“Se dovessi fare il trailer di un pezzo della tua vita, quali immagini sceglieresti? E a chi affideresti la voce?” domanda Kasia Smutniak su Instagram condividendo con i propri follower le prime immagini di “Mustang”, il suo nuovo lavoro documentaristico, introdotto nelle scorse settimane da una serie di video che rappresentano parte del materiale su cui l’attrice e regista ha lavorato negli ultimi sette anni per dare vita al film che sarà nei cinema dal prossimo novembre.
“Mustang” racconterà un viaggio compiuto dalla stessa regista nella regione del Nepal al confine con il Tibet, un viaggio fisico e metaforico iniziato con al suo fianco Pietro Taricone. I due, infatti, partono per questa sperduta regione nel 2003, l’anno prima di quando sarebbero diventati genitori di Sophie. Smutniak tornerà a visitare quella regione, però, solo dopo la scomparsa di Taricone, avvenuta prematuramente nel 2010.
Per compiere quel primo viaggio dopo la scomparsa del suo compagno, sceglierà di portare con sé la piccola Sophie. Oggi, che l’esperienza in Mustang di Kasia Smutniak diventa un film, la regista decide di affidare il compito di essere la voce narrante di questo racconto proprio alla figlia.
“I miei si conoscevano da pochi mesi quando lui l’aveva convinta a partire. Aveva sentito parlare di un regno, al confine con il Tibet” spiega nel trailer Sophie Taricone. “Non ricordo molto del primo viaggio con mia madre, ma ricordo il momento esatto in cui ho capito quello che aveva fatto” spiega poi la figlia di Taricone e Smutniak.
“Tante cose sono cambiate dal nostro primo viaggio in Mustang. Eravamo così lontane da quello che c’era successo che potevamo credere di essere chiunque, almeno per un po’. Ma questa è una storia molto più grande di noi” sono le parole con cui si conclude il trailer diffuso da Fandango, che produce e distribuisce il film di Kasia Smutniak.
Visualizza questo post su Instagram