Kimi Antonelli, dal casco troppo grande alla collanina regalata dalla mamma - 2/6
Kimi Antonelli, dal casco troppo grande alla collanina regalata dalla mamma
Forse è anche per questo che Marco ha titubato quando Kimi ha cominciato a chiedere di stringere un volante tra le mani, ma a cinque anni è riuscito a farsi dire di sì dai genitori. Marco e Veronica, la mamma, una sera si sono guardati e hanno deciso di accontentare le richieste del figlio, come ha raccontato il papà nello speciale Discover Kimi in onda e on demand su Sky Sport. Ma quando il talento scorre nel sangue è semplice farlo uscire. Già durante i primi giri dava l’impressione di sapere perfettamente ciò che stava facendo, come se fosse tutto naturale. La pista di minimoto a Forlì è stata il primo tracciato ad accogliere Antonelli vestito con una tuta due volte la sua taglia e un casco in cui la sua testa navigava.
Un debutto chiaramente indelebile. Un’esperienza che ha solo aumentato la voglia di averne ancora, di focalizzarsi sul suo grande sogno. In fondo, per Kimi, era un gioco e una passione come tante per i bambini di quell’età che scoprono il mondo e ciò che più attira la loro attenzione. E come tutti i bambini era spericolato, nel senso letterale del termine. Non percepiva la sua passione come una cosa potenzialmente pericolosa, perché non lo è mai stata neanche in famiglia con il papà pilota e la mamma che lavora nel suo team. È diventato virale un video di lui disteso sul tappeto di casa che con una penna su un foglio di carta spiega agli amichetti come si effettua un sorpasso: “Devi stargli con il kart attaccato, quasi vi dovete toccare, mi ha insegnato mio papà”.
Sempre la famiglia come punto di riferimento costante. Non solo i genitori ma anche Maggie, la sorellina. La mamma gli ha regalato la collanina con la coda di balena che tutt’oggi indossa. Un regalo di una vacanza in Sardegna e quel ciondolo è diventato simbolo anche della sua crescita. Nelle prime foto e video si appoggiava appena sotto al collo, oggi diventato così muscoloso, come una macchina di Formula 1 richiede, è tirato. Ogni tanto però Kimi quel cordoncino deve cambiarlo quando diventa troppo tirato, per non separarsi da quel simbolo che tanto gli piaceva da bambino e che ha anche un significato benaugurante. Uno dei suoi segni distintivi, come la lingua tirata fuori e stretta tra le labbra quando si concentra alla guida, si può intravedere sotto il casco o notare ben esposta quando guida al simulatore. Non solo al lavoro, ma anche per gioco. Perché è nella natura di Antonelli, nella natura del pilota, sessione competitiva o non, quando si ha un volante tra le mani si spinge sempre e si vuole primeggiare.