Antonelli a 20 anni diventa il campione del mondo più giovane della storia - 6/6
Antonelli a 20 anni diventa il campione del mondo più giovane della storia
Un’estate che poi “al lavoro” si è rivelata difficile. La prima stagione europea in Formula 1 è stata un calvario, con risultati che non arrivavano e qualche certezza che veniva messa in dubbio. Antonelli che a fine weekend perdeva il suo indomabile sorriso e non si vergognava di farsi vedere con gli occhi lucidi. Gli scettici esultavano, pronti a saltare sulla sedia: “L’avevamo detto che era troppo presto”. Qualcuno accusava Wolff di non voler vedere le difficoltà e sosteneva che avrebbe dovuto ‘parcheggiarlo’ in Williams per fargli fare esperienze. Antonelli non ha mai mollato, anzi è ripartito. È arrivato prontissimo alla nuova stagione, sapendo anche sfruttare i riflettori puntati da un’altra parte perché tutti vedevano nel compagno George Russell il grande favorito per il Mondiale 2026. Il bolognese dentro di sé sapeva di potergli fare lo ‘scherzo’ e pensava “ora ti faccio vedere io”. Un Kimi sempre all’attacco in pista, diventato poi calcolatore nel momento giusto. Ha saputo premere l’acceleratore quando serviva, come la leggendaria rimonta di Monza, e saputo gestire come a Baku e Singapore quando bisognava stare lontano dai guai. Tutto sempre condito dagli scherzi nel paddock, dalla volontà di non perdere la sua natura che gli garantiva normalità. Un ragazzo che mai ha dovuto costruirsi un personaggio di fronte alle telecamere, anzi. Spesso si deve frenare per mantenere comunque l’istituzionalità del momento. Quella serietà che ha dovuto mostrare nei primi periodi nella sede di Brackley, diventata poi il terreno dei suoi scherzi, come quando prende il computer e disattiva i badge dei suoi ingegneri lasciandoli fuori dal cancello.
Scherzi che non sono stati (ancora) fatti al capo. Il suo padrino sportivo, Toto Wolff, lo ha coccolato e cresciuto ma anche difeso e protetto, prendendosi la rivincita quando in Cina ha festeggiato la sua prima vittoria: “Qualcuno diceva che il ragazzo era troppo giovane…”. Sì, Kimi, sei decisamente troppo giovane. Perché a 20 anni sei il più giovane pilota della storia a essere diventato campione del mondo di Formula 1. L’Italia ringrazia e festeggia. E si gode il suo fenomeno.