I rincari e la reazione del bacino storico - 3/3
Carlo Alberto Zanella, presidente del Cai Alto Adige, conferma l’impatto del fenomeno sulle mete più gettonate come Ortisei, Alpe di Siusi, Cortina e val Gardena. “Mi sono accorto soprattutto dell’aumento dei turisti cinesi: li si riconosce perché indossano le mascherine e hanno l’ombrello per proteggersi dal sole”. Zanella li descrive come visitatori “molto educati, culturalmente molto rispettosi dell’ambiente e attenti alla pulizia e alle regole“, al punto da mettersi in fila per pagare il biglietto al tornello del Seceda rifiutandosi di utilizzare percorsi alternativi gratuiti.
Questa nuova ondata turistica asiatica e statunitense sta tuttavia innescando conseguenze economiche dirette sul territorio, facendo impennare i prezzi delle strutture e dei rifugi. Zanella cita il costo di 4,80 euro pagato per un cappuccino sul Col Raiser. Un rincaro diffuso che sta modificando le abitudini del bacino storico: i turisti tedeschi, più focalizzati sull’aspetto naturalistico, preferiscono sempre più evitare il sovraffollamento e i listini dell’Alto Adige, scegliendo di dirottare i propri soggiorni verso zone meno sature come le montagne del Bellunese.