Mario Capanna: "È come se dicessero: spacco la vetrina, dunque esisto" - 2/2
Secondo Capanna, anche gli episodi di vandalismo vanno letti come il sintomo di un disagio più profondo: “Sono andati dove ci sono le boutique, nel centro di Milano. È come se dicessero: spacco la vetrina, dunque esisto. E la controprova è che poi tutti i media ne parlano”. Un fenomeno che, a suo giudizio, richiama per certi aspetti il luddismo dell’Ottocento, quando gli operai distruggevano i macchinari che consideravano responsabili della loro emarginazione economica.
Pur senza giustificare gli episodi di violenza, Capanna ha concluso ribadendo la necessità di interrogarsi sulle cause sociali che li alimentano: “Se ci fermiamo alla condanna degli atti senza comprendere il malessere che li genera, rischiamo di non capire cosa sta accadendo a una parte importante delle nuove generazioni”.