Televisione

“Mia moglie Susanna è sempre la prima a sapere. Io tiro fuori un’idea e se lei fa solo ‘mmmh’ è già bella e finita. La tv italiana? Impigrita, sempre gli stessi palinsesti”: parla Fiorello

Fiorello torna su Rai1 con Fabrizio Biggio e racconta a Tv Sorrisi e Canzoni come cambierà La Pennicanza: più televisione, contenuti speciali e un’idea di varietà lontana dai vecchi schemi. “Oggi il pubblico accetta solo cose brevi”

di Giuseppe Candela

"Il pubblico accetta solo cose brevi. Io per fortuna il senso del ritmo ce l’ho sempre avuto" - 3/3

Proprio negli spot resta il dubbio, con una domanda pronunciata dal sodale Biggio: “Ma alla fine ’sto varietà lo facciamo o no?”. “Attenzione: uno dice ‘varietà’ e subito la gente pensa a quelli classici del sabato sera, con lo smoking, l’orchestra dietro e i balletti che duravano tre ore. Non è quello che ho in mente io. Oggi – spiega Fiorello – il varietà dobbiamo declinarlo in maniera diversa, al passo con i tempi che cambiano. Già con ‘Il più grande spettacolo dopo il weekend’ nel 2011 ricordo che, quando dissi che volevo andare in onda di lunedì, alla Rai risposero: ‘Eh no, il varietà si fa di sabato sera!’. Ma io avevo visto che mia figlia Olivia il sabato sera a casa non c’era mai. Invece il lunedì sì, e guardava la tv“.

E Fiorello riesce a convincere sempre la Rai: “Di solito la prima reazione è: ‘Come? E perché? Ma no, questo va fatto così e così’. Basta spiegare tutto per bene e alla fine li convinci. Perché in fondo sono grandi professionisti, non è che dall’altra parte c’hai i gibboni (ride)'”. Lo showman può contare sul sostegno professionale di sua moglie: “Susanna è sempre la prima a sapere. Io tiro fuori un’idea e se lei fa solo ‘mmmh’ è già bella e finita. Per fortuna questa volta mi ha detto: ‘Tutto ok’. Lei ha un intuito incredibile perché è cresciuta nel mondo del cinema: suo papà Paolo Biondo era il direttore della International Recording e dei suoi studi di registrazione, portava a cena gente come Sean Connery, incontrava Fellini, Mastroianni o Tornatore. E poi, i doppiatori (simula una voce sinuosa e vellutata): “Rosario, ci prendiamo un caffè?”. Per me andarla a trovare alla International era come andare a Disneyland”.

Al suo fianco da qualche anno c’è Fabrizio Biggio: “E’ un vero attore. Perché per fare da ‘spalla’ a me ci vuole un talento multiforme. Anzi, lui non è nemmeno una ‘spalla’. Lui interpreta una ‘spalla’. A parte poi il fatto che ormai fa parte dell’arredamento Rai e quindi non lo posso cambiare”. Se “la cosa più bella è la libertà di scelta perché ognuno si fa il suo palinsesto” il difetto per lo showman è che “non si possono più fare opere lunghe ed elaborate. Perché i social network ci hanno cambiato la testa e non sempre in modo positivo. Il pubblico accetta solo cose brevi. Io per fortuna il senso del ritmo ce l’ho sempre avuto. Merito della radio”.

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