Al casting ha risposto Evelyn per centocinquanta dollari a visita - 2/3
A rispondere è stata Evelyn, pasticcera con esperienza, ferma come tanti nella ristorazione a causa del Covid. Abitava in un quartiere vicino ed era brava con la cucina sino-malese: due requisiti decisivi.
Veniva circa una volta al mese e restava dalle quattro alle sei ore, per un compenso di circa 150 dollari a visita, circa 133 euro. Il menu si decideva prima su WhatsApp, con una condizione imprescindibile: i piatti dovevano reggere bene il congelamento e il riscaldamento. La spesa toccava alla padrona di casa, tra ordini online e giri a Chinatown per gli ingredienti più introvabili.
Il giorno della visita Evelyn preparava tre piatti in grandi quantità, poi divisi in porzioni familiari, per un totale di circa nove. Tutto finiva in contenitori e in freezer, un po’ come i piatti pronti da supermercato, ma più saporiti e, con ogni probabilità, più sani. Il repertorio era quello della cucina nyonya e sino-malese: ayam tempra (pollo), chai boey (stufato agrodolce e piccante a base di avanzi di arrosto), babi pongteh (maiale brasato) e pollo con zenzero e cipollotto.