"I messaggi del dirottamento? Scambi divertenti tra colleghi" - 2/2
Sul contenuto dei messaggi la sua memoria è apparsa incerta. All’inizio ha sostenuto di non ricordare cosa avesse scritto; poi, davanti alla frase incriminata, ne ha riconosciuto i toni sbagliati, spiegando che si trattava di uno scambio goliardico tra colleghi. Ha escluso di aver mai voluto dirottare o far schiantare l’aereo e di voler far male a qualcuno, e ha mostrato pentimento.
Per la procura, però, non c’è nulla da ridere: l’accusa è di reato grave per minacce o false informazioni legate a un atto di terrorismo. Dopo l’arresto Milne è stato portato nel carcere della contea di Clark ed è tornato libero pagando una cauzione di 20.000 dollari. Martedì 27 ottobre il suo avvocato ha comunicato al giudice che l’imputato si dichiarerà non colpevole. Il caso tornerà in aula il 5 gennaio per l’udienza preliminare.
Il bilancio operativo è stato contenuto: nessun ferito, ha precisato lo scalo, mentre United ha parlato di rientro per “un potenziale problema di sicurezza”. L’equipaggio, però, aveva ormai esaurito le ore di servizio consentite e il volo è ripartito soltanto la mattina di domenica 25 ottobre. La FAA ha annunciato che indagherà sull’episodio, classificato come “disturbo da parte di un passeggero”.