Il test di “The Happy Song” sui bambini - 2/2
Il brano non è stato solo scritto, ma anche messo alla prova. Più di 50 neonati sono stati osservati mentre ascoltavano le varie tracce, monitorando movimenti, espressioni del viso, frequenza cardiaca e vocalizzi per capire quali parti del pezzo generassero un umore positivo. Il lavoro complessivo, dall’idea all’esecuzione finale, è durato otto mesi.
L’obiettivo dichiarato dai creatori era rendere felici i bambini tra i 6 e i 24 mesi, non spegnere le lacrime. Eppure è proprio questo l’uso che ne hanno fatto i genitori: c’è chi racconta che la canzone abbia fermato il pianto del figlio, nel cuore della notte o nei momenti di stanchezza. Testimonianze entusiaste, non prove cliniche: ogni bambino è un caso a sé, e la musica funziona finché funziona. Quello che i numeri confermano è l’enorme appeal della canzone. Dopo il lancio è arrivata al primo posto della classifica britannica dei brani per bambini in appena 24 ore, e ora, a dieci anni di distanza, i 470 milioni di stream raccontano di un tormentone che le famiglie non hanno mai smesso di riascoltare. Per un genitore esausto, forse, non serve altra prova.