La tata Coco Galli King: "La mia esperienza mi ha collocata ai vertici" - 2/2
A distanza di oltre dieci anni, King chiede 35 dollari l’ora per occuparsi di un bambino a New York, città dove lavora come tata da circa tre anni. In un video su TikTok ha spiegato le sue tariffe. La tata ha raccontato di aver inizialmente applicato a New York la tariffa che usava nello Utah per l’assistenza ai bambini. Nonostante gli anni di esperienza, non si era ancora resa conto di quanto quel bagaglio professionale potesse influire sul suo potenziale di guadagno in città.
“Anche se ero nuova a New York, non ero certo una principiante nell’assistenza all’infanzia – ha spiegato – Ho imparato che il lavoro di tata a New York si articola su diversi livelli, e la mia esperienza mi ha collocata ai vertici della mia categoria”.
Il suo curriculum annovera esperienze internazionali di rilievo, tra cui la cura dei figli di personalità di alto profilo e il supporto a famiglie provenienti dai contesti più diversi. Riconoscere il reale valore di tale bagaglio professionale ha tuttavia richiesto tempo, soprattutto dopo anni in cui aveva accettato incarichi caratterizzati da grandi responsabilità ma da una retribuzione non adeguata alle mansioni svolte.
In un video pubblicato su TikTok, King ha spiegato di aver inizialmente fissato la propria tariffa oraria a 25 dollari, per poi rivederla progressivamente fino a 30 e, successivamente, a 35 dollari. A tale cifra base si aggiungono circa 2 dollari l’ora per ogni bambino affidato alle sue cure oltre al primo, portando così la tariffa complessiva a 39 dollari orari nel caso di tre bambini.
La tariffa più alta riflette anche le spese pratiche legate al lavoro a New York, in particolare per chi, come lei, vive oltre il fiume Hudson, nel New Jersey. Nel video, King ha spiegato che solo il trasporto le costa circa 12 dollari al giorno, una spesa da considerare insieme all’affitto e agli altri costi della vita.
“Qui il costo della vita influisce decisamente sulle tariffe- ha concluso – Con l’aumento degli affitti e dei costi di trasporto, anche le tate devono potersi permettere di vivere”.