la sua stima verso veri registi con i quali ha lavorato (Denis Villeneuve, Léon de Aranoa) ha ricordato che nelle elezioni anticipate in Spagna del prossimo 29 novembre “le persone devono andare a votare, per chi vogliono. Invito tutti a farlo, anche per posta se si trovano all’estero. Perché si gioca la possibilità che il fascismo prenda piede nelle nostre istituzioni”.

Precedente
Precedente
Playlist

Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. I commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. Vi preghiamo di segnalare eventuali problemi tecnici al nostro supporto tecnico La Redazione