Lo stallo su Christian Brueckner e il nuovo documentario - 3/3
Sul fronte giudiziario ufficiale, i procuratori tedeschi hanno concentrato per anni le indagini su Christian Brueckner, pregiudicato per reati sessuali identificato come il principale sospettato nel 2020, dopo che i tabulati telefonici avevano agganciato il suo cellulare nei pressi del resort di Praia da Luz proprio nella notte della scomparsa di Madeleine. Nonostante gli indizi, non è mai stata formalizzata alcuna accusa di omicidio nei suoi confronti per il caso McCann e l’inchiesta ha subito ripetute battute d’arresto tra battaglie legali e processi paralleli. Brueckner era stato accusato di aver commesso cinque reati distinti in Portogallo tra il dicembre 2000 e il giugno 2017, ma il ricorso in appello procede attualmente solo per quattro capi d’imputazione. Una delle accuse principali riguardava lo stupro di una donna anziana che, secondo l’accusa, era stato filmato; i giudici hanno tuttavia stabilito che le descrizioni del presunto video fornite dai testimoni erano insufficienti per accertare i fatti.
L’impatto mediatico della vicenda è stato inoltre ripercorso questo mese dalla docuserie Madeleine McCann: The Case that Broke Britain, dedicata al caso internazionale che “ha spezzato la Gran Bretagna”. Il documentario analizza non solo le fasi dell’inchiesta, ma anche la proliferazione delle teorie del complotto online e del trolling sui social media, ricostruendo anche l’episodio del 2023, anno in cui una giovane donna ha diffuso in rete la falsa dichiarazione di essere proprio Madeleine McCann, portando il caso dai profili social alle aule dei tribunali.