Biagio Antonacci: "A Rozzano abbiamo trovato la nostra vita, la nostra fortuna" - 2/2
Ma è proprio in quella periferia che la famiglia ha costruito il proprio destino: “Eppure, proprio lì, a Rozzano, in quella città di periferia, abbiamo trovato la nostra vita, la nostra fortuna. E tanti dei nostri sogni si sono realizzati”.
E ancora: “Poi è arrivato Graziano. La cameretta è diventata ancora di più una fabbrica di sogni”. Poi la riconoscenza. «Siamo stati fortunati, anima mia», ha continuato Antonacci. «Per questo ti ringrazio, papà. Perché, oltre all’educazione, ci hai lasciato qualcosa di ancora più importante: l’esempio».
L’artista ha quindi guardato alla platea, fatta di affetti e familiari: “Oggi siamo qui: Ornella, Paola, i tuoi figli, i tuoi nipoti Paolo, Giovanni e il piccolo Carlo, che purtroppo non hai potuto conoscer”». Ci sono tuo fratello Franco, tua sorella Rosetta, tutti i tuoi nipoti e la tua famiglia, qui ad applaudirti”. Non è mancato il ringraziamento alle istituzioni: “E c’è l’amministrazione comunale di Rozzano, che ha voluto riconoscere il lavoro generoso che hai dedicato a questa città, soprattutto alle persone meno fortunate», ha proseguito Antonacci. «Un’amministrazione che ringrazio dal più profondo del cuore”.
Il passaggio più intenso arriva sul finale, quando il cantautore sottolinea il valore simbolico della dedica: “Oggi una strada porta il tuo nome, proprio tu che la strada la cercavi”.
Poi l’ultimo saluto, con la certezza di una presenza che non si interrompe: “Siamo qui, papà. E tu non manchi, perché ci sei e ci sarai, da qui all’eterno”. La lettera si chiude con gli auguri di compleanno e una dedica d’amore: “Buon compleanno, pà. Sei in ogni forma d’amore possibile. Tuo B.”.