Come si sono concluse le ricerche e cosa ha aiutato a ritrovare la cagnolina LouLou - 2/2
A facilitare le ricerche della cagnolina è stato il fatto che l’animale fosse dotato di un Apple AirTag, che ufficialmente è in commercio per essere utilizzato per il tracciamento di oggetti e non per quello di animali o persone. In questo caso, però, la sua presenza è stata fondamentale, perché – pur non essendo dotato di un chip GPS, ma funzionando invece tramite l’invio di un segnale Bluetooth – ha permesso di inviduare la posizione della cagnolina grazie a uno dei vari sorvoli che venivano condotti nell’aerea in cui era dispersa.
A ritrovare la cagnolina sono stati Amanda Barker e Dave Beckett, due piloti commerciali specializzati nei voli terrestri e marittimi, che hanno aiutato la proprietaria del cane con le ricerche. Dal loro elicottero hanno visto la cagnolina poco sotto di loro: “Era seduta, vigile, e sembrava illesa, mentre forse si chiedeva cosa fosse tutto quel trambusto”.
“È rimasta quasi immobile mentre Dave si avvicinava. Solo quando Dave era a circa 20 piedi di distanza ha emesso un latrato-ululato e si è mossa con cautela verso di lui. Il che, se conoscete LouLou, era del tutto in linea con il suo carattere. È sempre stata una cagnolina riservata, non certo del tipo che si getta con entusiasmo tra le braccia degli estranei, anche quando questi ultimi hanno fatto di tutto per salvarla” ha spiegato la sua proprietaria, Lauren Padawer, in un post pubblicato su Facebook.
La cagnolina era “praticamente illesa”, così ha scritto Padawer, che ha spiegato come ad aiutarla a sopravvivere in quelle condizioni possa essere l’abitudine che ha di dormire all’aperto: “È conosciuta per dormire di sua volontà all’aperto nelle fredde notti invernali dell’Alaska. Il suo folto manto, un incrocio tra un husky e un barboncino, che le conferisce un aspetto da vero e proprio Muppet, le ha garantito un ottimo isolamento termico naturale“.