Da oggi abbiamo una delle possibili risposte alla domanda sul perché Rita De Crescenzo affiancava e supportava le proteste degli ormeggiatori abusivi di Napoli, fino ai durissimi scontri sul punto con il deputato Avs Francesco Borrelli. Uno dei figli della nota tiktoker, (non Francesco Pio Bianco, per tutti Kekko, come erronamente diffuso in un primo momento dall’Ansa ed estraneo alla vicenda), è tra i quattro indagati ai quali la Procura di Napoli – procuratore Nicola Gratteri, aggiunto Antonio Ricci – ha notificato un avviso di garanzia con accuse di esercizio abusivo dell’attività di noleggio di natanti, occupazione abusiva di demanio marittimo, e la violazione delle norme sulla sicurezza della navigazione.
Il provvedimento arriva all’esito di indagini condotte dalla Guardia Costiera, che nei giorni scorsi ha eseguito il sequestro preventivo di sei mezzi navali, tra cui imbarcazioni e gommoni usati per il noleggio e i trasferimenti tra terra e mare.
L’occupazione senza titoli autorizzativi o concessioni sarebbe avvenuta in uno specchio acqueo tra Mergellina e il Borgo Marinaro, e “il mantenimento costante di una flotta di natanti ormeggiata anche durante le ore notturne in totale assenza dei prescritti segnalamenti luminosi”, si legge in una nota diffusa dalla Procura, avrebbe determinato “un concreto e grave pericolo di collisioni e sinistri marittimi”, creando intralcio “alle manovre e alla regolarità dei servizi pubblici di linea commerciale”.
In sostanza, al figlio della tiktoker, e ad altre tre persone ritenute prestanomi delle intestazioni formali dei natanti usati illecitamente, viene contestata la gestione di fatto, senza titoli, di uno degli specchi acquei della zona più rinomata del lungomare di Napoli.