Bono degli U2: "Non lasciamo le classifiche in mano soltanto a chi conosce i meccanismi del pop" - 2/2
Bono vuole che rimanga della band soprattutto la “dimensione metafisica, il lato gospel degli U2: nel rock’n’roll, queste cose erano ammesse solo se eri nero. Non puoi essere bianco e parlare di Dio, perché in genere gli artisti bianchi che parlano di Dio mettono a disagio il pubblico. Nelle chiese nere americane non succede. Quando siamo arrivati negli Stati Uniti, abbiamo visto i telepredicatori e avevamo pensato: ‘Wow, questa gente è in grossi guai'”.
E infine: “Poi entri in una chiesa nera e senti quel modo di cantare senza freni, quella sensazione: è fervore, ma non un fervore fuori controllo. Ecco, poter cantare canzoni di fede e devozione, ma anche di dubbio, unire il gospel al blues, che sta alla base del rock’n’roll. Si può arrivare ovunque, anche in cima alle classifiche pop. La mia battaglia continua a essere questa: non lasciamo le classifiche in mano soltanto a chi conosce i meccanismi del pop. L’hip hop ci è riuscito, ha portato in radio idee rivoluzionarie. Ma gran parte della scena indie ci ha semplicemente rinunciato. Non ci hanno provato nemmeno“.