Dalla Sardegna sono arrivate nei giorni scorsi le immagini di un gatto di una specie endemica, che si ritiene che possa essere arrivata sull’isola addiritura ai tempi dei Fenici. Si tratta del cosiddetto “gatto selvatico sardo” (Felis silvestris lybica), che può essere considerato come l’antenato del gatto domestico, ma possiede caratteristiche peculiari.
A riprendere il gatto selvatico sardo è stata la fototrappola dell’Oasi del WWF di Monte Arcosu in provincia di Cagliari. Questo individuo è un animale solitario, che si dedica alla caccia, nutrendosi di vertrebrati di piccola e media taglia, come roditori, piccoli passeriformi, insetti e, più raramente, anche di lepri e conigli.
In estate, invece, la sua dieta è integrata anche dalle graminacee. Si tratta di un animale molto difficile da osservare in quanto per sua natura è molto diffidente ed elusivo. Il suo accoppiamento avviene una volta all’anno e le nascite avvengono tra maggio e luglio. È una specia minacciata in Sardegna dal braconaggio e dalle possibili ibridazioni con il comune gatto domestico.