Da "All That" ai microfoni: la parabola di Amanda Bynes - 2/2
Bynes è sempre stata conosciuta come attrice, mai come cantante. Enfant prodige della tv, venne paragonata a leggende come Lucille Ball. Il successo arriva con la comedy Nickelodeon All That (1996-2000), poi con lo spin-off The Amanda Show (1999-2002). Il salto al cinema è del 2002, con Big Fat Liar al fianco di Frankie Muniz, seguito da una serie di successi teen come What a Girl Wants, She’s the Man e Hairspray.
Durante le riprese di Easy A, nel 2010, emergono i primi seri problemi di salute mentale. Nel 2012, a 24 anni, lascia la recitazione. Seguono anni difficili: nel 2013 le viene diagnosticato un disturbo bipolare dopo un incendio appiccato nel vialetto di un vicino, e dopo diversi episodi pubblici, guida in stato di ebbrezza e sfoghi sui social viene posta sotto tutela legale (conservatorship), che si chiude nel 2022, anno in cui è ricoverata in psichiatria dopo un nuovo episodio.
Negli ultimi anni, però, i segnali di ripresa sono concreti: la laurea al Fashion Institute of Design and Merchandising dopo cinque anni, una mostra d’arte sold out a Los Angeles nel 2024 e, a luglio 2026, il lancio di una linea di borse e accessori con il suo brand New York $peed. Ora, il rap.