Cinema

“È stato travolgente e terrificante, non posso portare il peso del mondo sulle mie spalle. Klara? Mercoledì si sbarazzerebbe di lei facendola saltare in aria”: Jenna Ortega presenta il nuovo film alla Festa di Roma

Bagno di folla alla Festa del Cinema per l'attrice, protagonista in "Klara and the Sun" di Taika Waititi. L'ispirazione a Buster Keaton, il contrasto con Mercoledì e la visione del regista sul rischio isolamento dell'intelligenza artificiale

di Redazione FqMagazine
Un'androide goffa ispirata a Buster Keaton - 2/3

Un'androide goffa ispirata a Buster Keaton - 2/3

Nel film, ambientato in uno scenario post Terza Guerra Mondiale dove l’innovazione ha bandito l’uso di internet, Ortega presta il volto a Klara: un’Amica Artificiale acquistata per fare compagnia all’adolescente Josie (Mia Tharia), una ragazza alle prese con un rapporto turbolento con la madre (Amy Adams). Abbandonati gli abiti oscuri e l’inespressività glaciale di Mercoledì Addams, l’attrice ha plasmato una creatura robotica dotata di una sensibilità disarmante: “Non un robot di ultima generazione, sono un modello un po’ vecchio e goffo, ma ottimista e positivo, capace di mostrare a una famiglia umana come provare le emozioni e soprattutto come esprimerle”. Per dare vita all’androide, ha attinto all’innocenza dell’infanzia e alla comicità fisica del cinema muto: “Per interpretarlo ho cercato di replicare quello sguardo che spesso hanno i bambini quando ‘processano’ le informazioni che acquisiscono, le nuove scoperte, le parole che gli vengono rivolte. Uno sguardo apparentemente distratto che invece maschera l’impegno e il lavoro di chi sta cercando di capire il mondo e imparare a orientarsi”. E sul piano motorio precisa: “Klara spesso inciampa, cammina a passettini, mi sono ispirata a Buster Keaton”.

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