Luminosa, coraggiosa, autentica. Susan Sarandon ha appena compiuto 80 anni ma ne dimostra almeno venti di meno. Ospite d’onore alla 24esima edizione di Alice nella Città è arrivata a Roma per accompagnare l’anteprima internazionale di The Accompanist, esordio del giovane Zach Woods e in concorso al festival, ma soprattutto per ricevere il prestigioso Womenlands Excellence Award.
Un omaggio per la sua straordinaria capacità di essere libera tanto dentro quanto fuori dal cinema. Icona di femminilità, resistenza e attivismo assoluti, l’immagine di Sarandon recentemente arrestata dalla polizia durante la manifestazione contro il governo israeliano davanti al palazzo dell’ONU a New York ha fatto il giro del mondo.
Quello sguardo fiero ma calmo di chi sa di stare dalla parte giusta della Storia non l’ha mai abbandonata, così come le parole di fuoco contro ogni forma di ingiustizia, criminalità, violenza. Parole che oggi non possono che scagliarsi contro la decisione di mandare in diretta streaming un’esecuzione da parte del governo americano, considerando che l’attrice già si era espressa contro la pena di morte all’indomani della sua vittoria dell’Oscar per il film Dead Man Walking – Condannato a morte del 1995: “So che per quello che sto per dire potrei finire nei guai, ma penso che quando Hegseth ha espresso la sua idea davanti a dei media fosse strafatto. In ogni caso questa efferata decisione rappresenta l’esempio perfetto di quanto profonda e totale sia la mancanza di moralità e sensibilità nell’attuale governo degli Stati Uniti. Siamo di fronte a una mascolinità tossica, un’infezione assoluta che affligge il mio Paese. L’unico aspetto positivo è che ha rianimato il dibattito sulla pena di morte e ancora una volta ha illuminato la depravazione di questa amministrazione. Consideriamo che quanto accadrà non infierirà solo su un uomo impossibilitato a difendersi, ma anche su chi lo ucciderà a sangue freddo: gli esecutori vedranno se stessi per sempre in una scena destinata a segnare la loro vita”.
E, ovviamente, l’attrice che ci ha regalato personaggi indimenticabili in una carriera lunga 56 anni non risparmia la propria indignazione sulla situazione che continua a perpetrare morte e distruzione a Gaza, una causa per cui si batte dall’inizio dell’aggressione israeliana e che le ha causato non pochi guai, oltre all’arresto: “Credo che poco importi quello che è successo a me: quel che conta oggi è sapere e capire che ancora oggi, dopo l’apparente cessate il fuoco, migliaia di persone vengono uccise, e centinaia di bambini squartati, affamati, abbandonati. Non possiamo permettere che questo diventi la normalità. È importante che un film come Naza venga visto, che la gente scenda ancora nelle piazze a protestare, che i giornalisti continuino a parlarne: non possiamo permettere che questo crimine prosegua. Dunque conta davvero poco che una vecchia attrice venga arrestata o perda il suo lavoro per questo. Il mondo in cui viviamo è un casino e i giovani lo sanno, lo vedono. Ho molta speranza e fiducia nei giovani: sono istruiti, coraggiosi, arrabbiati. E questo significa tutto per me”.
Insomma, Sarandon ha detto e fatto quello che ci si aspetta da lei, per quanto occorra ricordarsi – come ha fatto il giovane regista seduto al suo fianco – che essere come lei ha un costo. “Quando illumini la Storia devi essere pronto a farti bruciare, e Susan ha sempre accettato e sopportato queste fiamme sulla sua persona”. Del resto è la stessa artista a ripetere che “quanto ho fatto nella mia vita e carriera, le battaglie che ho intrapreso, le ho fatte nel nome dell’autenticità che per me è la qualità più importante insieme alla gentilezza. Se conosco una realtà in cui ci sono margini di intervento per modificarla, per me è imprescindibile intervenire”.
Nel film di Woods, recita al fianco di Everly Carganilla, giovanissima interprete di una bambina affidata a una donna matura dopo essere stata allontanata dalla casa del nonno con cui viveva. “Ho amato l’approccio delicato e intelligente di Zach per questo piccolo film, in cui mi ha consegnato un personaggio che non avevo mai affrontato, quindi è stato per me un’avventura favolosa”, ha dichiarato l’attrice newyorkese.